Protesi al seno: allarme sicurezza!

Luce Ranucci A cura di Luce Ranucci Pubblicato il 04/04/2019 Aggiornato il 05/04/2019

La Francia ha disposto il ritiro di un tipo di protesi al seno per il rischio di una rara forma di tumore al seno. Anche il nostro ministero della Salute si è allertato

Protesi al seno: allarme sicurezza!

Le protesi al silicone utilizzate per l’aumento del seno hanno molte caratteristiche diverse tra loro: forma (anatomica o rotonda), dimensioni, coesione del silicone e superficie dell’impianto, che può essere liscia o ruvida (testurizzata). Da qualche tempo i chirurghi plastici preferiscono impiantare le protesi al seno ruvide. Ultimamente però il dibattito su quale tipo di superficie della protesi sia migliore è tornato in auge, perché  proprio la sicurezza delle protesi ruvide è stata messa in dubbio. Ed è di questi giorni la notizia che la Francia ha deciso di ritirare dal mercato le protesi mammarie a superficie testurizzata perché sospettate di provocare una  rara, ma grave forma di tumore: il linfoma anaplastico a grandi cellule.

Dubbi da tempo

L’agenzia francese per la sicurezza dei farmaci già aveva sollevato il dubbio sulla sicurezza delle protesi al seno ruvide, sospettate di essere legate alla comparsa di una rara forma di tumore. E già un’azienda produttrice aveva sospeso in Europ, la vendita di questi tipi di protesi per il seno. La sospensione della vendita riguardava in particolare due modelli con superficie esterna ruvida (microcell e biocell) che non avevano  ottenuto l’autorizzazione da parte dell’organismo francese di certificazione dei dispositivi medici al rinnovo del marchio CE, indispensabile per la messa in commercio. In via precauzionale, l’ANSM raccomanda ora di impiegare le protesi a superficie liscia.

Le reazioni nel mondo

L’onda dei sospetti sta crescendo e aumentano le società mediche scientifiche che prendono posizione, anche ricordando agli specialisti di non sottovalutare ulteriori problemi a carico delle protesi mammarie.  Anche la British Association of aesthetic plastic surgeons, per esempio, invita ora i propri membri a non usare le protesi ruvide, mentre l’European society of plastic surgery (Euraps) ha informato gli specialisti della decisione europea tramite Facebook. Anche, il Brasile, infine, ha sospeso la vendita degli stessi modelli di protesi a scopo precauzionale.

La posizione in Italia

La sospensione ha riguardato le protesi al seno ruvide, ma crescono comunque i dubbi sulla sicurezza degli impianti mammari in generale. La Società italiana di chirurgia plastica ed estetica (Sicpre), in una nota agli associati ha elencato i nuovi problemi abbinati alle protesi mammarie come la comparsa di sindromi immunitarie (ASIA syndrome e Breast Implant illness) in alcune donne operate.  E il ministro della salute Grillo ha richiesto un parere urgente al Consiglio superiore di sanità anche “alla luce della decisione delle autorità francesi di ritirare dal mercato tali protesi”.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Arriva anche in Italia il “Registro Nazionale delle Protesi mammarie”, fondamentale strumento che garantisce maggior sicurezza ai pazienti, mappando le protesi. Prima del Registro, in Italia un paziente poteva risalire al tipo di protesi impiantata solo grazie alla professionalità del medico chirurgo che praticava l’operazione. 

 

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