Protesi al seno: possibili rischi

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 21/01/2019 Aggiornato il 21/01/2019

Messa in luce una possibile relazione tra protesi al seno e rischio di ammalarsi di tumore. Come proteggersi

Protesi al seno: possibili rischi

Se ne parla da tempo ma senza certezze. Ora un’inchiesta giornalistica sembra aver messo in luce una relazione tra l’utilizzo delle protesi al silicone per dare pienezza e turgore al seno e la comparsa di un raro tipo di tumore oltre che di altri svariati effetti collaterali. Le protesi al silicone per il seno, infatti, spesso vengono impiantate senza gli adeguati test di sicurezza tanto che potrebbe essere sfuggito questo pericoloso legame.

Raccomandazioni in Francia e Gran Bretagna

Ad affermarlo un’inchiesta dell’International Consortium of Investigative Journalists, un consorzio internazionale di giornalisti di cui fanno parte le principali testate europee. Per quanto riguarda il legame con il linfoma anaplastico a larghe cellule, una rara forma di tumore del sistema immunitario, le autorità francesi hanno già allertato le donne a non utilizzare le protesi con silicone ruvido finché non sarà terminata un’indagine in corso sul possibile rischio. Anche le autorità britanniche, pur non avendo dato nessun tipo di allerta, hanno comunque cominciato a investigare al proposito: gli studiosi sono infatti preoccupati anche se certi che il rischio sia comunque minimo.

Pericolo linfoma

Dai dati britannici è emerso che il linfoma si presenterebbe in un impianto su 24mila.  Studi compiuti in altri Paesi alzano però le percentuali. Ad aumentare i rischi concorre anche il fatto che spesso vengono usati materiali non abbastanza puri, come riscontrato soprattutto in Olanda. Sono stati segnalati inoltre molti effetti collaterali, anche di una certa gravità, che sono però sfuggiti alle autorità regolatorie e che vanno invece monitorati con maggior precisione. A falsare i dati c’è il fatto che molte donne si sono ritirate dai test per verificate la sicurezza delle protesi al seno.

Serve cautela

In attesa quindi di ulteriori studi che certifichino la sicurezza delle protesi al seno il consiglio è quello di rivolgersi sempre a un professionista di provata serietà sia per un intervento di mastoplastica additiva (aggiungere volume) sia di mastopessi (risollevare il seno e renderlo più pieno). Questo, infatti, può mettere al riparo dall’utilizzo di protesi di bassa qualità; anche al momento dell’intervento la professionalità è fondamentale per tenere sotto controllo possibili complicanze in sede di intervento.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Nel mondo, negli ultimi dieci anni,  circa dieci milioni di donne che si sono sottoposte all’impianto di una protesi al seno e una donna su cinque, nel giro di dieci anni, ha dovuto rimuovere la stessa protesi a causa di complicazioni come la rottura o la formazione di cicatrici dolorose.

 

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