Caffè: un aiuto in più contro l’obesità?

Silvia Camarda A cura di Silvia Camarda Pubblicato il 29/08/2019 Aggiornato il 29/08/2019

Buone notizie per gli amanti del caffè! Secondo uno studio inglese il caffè conterrebbe una sostanza capace di attivare il tessuto che brucia le calorie

Caffè: un aiuto in più contro l’obesità?

Il caffè potrebbe aiutare a contrastare l’obesità. È quanto emerso da un recente studio dell’Università Britannica di Nottingham pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Secondo i ricercatori inglesi nel caffè ci sarebbe una sostanza in grado di attivare il tessuto adiposo bruno, cioè quello in grado di bruciare i grassi.

Merito solo della caffeina?

Non è ancora certo se il merito sia tutto della caffeina o di qualche altra molecola contenuta nel caffè. Dovranno, perciò, essere effettuati nuovi esperimenti per identificare chi sia la sostanza e la dose precisa per ottenere questo effetto. Per questo motivo sono sconsigliati test “fai da te”.

Lo studio su cellule staminali

La ricerca si è basata sull’analisi dell’effetto di sostanze come la caffeina sulle cellule staminali capaci di trasformarsi in cellule del tessuto adiposo bruno. In principio si riteneva che questo tessuto fosse presente solo nei bambini e nei mammiferi che vanno in letargo. In realtà si trova anche negli adulti, dove ha il rilevante compito di riscaldare l’organismo bruciando calorie in risposta al freddo. I ricercatori sono stati sorpresi del risultato raggiunto soprattutto perché fino a oggi non era mai stato scoperto un sistema così efficace a stimolare l’attività del tessuto adiposo bruno. Al termine dello studio gli scienziati hanno concluso che il caffè conterebbe una sostanza simile alla caffeina che da sola o in associazione a quest’ultima faciliterebbe il funzionamento del tessuto adiposo bruno. Un risultato che, se confermato da altri studi, potrebbe essere vantaggioso per combattere l’obesità e il diabete.
 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Una tazzina di caffè espresso (60 ml) contiene 80 mg di caffeina.

 

 

 

Fonti / Bibliografia

  • Caffeine exposure induces browning features in adipose tissue in vitro and in vivo | Scientific ReportsBrown adipose tissue (BAT) is able to rapidly generate heat and metabolise macronutrients, such as glucose and lipids, through activation of mitochondrial uncoupling protein 1 (UCP1). Diet can modulate UCP1 function but the capacity of individual nutrients to promote the abundance and activity of UCP1 is not well established. Caffeine consumption has been associated with loss of body weight and increased energy expenditure, but whether it can activate UCP1 is unknown. This study examined the effect of caffeine on BAT thermogenesis in vitro and in vivo. Stem cell-derived adipocytes exposed to caffeine (1 mM) showed increased UCP1 protein abundance and cell metabolism with enhanced oxygen consumption and proton leak. These functional responses were associated with browning-like structural changes in mitochondrial and lipid droplet content. Caffeine also increased peroxisome proliferator-activated receptor gamma coactivator 1-alpha expression and mitochondrial biogenesis, together w...
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Reazioni cutanee dopo una puntura di insetto

19/07/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

A volte a scatenare reazioni sulla pelle può essere anche l'applicazione dell'antistaminico in crema.  »

Gravidanza e scomparsa improvvisa dei sintomi

19/07/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Non è automatico che la scomparsa dei sintomi tipici della gravidanza sia brutto segno.   »

Paura di aver contratto la toxoplasmosi

28/06/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Per sapere se malauguratamente si è state contagiate dal Toxoplasma gondii si può fare il toxo test, a partire da 20 giorni dopo l'ingestione dell'alimento che si teme fosse contaminato.   »

Fai la tua domanda agli specialisti