Per avere capelli forti dopo il parto occhio a che cosa porti in tavola

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 26/09/2013 Aggiornato il 26/09/2013

Per avere capelli forti dopo il parto servono le vitamine, i sali minerali e anche le proteine 

Per avere capelli forti dopo il parto occhio a che cosa porti in tavola

È naturale che dopo la gravidanza si indeboliscano. Per ritrovare capelli forti dopo il parto, oltre alle giuste cure cosmetiche, è importante controllare quello che si porta in tavola dal momento che la salute e la vitalità della chioma sono strettamente legate al tipo di alimentazione.

I nutrienti che non devono mancare

– Proteine: sono indispensabili per la sintesi della cheratina, la sostanza di cui è fatta la fibra capillare. Per avere capelli forti dopo il parto non devono, quindi, mai mancare sulla tavola carne bianca e pesce, uova e latticini.

– Vitamina B 4: è fondamentale per l’attività del follicolo pilifero dal quale nascono i nuovi capelli. Si trova nel fegato e nel tuorlo d’uovo, nei cereali e nei cavoli.

– Vitamina B5: favorisce il ricambio cellulare e migliora lo stato dei capelli, soprattutto se deboli e facili alla caduta. Ne contengono in buona dose carne, latticini, uova, cereali e funghi champignon.

– Vitamina B6: è necessaria per la trasformazione degli aminoacidi solforati che costituiscono il capello. Buone fonti sono le uova, il latte, le patate, le arance, gli spinaci e i cavoli.

– Vitamina B8: ha una valida azione stimolante che aiuta a ritrovare capelli forti dopo il parto. Ne sono ricchi il latte, il pollame, il cioccolato, i funghi e il tuorlo d’uovo.

– Vitamina E: migliora la circolazione a livello del follicolo pilifero e previene l’invecchiamento della chioma dovuto alle aggressioni esterne. Si trova in abbondanza negli oli vegetali, nelle uova, nel burro, nel fegato e nelle banane.

– Betacarotene: ha funzione equilibrante sul cuoio capelluto utile contro secchezza e desquamazione. Per farne il pieno servono carote, lattuga, spinaci, pomodori e mais.

– Ferro: nutre e ossigena i bulbi. Si trova nel fegato e nella carne, nelle noci, nel miglio e nella crusca. Una carenza favorisce la caduta dei capelli.

– Zinco: è un fattore di sintesi degli aminoacidi che costituiscono la fibra capillare. Lo contengono il prosciutto, la carne di cavallo, le mandorle, le noci e i cereali.

– Selenio: migliora le condizioni del cuoio capelluto e contribuisce a rinforzare i capelli. E’ presente nei cereali, nelle uova, nel tonno e nella carne. 

In breve

INTEGRATORI SOLO IN CASO DI NECESSITA’

Un’alimentazione equilibrata e varia è preziosa per avere capelli forti dopo il parto. Prima di ricorrere agli integratori, che si possono assumere solo quando non si allatta, è utile fare il pieno di proteine, vitamine e minerali, portando in tavola con regolarità carne, pesce, latticini, uova, cereali e verdure.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Gravidanza: quando conviene annunciarla a parenti e amici?

26/09/2022 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Non c'è una regola che stabilisce quando è opportuno comunicare a tutti che si è in attesa di un bambino. Il momento in cui farlo dipende da una scelta personalissima che ogni coppia deve fare in base al proprio sentire.  »

Neo sospetto: meglio toglierlo subito o basta tenerlo sotto controllo?

23/09/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

Un neo dall'aspetto poco rassicurante va asportato allo scopo di comprenderne, attraverso l'esame istologico, la natura. Non è però necessario procedere tempestivamente, ma è possibile attendere fino a sei mesi (non di più!) per farne ricontrollare l'evoluzione.   »

Bimbo che rifiuta pranzi e cene (ma come dargli torto?)

20/09/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Luisa Vaselli

Se a un bambino vengono sistematicamente proposti primi e pietanze poco allettanti, costituiti da un insieme di alimenti che, mescolati insieme, perdono sapore si deve mettere in preventivo che a un certo punto si rifiuti di inghiottirli.   »

Fai la tua domanda agli specialisti