Bonus bebè 2018: che cosa è cambiato

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 03/01/2018 Aggiornato il 31/07/2018

La nuova Legge di Bilancio ha confermato il bonus bebè solo per i bambini nati nel corso dell’anno. Durerà solo 12 mesi e non più 36

Bonus bebè 2018: che cosa è cambiato

Bonus bebè 2018 confermato solo per il primo anno di vita del bambino e solo per i nati nel 2018. L’assegno per il sostegno alla natalità è stato rinnovato integralmente, ma durerà solo 12 mesi  anziché 36 mesi come è stato nel triennio 2015-2017, e potranno beneficiarne solo i bambini che nasceranno (o che verranno adottati) nel corso del 2018.

Il “vecchio” bonus bebè

Il bonus bebè così come è conosciuto oggi nasce con la Legge di stabilità 2015 e prevedeva per ogni figlio nato o adottato (se minorenne) dal 1 gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2017 un assegno di importo annuo pari a 960 euro per famiglie in condizioni economiche corrispondenti al valore dell’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 25 mila euro annui; l’importo dell’assegno di 960 euro annui veniva poi raddoppiato (per un totale di 1.920 euro all’anno) quando il nucleo familiare era in una condizione economica corrispondente a un valore Isee non superiore ai 7 mila euro annui. L’assegno, che ammontava a 80 euro al mese nel primo caso e a 160 euro nel secondo caso, veniva erogato mensilmente dall’Istituto nazionale previdenza sociale (Inps) su domanda del genitore a decorrere dal mese di nascita o di adozione del figlio e veniva corrisposto fino al compimento del terzo anno di età (o, in caso di adozione, fino al terzo anno dall’ingresso del bimbo nel nucleo familiare).

La nuova Legge di Bilancio

Con il testo della nuova Legge di Bilancio le cose sono cambiate. Nonostante l’importo dell’assegno di natalità sia rimasto invariato per tutto il 2018 (960 euro annui per famiglie con Isee fino a 25 mila euro e 1.920 euro per famiglie con Isee inferiore a 7 mila euro), la nuova norma prevede due importanti novità: la prima è la riduzione della durata del bonus bebè 2018, che termina con il primo compleanno del bambino (o, in caso di adozione, con il compimento di un anno dall’entrata del minore nel nucleo familiare), anziché al compimento del terzo anno; la seconda è che i bambini che nasceranno (o verranno adottati) a partire dal 1° gennaio 2019 non avranno più diritto al bonus bebè.

 

Da sapere!

In Italia le culle sono sempre più vuote, e un po’ di soldi in più soprattutto ai giovani nuclei familiari monoreddito potrebbero far comodo. Dal 2008 al 2016 in Italia sono nati centomila bambini in meno (474 mila contro 576 mila) e dall’Istat emerge che il livello minimo delle nascite registrate nel 2015, pari a 486 mila, è stato superato in negativo dal 2016 che ha fatto registrare 474 mila nascite, per un totale di ben ulteriori 12 mila nuovi nati in meno.

 

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