Bonus bebè raddoppia?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 26/07/2016 Aggiornato il 26/07/2016

Bonus bebè da 80 euro a 160 e da 160 a 320 euro rispettivamente per famiglie con Isee inferiore a 25 mila e a 7 mila euro contro il fenomeno delle culle vuote

Bonus bebè raddoppia?

Erogare un bonus bebè doppio rispetto a quello di cui possono attualmente usufruire le famiglie con bambini al di sotto dei tre anni: è questa la proposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin contro le culle vuote. Attualmente le famiglie con bambini nati dopo il 1° gennaio 2015 e con un Isee inferiore a 25 mila euro hanno diritto a un bonus bebè di 80 euro, mentre le famiglie con un Isee che non arriva a 7 mila euro possono usufruire di un bonus doppio, pari a 160 euro.

La proposta Lorenzin

L’idea del ministro della Salute è raddoppiare queste cifre: “Purtroppo – ha spiegato Lorenzin – in questi anni sul bonus bebè abbiamo risparmiato 1,38 miliardi perché non sono nati bambini. Partendo da tale cifra, basta aggiungere 300 milioni per fare in modo che a una famiglia con una classe Isee di 25 mila euro possa andare un bonus bebè che passa da 80 a 160 euro al mese, mentre per una famiglia con classe Isee di 7 mila euro si potrebbe passare a un bonus bebè da 160 a 320 euro al mese”.

Un Paese sempre più vecchio

Il nostro Paese è sempre più vecchio, con un numero in continuo aumento di anziani a fronte di un ricambio di nuovi nati sempre più esiguo. Le problematiche demografiche devono quindi rimanere “al centro delle politiche per i prossimi venti anni, poiché l’attuale trend negativo non si può invertire con una o due misure”, ha affermato il ministro.

Il peso della disoccupazione

Per cercare di risolvere il problema della bassa natalità e di un Paese destinato a invecchiare “c’è bisogno di un’azione integrata e di una visione globale sulla famiglia che sia trasversale e comprenda più misure, dagli incentivi fiscali al bonus bebè, puntando però anche ai servizi e alle politiche sul lavoro”, è il parere del ministro. Anche gli importanti problemi di disoccupazione influiscono infatti negativamente sulle nascite: “Abbiamo un tasso di disoccupazione femminile altissimo – ha concluso Lorenzin – che porta al rinvio della maternità con conseguente riduzione della fertilità sia femminile sia maschile”.

 

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

Se gli attuali trend non dovessero modificarsi, tra dieci anni i nuovi nati in Italia saranno 360 mila, ovvero come i partecipanti a un grande concerto rock.

 

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