Invecchiamento della pelle: scoperta una nuova molecola. Efficace e costa poco

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 21/07/2017 Aggiornato il 21/07/2017

Il blu di metilene, sostanza già usata in medicina, potrebbe rallentare l’invecchiamento della pelle. Ecco come agisce

Invecchiamento della pelle: scoperta una nuova molecola. Efficace e costa poco

Invecchiare fa paura a tutti. Ecco perché la ricerca non smette di cercare nuove sostanze che a livello della pelle possano mettere un freno alla comparsa di rughe, macchie e cedimenti. Di recente è stato scoperto che un economico antiossidante, il blu di metilene, potrebbe essere un valido alleato nella lotta contro l’ invecchiamento della pelle. Già impiegato in medicina per la cura di una malattia del sangue, il blu di metilene ha dimostrato potenti effetti anti-aging nel corso di uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Report’s condotto in laboratorio su cellule cutanee e su modelli 3D di pelle umana in provetta.

Da aggiungere ai cosmetici

Secondo l’autore del lavoro, Zheng-Mei Xiong, professore di biologia cellulare e genetica molecolare presso la University of Maryland, il blu di metilene potrebbe essere aggiunto in tutta sicurezza in prodotti cosmetici per aiutare a combattere l’invecchiamento della pelle. L’epidermide rappresenta, infatti, il principale specchio degli anni che passano: con l’età diviene meno elastica, più sottile e secca, e viene segnata dalle rughe. A livello cellulare tutti questi cambiamenti corrispondono al naturale processo di senescenza delle cellule cutanee che con il tempo perdono buona parte della loro capacità di riprodursi e di produrre collagene (la molecola “elasticizzante” la cute). I ricercatori hanno provato a contrastare questo naturale processo di invecchiamento testando varie sostanze con proprietà antiossidanti, tra cui il blu di metilene.

Liscia e rimpolpa

Si è visto così che a livello cellulare il blu di metilene è in grado di rallentare il processo di senescenza come evidenziato dalla diminuita presenza di molecole (marcatori) tipiche della terza età. Sui modelli di pelle umana in 3D sono stati osservati marcati inoltre segni di ringiovanimento, in particolare un’aumentata quantità di acqua e un maggiore spessore cutaneo, segni tipici di una pelle più giovane. Serviranno ora ulteriori test direttamente sull’uomo per confermare il potenziale anti-aging di questa economica molecola. Nel frattempo il consiglio dei dermatologi è di usare con regolarità una crema oppure un siero che contenga un’elevata percentuale di molecole antiossidanti come la vitamina E, il resveratrolo, i polifenoli, le alghe, il coenzima Q10, i flavonoidi capaci di arginare i danni che i radicali liberi possono provocare.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Un apporto extra di antiossidanti attraverso i preparati cosmetici è fondamentale soprattutto in estate per contrastare il massiccio attacco dei radicali liberi provocato dall’esposizione al sole

 

 

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