Tatuaggi, sono sempre in più ad averli

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 12/12/2019 Aggiornato il 12/12/2019

Tatuaggi, crescono i numeri in Italia come fotografato dall’Istituto superiore della sanità. Ancora troppi però ignorano i rischi del tattoo

Tatuaggi, sono sempre in più ad averli

I numeri parlano chiaro: in Italia sono circa 7 milioni le persone tatuate, il che significa che porta un disegno sulla pelle il 12,8% della popolazione. Il fenomeno è così significativo che l’Istituto Superiore della Sanità ha deciso di effettuare un’indagine sui tatuaggi e di dedicare ai tattoo una sezione del suo sito ufficiale Epicentro.

Dai 12 anni in su

Lo studio è stato realizzato su un campione di 7.608 persone dai 12 anni in su e mostra che i tatuaggi sono più diffusi tra le donne visto che il 13,8% della popolazione femminile è tatuata contro l’11,2% degli uomini. A essere differenti tra i due sessi sono i punti dove si sceglie di fare il tatuaggio: per le donne quelli preferiti sono schiena, piedi e caviglie, mentre gli uomini chiedono disegni su braccia, spalle e gambe. Il primo tatuaggio si fa in genere attorno ai 25 anni anche se la fascia di età dove si riscontra una maggior presenza di tatuaggi sulla pelle, il 23,9%, è quella tra i 35 e i 44 anni con una prevalenza quasi doppia rispetto alla popolazione generale. Non mancano poi i minorenni tra i 12 e i 17 anni: il 7,7% di loro è già tatuato.

Anche trucco permanente

La prima ragione per cui si decide di farsi un tatuaggio è ovviamente quella di soddisfare un piacere personale, ma c’è anche uno 0,5% che ricorre al tattoo per finalità mediche per ricreare ad esempio il disegno del capezzolo dopo un intervento oppure per mascherare cicatrici e altri problemi di pelle. Tra i tatuaggi vanno annoverati anche quelli che vengono fatti per finalità estetiche (sono il 3% del totale) per disegnare il contorno delle labbra, la riga sugli occhi oppure riprodurre i peletti delle sopracciglia. In realtà il trucco permanente utilizza pigmenti diversi rispetto al tattoo che vengono iniettati a profondità minori: per questo non si può considerare un vero e proprio tatuaggio dal momento che richiede anche dei ritocchi perché il disegno rimanga perfetto e brillante.

Attenzione alla sicurezza

Il 76,1% di chi decide per un tatuaggio si rivolge a un centro specializzato, il 9,1% a un centro estetico mentre il 13,4% lo fa al di fuori di centri autorizzati dove i rischi che si corrono possono essere molto elevati. Del resto, lo confermano i dati, poco più della metà, circa il 58,2%, di chi fa un tatuaggio sa quali possono essere i rischi a cui va incontro e solo il 41,7% è a conoscenza delle situazioni che sconsigliano di farsi un disegno sul corpo.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Quando si decide di farsi un tatuaggio è assolutamente indispensabile rivolgersi a centri che garantiscano non solo professionalità ma anche igiene e qualità dei materiali usati.

 

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