Bonus bebè: che cosa è e perché è in ritardo

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 11/02/2015 Aggiornato il 11/02/2015

Il bonus bebè da 80 euro al mese, di cui possono beneficiare le famiglie più povere, non è ancora partito per il ritardo di un decreto attuativo. Ecco chi ne ha diritto e come richiederlo

Bonus bebè: che cosa è e perché è in ritardo

Negli ultimi mesi si è molto parlato del bonus bebè. Sembrava che tutto fosse risolto, invece occorre attendere ancora per questa misura introdotta dalla legge di Stabilità. La domanda non può essere presentata all’Inps perché manca il decreto attuativo che doveva essere fatto a gennaio, come ha segnalato Il Messaggero. In attesa che diventi operativo il bonus bebè, ricapitoliamo di che cosa si tratta e chi ne ha diritto.

Solo se il reddito Isee è inferiore a 25 mila euro

Innanzitutto, è bene sapere che il bonus bebè non spetta a tutti, ma solo alle famiglie più povere. Infatti, il governo ha voluto che questo sussidio rappresentasse un aiuto reale per chi è più in difficoltà. Secondo l’ultima modifica apportata alla legge, ne hanno diritto le famiglie con un reddito Isee inferiore a 25 mila euro (inizialmente il tetto era stato fissato a 90.000 euro). Ricordiamo che l’Isee, letteralmente indicatore della situazione economica equivalente, è uno strumento che misura il benessere reale di un nucleo famigliare, tenendo conto anche dei suoi risparmi e del suo patrimonio. Per sapere il proprio Isee ci si può rivolgere a un commercialista o anche ai centri Caf delle varie associazioni di sindacati, anche perché da gennaio di quest’anno la compilazione del modello Isee ha subito importanti modifiche.

960 euro all’anno

Il bonus bebè consiste in 960 euro all’anno, pari a 80 euro circa al mese, per ogni bimbo nato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Se il reddito Isee della famiglia è inferiore a 7mila euro, l’importo raddoppia, passando da 80 a 160 euro al mese.

La domanda all’Inps

Chi vuole richiedere il bonus bebè deve presentare domanda all’Inps, su apposito modulo. Ci si può appoggiare anche a un patronato dei sindacati o delle associazioni di categoria. Se l’Inps accoglie la richiesta, verserà l’indennità fino al terzo anno di età del piccolo, sempre che la famiglia in quest’arco di tempo continui a possedere i requisiti richiesti.

Anche in caso di adozione

Il bonus bebè è previsto anche nel caso di adozione, sempre che il bimbo venga adottato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. In questo caso l’assegno verrà versato fino al terzo anno d’ingresso nella famiglia. Possono ottenere il bonus anche i figli di cittadini stranieri di uno stato membro dell’Unione Europea e gli extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, purché rispettino questo tetto massimo.

Non va nella dichiarazione dei redditi

È utile sapere che quanto incassato sotto forma di bonus bebé non contribuirà in alcun modo al reddito imponibile della famiglia. Non sarà dunque necessario dichiararlo.

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DA SAPERE!

È DIVERSO DAL BONUS ALLE MAMME

Il bonus bebè non va confuso con il bonus alle mamme. Quest’ultimo è un sussidio di 1.000 euro all’anno in buoni acquisto destinato alle donne con almeno quattro figli e un reddito Isee inferiore a 8.500 euro.

 

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