Bonus bebè

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Bonus bebè nel 2020

Per aiutare economicamente le giovani famiglie con bimbi piccoli sono diverse le misure messe in campo dalle istituzioni. Non solo l’assegno di natalità, meglio conosciuto come bonus bebè, ma anche il bonus mamma domani, il vaucher per agevolare il pagamento delle rette dell’asilo nido, il fondo di sostegno alla maternità, il “bonus latte” per facilitare l’acquisto di latte formulato (artificiale): ecco una guida delle misure economiche vigenti nel 2020 a sostegno dei nuclei familiari con figli piccoli.

PREMIO ALLA NASCITA (BONUS MAMMA DOMANI)

Che cos’è

Il premio alla nascita (o bonus mamma domani) è stato introdotto dalla legge di bilancio 2017 e prevede l’erogazione, a decorrere dal 1° gennaio 2017, di un “premio” pari a 800 euro in caso di nascita di un bimbo (o in caso di affidamento preadottivo o adozione di un minore).

Come viene corrisposto

Il beneficio è corrisposto in unica soluzione dall’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale, a domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione o dell’affidamento preadottivo. Il beneficio è concesso in un’unica soluzione e in relazione a ogni figlio nato, adottato o affidato.

Le modalità di pagamento previste

Il pagamento avviene mediante bonifico domiciliato presso ufficio postale, accredito su conto corrente bancario o su conto corrente postale, libretto postale o carta prepagata con Iban.

Chi può beneficiarne

Possono beneficiare di questo premio le gestanti italiane regolarmente presenti e residenti in Italia e le cittadine extracomunitarie regolarmente presenti in Italia titolari del permesso di soggiorno UE per soggiorni di lungo periodo, della carta di soggiorno o della carta di soggiorno permanente.

Quando e come fare domanda

La domanda deve essere presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza e comunque improrogabilmente entro un anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento).
La domanda deve essere presentata all’Inps tramite una delle seguenti modalità:
– servizi telematici accessibili direttamente dalla richiedente, attraverso il servizio dedicato;
– contact center (numero 803 164, gratuito da rete fissa, oppure 06 164 164 da rete mobile);
– enti di patronato, tramite i servizi telematici offerti dagli stessi.

BONUS BEBÈ (ASSEGNO DI NATALITÀ)

Che cos’è

L’assegno di natalità, comunemente noto come “bonus bebè”, è un beneficio economico a sostegno delle famiglie a favore dei neonati o dei minori adottati. Istituito dalla legge di stabilità 2015 per un periodo di tre anni nel triennio 2015-2017, è stato in seguito riconosciuto soltanto per la durata di un anno anche per i nati o adottati nel 2018 e nel 2019. La legge di bilancio 2020 ha esteso il “bonus bebè” per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, da corrispondere mensilmente fino al compimento del primo anno di età del bimbo (o fino al termine del compimento del primo anno dall’ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione). In caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il 1° gennaio 2020 e il 31dicembre 2020, l’importo dell’assegno è aumentato del 20%.

Le novità del 2020

Grazie alla legge di bilancio 2020 il bonus bebè diviene una prestazione ad accesso universale modulata a seconda delle fasce di reddito di riferimento. Precedentemente, invece, spettava a condizione che il nucleo familiare fosse in possesso di un indicatore di situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 25 mila euro, e l’importo dell’assegno era raddoppiato per famiglie con Isee non superiore a 7 mila euro.
Più precisamente, l’importo dell’assegno annuo per il 2020 è stato così rimodulato:
– a) 1.920 euro (160 euro al mese) qualora il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l’assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell’Isee non superiore a 7 mila euro annui;
– b) 1.440 euro (120 euro al mese) qualora il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l’assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell’Isee compreso tra 7 mila e 40 mila euro annui;
– c) 960 euro (80 euro al mese) qualora il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l’assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell’Isee superiore a 40 mila euro annui;

Chi può beneficiarne

L’assegno è corrisposto dall’Inps su domanda del genitore ai cittadini italiani, dell’Unione europea e agli stranieri in possesso di permesso di soggiorno.

VOUCHER PER IL PAGAMENTO DELL’ASILO NIDO

Che cos’è

A partire dalla legge di bilancio 2017 è prevista l’erogazione di un buono di 1.000 euro su base annua, corrisposto in 11 mensilità, pari a circa 90,9 euro mensili, per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici o privati. Il beneficio è anche utilizzabile per il supporto alle spese da affrontare, presso la propria abitazione, per l’accudimento dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche.
Il buono può essere percepito per un massimo di un triennio (cioè da 0 a 3 anni del bimbo). La legge di bilancio 2019 ha portato il buono da 1.000 a 1.500 euro all’anno, usufruibile al massimo sempre per un triennio.

Le novità del 2020

La legge di bilancio 2020 ha modificato la normativa relativa al buono asilo nido e alle forme di supporto presso la propria abitazione. A decorrere dal 2020, quindi, il buono di 1.500 euro viene rimodulato e incrementato in base a soglie Isee differenziate:
– rimane pari a 1.500 euro per i nuclei familiari con Isee superiore a 40 mila euro;
– viene incrementato di 1.000 euro per i nuclei familiari con un Isee da 25 mila a 40 mila euro (raggiungendo l’importo di 2.500 euro);
– viene incrementato di 1.500 euro per i nuclei familiari con un valore Isee fino a 25 mila euro, raggiungendo così l’importo di 3.000 euro.

Chi può fare domanda

Il buono è corrisposto dall’Inps al genitore richiedente previa presentazione di idonea documentazione attestante l’iscrizione e il pagamento della retta a strutture pubbliche o private. Il genitore richiedente deve essere in possesso della cittadinanza italiana o di quella di uno Stato membro dell’Unione europea oppure, se cittadino di uno stato extracomunitario, deve avere il permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo e deve essere residente in Italia.

Come richiedere il voucher

Per accedere al beneficio il genitore richiedente deve presentare domanda all’Inps tramite i canali telematici indicando a quale agevolazione intende accedere (se pagamento retta asilo o supporto presso la propria abitazione).
Per ciascun anno le domande possono essere presentate entro il 31 dicembre e il beneficio viene erogato, secondo l’ordine di presentazione telematica delle domande, nel limite di spesa previsto: superato il limite di spesa non verranno prese in considerazione ulteriori domande.

FONDO DI SOSTEGNO ALLA NATALITÀ 2020

Che cos’è

La legge di bilancio 2017 ha istituito il Fondo di sostegno alla natalità diretto a favorire l’accesso al credito delle famiglie con uno o più figli, nati o adottati dal 1° gennaio 2017, fino al compimento del terzo anno di età ovvero entro tre anni dall’adozione, mediante il rilascio di garanzie dirette alle banche e agli intermediari finanziari.

Chi può beneficiarne

Possono fare richiesta di beneficiare del Fondo di sostegno alla natalità i nuclei familiari che abbiano  residenza e cittadinanza italiana oppure di uno Stato membro dell’Unione europea, oppure, nel caso di cittadini extracomunitari, che abbiano il permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo.

BONUS LATTE

Che cos’è

La legge di bilancio 2020 ha previsto all’interno dell’istituzione di un “Fondo assegno universale e servizi alla famiglia” l’inserimento di una nuova misura economica a sostegno delle famiglie e in particolare delle donne che non possono allattare, denominata “bonus latte”, che prevede l’elargizione di un importo pari a un massimo di 400 euro all’anno, finalizzato all’acquisto di latte formulato (artificiale), erogabile fino al sesto mese di vita del neonato.

Chi ne può beneficiare

I requisiti per fare richiesta di accesso al cosiddetto “bonus latte” devono ancora essere definiti da un apposito decreto del ministero della Salute. Il provvedimento comunque riguarda le neomamme con patologie certificate che impediscono l’allattamento al seno, compresi i casi di ipogalattia (ovvero ridotta produzione di latte) e agalattia (assenza di secrezione di latte) e che rispondono a determinati requisiti economici.

Come verrà erogato

Fermo restano che l’importo massimo è di 400 euro annue, ancora non sono note le modalità di erogazione del bonus, che si ipotizza sarà legato all’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del nucleo familiare.
Puoi consultare la circolare INPS direttamente cliccando qui
Aggiornamento testo bonus bebè 2020 in data 21/05/2020 a cura di Miriam Cesta

Il bonus bebè 2017

Il Governo ha varato una serie di misure a sostegno delle famiglie con bimbi piccoli. Fra queste anche l’assegno di natalità, meglio conosciuto come bonus bebè, riconfermato anche per il 2017. Ecco di che cosa si tratta. Il bonus bebè è un assegno mensile che viene erogato ai genitori che presentano domanda specifica all’Inps. Ne hanno diritto solo le famiglie che rispondono a due requisiti:
– hanno un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017;
– hanno un ISEE inferiore a 25.000 euro.

Quanto vale

Il valore dell’assegno dipende dall’ISEE della famiglia: è pari a 960 euro all’anno, ossia a 80 euro al mese se l’ISEE è superiore ai 7.000 euro e inferiore ai 25.000 euro; mentre sale a 1.920 euro l’anno (160 euro al mese per 12 mesi) se l’ISEE è inferiore ai 7.000 euro. Il contributo spetta a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio adottato o affidato. La domanda deve essere presentata in via telematica all’INPS attraverso il servizio dedicato entro 90 giorni dalla nascita o dalla data di ingresso del minore affidato o adottato nel nucleo familiare. Se si superano i termini previsti, le famiglie non perdono il diritto al bonus, ma l’erogazione scatta dalla data di presentazione (dunque non si riceveranno gli arretrati). L’erogazione dell’assegno termina quando il figlio compie tre anni o si raggiungono tre anni dall’ingresso in famiglia.

Non va confuso con il voucher baby sitter

Il bonus bebè non va confuso con il voucher baby sitter o asilo nido, un contributo che può essere richiesto da tutte le mamme lavoratrici dipendenti, iscritte alla Gestione separata, autonome o imprenditrici entro gli 11 mesi successivi al termine del congedo obbligatorio di maternità, in alternativa al congedo parentale. Il contributo, il cui importo è pari a massimo 600 euro mensili, è erogato per un massimo di sei mesi, tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata, le lavoratrici autonome e le imprenditrici. La domanda va presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato.

Si può fare una simulazione

Per conoscere indicativamente il proprio ISEE E capire così se si ha diritto al bonus bebè, si può utilizzare l’apposito simulatore presente sul sito dell’Inps.

Il bonus bebè 2015

Il Bonus bebè stabilito dal governo per il 2015 consiste in 80 euro al mese, che verranno erogati in base al reddito e alla cittadinanza, a chi ne ha diritto. La somma spetterà alle famiglie di bimbi nati (o adottati) fra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. La cifra che verrà erogata raggiungerà quindi un totale di 960 euro all’anno e sarà assegnata per i primi tre anni di vita del piccolo.

Chi ne ha diritto?

Il bonus non è però destinato a tutte le famiglie dei nuovi nati ma spetterà soltanto a chi dispone di un reddito complessivo inferiore o pari a 25.000 euro all’anno. Si tratta di un “giro di vite” rispetto alla proposta avanzata in partenza, secondo la quale la somma sarebbe dovuta essere assegnata alle famiglie che (nell’anno precedente) avessero avuto un reddito non superiore a 90.000 euro. La decisione è stata avanzata per contenere le spese, ma in compenso chi ha veramente bisogno ha un’agevolazione in più. Infatti le neomamme con redditi pari o inferiori a 7.000 euro l’anno percepiranno il doppio dell’importo, ossia 160 euro al mese.

Italiani, ma non solo

Il bonus spetterà ai cittadini italiani, ai cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea e anche ai cittadini di Stati extracomunitari, purché residenti in Italia con permesso di soggiorno di lungo periodo (come previsto dall’articolo 9 del Dlgs 286 del 98). L’assegno verrà erogato dall’Inps, ma per sapere come funzionerà esattamente la distribuzione della somma sarà necessario attendere ancora qualche tempo, probabilmente fino alla fine di gennaio 2015: in questo periodo un decreto del presidente del Consiglio dei ministri dovrà stabilire le norme di attuazione di questa misura.

Come fare la richiesta

L’assegno di 960 euro verrà erogato mensilmente dall’Inps previa richiesta, che la mamma deve presentare all’Inps stesso su un apposito modulo Inps compilato in tutte le sue parti. La domanda può essere avanzata dalle donne che avranno un figlio (o anche più di uno) o che adotteranno un bambino dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017. Il pagamento del bonus sarà mantenuto tale finché rimarranno invariati i requisiti di accesso al beneficio fiscale, ossia se il reddito relativo all’anno precedente non supererà la quota di 25.000 euro e in ogni caso si interromperà al compimento del terzo anno di vita del bambino (o, in caso di adozione, dopo tre anni dal suo arrivo nella famiglia). L’assegno verrà erogato a partire dal mese di nascita o di adozione: se, per esempio, il bambino nasce a marzo 2015, la somma sarà riconosciuta a partire da quel mese. Inoltre, la somma è prevista fino a un massimo di quattro bambini nati o adottati. Il modulo Inps va presentato direttamente per via telematica se si possiede il PIN fornito dall’Inps. In alternativa è possibile recarsi presso gli uffici del Caf o dei Patronati, intermediari abilitati che aiutano il richiedente a compilare il modello di domanda e a trasmetterlo online all’Istituto. La domanda va presentata dopo la nascita del bambino.

Le norme del Bonus bebè 2014

Nel caso il bambino sia nato il 31 dicembre del 2014, anche alle ore 11.59, non è purtroppo possibile richiedere il Bonus Bebè per il 2015. In questo caso tuttavia sarà ancora possibile avvalersi delle modalità previste dal Bonus bebè 2014, e cioè un assegno mensile di 300 euro per un massimo di sei mesi, cui hanno diritto le mamme lavoratrici per pagare il nido o la baby sitter. Questo bonus può essere richiesto da tutte le mamme che hanno avuto un bimbo (naturale o adottivo) nel corso del 2014, in possesso di un regolare contratto di lavoro oppure libere professioniste iscritte alla gestione separata dell’Inps. Nel caso il contributo venga richiesto per pagare il nido, i soldi vengono erogati alla struttura direttamente dall’Inps (la struttura deve però rientrare tra quelle autorizzate dallo Stato). Nel caso la somma serva per la baby sitter, viene erogata tramite buoni lavoro. La richiesta va fatta entro 11 mesi dal congedo di maternità obbligatorio ed entro 4 mesi dalla scadenza del bando. I moduli e la procedura sono disponibili sul sito dell’Inps.

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
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