Perdita di capelli: nasce il primo centro integrato per le cure

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 31/08/2021 Aggiornato il 31/08/2021

A Roma è stato aperto il primo centro per affrontate in maniera efficace e integrata la perdita di capelli

Perdita di capelli: nasce il primo centro integrato per le cure

Sono un buon numero, tra i 15 e i 20 milioni, gli italiani alle prese con la perdita di capelli. Sono uomini e donne, avanti con gli anni ma anche giovani che accusano un diradamento per via di patologie del cuoio capelluto, malattie di vario genere ma anche semplicemente per fattori ereditari.

Risvolti psicologici

Chi accusa problemi di perdita dei capelli prova un profondo disagio con ripercussioni negative psicologiche e sociali. Per affrontare in modo preciso ed efficace la calvizie di qualsiasi tipo è nato a Roma, primo in Europa, il Centro Integrato Alopecie (Cia) presso l’Istituto dermopatico dell’Immacolata  (Idi) Irccs, struttura in grado di gestire in maniera coordinata sotto lo stesso tetto le fasi di diagnosi e terapia di tutte le affezioni del cuoio capelluto. Il Centro, diretto da Gianfranco Schiavone, è in grado di accogliere fino a 700 pazienti al mese. Tra questi una ventina al giorno sono giovani tra i 15 e i 22 anni con un 20% di donne.

Un problema di ogni età

Secondo i dati dell’Idi, la perdita di capelli colpisce, infatti, contrariamente a quanto si creda, circa il 50% del sesso femminile in fasi differenti della vita. Inizia nella pubertà nei casi più gravi, ma di solito dopo la gravidanza o la menopausa. Per il sesso maschile a 30 anni la caduta riguarda mediamente il 30% della popolazione, a 50 anni il 50%, a 70 anni l’80%.

«Il paziente tipo è un ragazzo molto giovane» spiega Schiavone «che comincia a notare uno sfoltimento o una stempiatura in cima alla testa e che si mostra molto ansioso sull’evolversi del problema soprattutto nel caso in cui i genitori ne soffrano già. Rispetto al passato, le terapie attuali non rappresentano un rischio poiché non alterano alcun assetto ormonale. Nei casi in cui sia necessario si può anche procede con il trapianto».

Un approccio multidisciplinare

La nascita del Cia è stata fortemente voluta per garantire un approccio scientifico complessivo e integrato a cui prendono parte specialisti di diversi settori. Prendiamo il caso delle donne che accusano una perdita di capelli a causa dell’ovaio policistico e che vengono seguite contemporaneamente da dermatologi e ginecologi. La creazione di un centro integrato evita poi la trafila spesso senza successo presso privati legati a società commerciali che vendono prodotti e trapianti anche di dubbio valore scientifico.

Stop ai viaggi della speranza

Per comprendere il peso e la diffusione del fenomeno basta osservare la crescita esponenziale del cosiddetto turismo medico degli ultimi anni in Albania o Turchia per i trapianti di capelli. «A Istanbul, diventata come Rio De Janeiro per la chirurgia estetica degli anni ’80, si spende la metà che da uno specialista privato in Italia» racconta Schiavone «ma ci sono quei rischi legati a possibili complicanze post-operatorie che non vanno trascurati. Se tornati a casa si presenta un’infezione, la febbre, le croste, difficilmente il paziente riprenderà l’aereo per tornare in Turchia o in Albania, con tutte le conseguenze negative del caso».

 

 
 
 

Da sapere!

Al Cia i pazienti pagano il ticket e, nel caso di trapianto e trattamenti estetici, la spesa è calmierata rispetto agli studi privati.

 

Fonti / Bibliografia

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