Dieci buone ragioni per dire no alle infradito

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 04/06/2015 Aggiornato il 04/06/2015

Sono comode e alla moda. Ma ci sono almeno dieci buone ragioni per rinunciare alle infradito

Dieci buone ragioni per dire no alle infradito

Fanno subito estate. Comode, pratiche, alla moda, le infradito sono tra le calzature più amate dalle italiane. Ma secondo la podologa Jackie Sutera, portavoce dell’Associazione Podologi Americani, esistono dieci buone ragioni per dire no alle infradito in città, riservando l’uso delle flip flop solo alla spiaggia e alla piscina.

Infezioni

Andare in giro con le infradito trasforma i piedi in un vero e proprio ricettacolo di batteri. Il più pericoloso è lo stafilococco che, in presenza di ferite aperte, può provocare infezioni gravi Ma bisogna tenere in considerazione anche i rischi di infezioni fungine come verruche e “piede dell’atleta”.

Camminata incerta

Uno studio ha scoperto che camminare con le flip flop ai piedi rende l’andatura più lenta e difficile rispetto a quella che si ha con le normali scarpa da ginnastica. Passetti corti e difficoltà di frenata non si addicono ai ritmi della città.

Cadute

La diretta conseguenza della camminata lenta e distorta cui le infradito costringono è che l’andatura diventa goffa e a forti rischio di inciampi e rovinose cadute.

Traumi

Tra i dieci buoni motivi per dire no alle infradito c’è il fatto che la loro suola leggerissima, fatta in gomma, cuoio, plastica o paglia, sollecita a dismisura ad ogni passo i talloni con un impatto che può provocare dolori anche di forte intensità.

Più vesciche

L’unico aggancio del piede alla ciabatta è costituito dalle stringhe laterali che sfregando contro la pelle, passo dopo passo, finiscono per irritarla provando dolorose vesciche che, scoppiando, si trasformano in ferite aperte esposte al rischio di infezioni.

Postura scorretta

Nelle infradito il piede assume una innaturale posizione a tenaglia per non perdere aderenza e questo a lungo andare fa incurvare le dita che assumono il cosiddetto aspetto a martello, da risolvere chirurgicamente. Per scongiurare questo rischio meglio sostituire le infradito con sandali con doppio cinturino, uno a metà del collo del piede e l’altro dietro la caviglia.

Circolazione rallentata

L’infradito, così come qualunque calzatura completamente priva di tacco, impedisce il corretto appoggio del piede, altera la giusta distribuzione del peso corporeo, danneggia la postura e per di più impedisce la corretta circolazione del sangue.

Tendiniti

Con le infradito che hanno una suola piatta non è facile riuscire a tenere ginocchia e bacino allineati; così le articolazioni sono chiamate ad un surplus di lavoro per compensare lo sforzo e il piede viene esposto al rischio di lesioni che vanno dal semplice dolore al tallone alla più grave tendinite.

Calli

Un’altra delle dieci buone ragioni per dire no alle infradito è dovuta al fatto che la “presa a tenaglia” necessaria per riuscire a tenere le flipflop ai piedi può favorire la formazione di calli. Succede in modo particolare in corrispondenza di alluce e indice per lo sfregamento con il punto di giuntura delle due stringhe laterali.

Bisfenolo

Le stringhe laterali possono essere realizzate in lattice, materiale cui molte persone sono allergiche; alcune possono contenere BPA (bisfenolo A), un composto organico che si suppone possa essere cancerogeno. Se proprio non si vuole rinunciare alle infradito, quindi, meglio optare per i modelli in tessuto o in pelle.

 

 

 

In breve

L’IDEALE È IL MEZZO TACCO

Ogni eccesso fa male ai piedi: i tacchi troppo alti, così come le ballerine dalle suole piattissine. L’ideale, dunque, è un tacco di 5 cm sia in estate sia in inverno.

 

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