Bonus bebè: si cambia!

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 29/11/2017 Aggiornato il 29/11/2017

La misura a sostegno della famiglia dovrebbe diventare strutturale dal 2019 ma con importo dimezzato e durata ridotta. Per il 2018 confermati 960 euro per le famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro annui

Bonus bebè: si cambia!

Il cosiddetto bonus bebè diventa una misura definitiva: per i nati nel 2018 si conferma un assegno di 80 euro al mese che viene però dimezzato a 40 euro a partire dal 2019. Il bonus verrà corrisposto soltanto per il primo anno di età del bambino e non più fino al terzo anno, come è stato finora. È quanto prevede un emendamento alla manovra riformulato dai relatori, ma la proposta di modifica potrebbe ancora subire qualche cambiamento prima del via libera definitivo.

Meno soldi ma per sempre

Dal 2019 il bonus bebè diventa strutturale ma l’importo annuo sarà di 480 euro erogati mensilmente (40 euro) a partire dal mese di nascita o adozione del bambino, a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore abbia un Isee non superiore a 25mila euro annui. È raddoppiato se la famiglia ha un Isee sotto i 7mila euro l’anno. Il bonus bebè verrà erogato solo per il primo anno di vita del bambino e non più per i primi tre anni. Solo per i nati nel 2018 l’importo dell’assegno è confermato nell’entità già prevista per quest’anno, cioè un totale di 960 euro annui divisi in mensilità da 80 euro.

Diminuiscono le nascite, anche fra gli stranieri

Non si arresta intanto il crollo delle nascite: Nel 2016 in Italia sono nati 473.438 bambini, oltre 12 mila in meno rispetto al 2015. Nell’arco di 8 anni (dal 2008 al 2016) le nascite sono diminuite di oltre 100 mila unità. Lo afferma l’Istat nel suo ultimo rapporto su natalità e fecondità. Il calo, scrive l’istituto di statistica, è attribuibile principalmente alle nascite da coppie di genitori entrambi italiani. “I nati da questa tipologia di coppia scendono a 373.075 nel 2016 (oltre 107 mila in meno in questo arco temporale)”,  spiegano gli esperti dell’Istat. “Ciò avviene fondamentalmente per due fattori: le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno numerose e mostrano una propensione decrescente ad avere figli”. Ma diminuiscono anche i figli nati da coppie straniere: per la prima volta dal 2016 sono sotto quota 70.000. Al primo posto, tra i nati stranieri, si confermano i romeni, seguiti da marocchini, albanesi e cinesi.

In calo anche i matrimoni

La fase di calo della natalità avviatasi con la crisi è caratterizzata da una diminuzione soprattutto dei primi figli, passati da 922 del 2008 a 227.412 del 2016 (-20% rispetto a -16% dei figli di ordine successivo). La diminuzione delle nascite registrata dal 2008 è da attribuire interamente al calo dei nati all’interno del matrimonio: nel 2016 sono solo 331.681 (oltre 132 mila in meno in soli 8 anni). Questa importante diminuzione è in parte dovuta al contemporaneo forte calo dei matrimoni, che hanno toccato il minimo nel 2014, anno in cui sono state celebrate appena 189.765 nozze (57 mila in meno rispetto al 2008).

 

 

 

Da sapere!

La domanda per il bonus bebè può essere presentata da neomamme, mamme adottive o affidatarie:

  • cittadine italiane;
  • cittadine di uno Stato membro dell’Unione Europea;
  • cittadine extracomunitarie munite di regolare permesso di soggiorno o carta di soggiorno.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Dubbio sull’intervallo di somministrazione dei vaccini

11/11/2019 Gli Specialisti Rispondono di Professore Alberto Villani

Per ogni vaccino, compreso l'anti-meningococco B, è stato individuato l'intervallo tra la somministrazione delle dosi che assicura la migliore risposta del sistema di difesa naturale e, quindi, la migliore protezione.   »

Ovulazione: può verificarsi anche se si prende la pillola?

31/10/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Ci sono casi in cui, nonostante l'assunzione del contraccettivo orale, la donna continua a essere fertile: accade, per esempio, se è in sovrappeso.   »

Svezzamento: quali regole seguire?

30/10/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

le linee guida relative allo svezzamento sono molto cambiate rispetto ad alcuni anni fa: oggi vi è molta più libertà d'azione, da usare però secondo i criteri dettati dal buon senso. Ma se si vuole andare "alla vecchia", nulla lo vieta.   »

Fai la tua domanda agli specialisti