Carne, sì ma con moderazione

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 15/03/2016 Aggiornato il 15/03/2016

Non esisterebbe alcuna correlazione tra un consumo moderato o nullo di carne, come nel caso della dieta vegana e vegetariana, e una vita più longeva. Ecco perché

Carne, sì ma con moderazione

È stato appena pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition uno studio che renderà felici chi alla carne non riesce proprio a rinunciarci. Lo studio non ne boccerebbe, infatti, il consumo; anzi, se moderato, non solo non esporrebbe l’organismo a rischio, ma aiuterebbe a garantire quell’equilibrio nutrizionale necessario per vivere a lungo e in salute.

I risultati della ricerca

Nel campione coinvolto nello studio –  oltre 60 mila vegetariani e non consumatori di carne – sarebbe stato osservato un tasso di incidenza più basso di alcune patologie croniche rispetto a chi consuma la carne, ma non sarebbe chiaro se questo possa garantire una minore mortalità. Ciò nonostante, la mortalità per tutte le cause di decesso osservate tra i vegetariani e non sarebbe paragonabile.

Parola d’ordine, moderazione

Da anni la carne rossa è accusata di provocare l’insorgenza di gravi malattie, come il tumore al colon retto, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità recentemente l’ha classificata come un “possibile cancerogeno” mentre le carni semilavorate addirittura “cancerogene”. In realtà anche la carne rossa può rientrare in una sana alimentazione. L’importante è quanta se ne consuma.

Il rapporto con le malattie

Secondo lo studio inglese, sia nei vegetariani/vegani sia negli onnivori in cui il consumo della carne è moderato, ci sarebbe una riduzione della mortalità per tumori al pancreas e al sistema linfopoietico. Nello specifico:

– del 50% nei vegetariani e vegani

– del 30-45% negli onnivori che si limitano a mangiarla moderatamente

rispetto a chi la mangia 5 volte alla settimana.

Se, invece, si considera la mortalità per tutti gli altri tumori, la riduzione osservata, nel caso di totale assenza di carne a tavola, è limitata al 10%. Concentrandosi, invece, sulle prime 6 cause di decesso non è stata rilevata nessuna differenza significativa nella mortalità dei vegani rispetto a quella di chi mangia abitualmente carne.

Le nuove linee guida alimentari

Secondo le ultime linee guida pensate per la popolazione americana, una dieta sana ed equilibrata deve prevedere anche il consumo della carne magra e di pollame. Lo stesso monito è sostenuto dai ricercatori dell’ex Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran, oggi Crea – Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) che, comunque, riferiscono che sono molti gli studi che hanno associato un elevato consumo di carne – soprattutto di quella rossa e dei salumi – a un aumentato rischio di tumori. Ma, nonostante le prove scientifiche siano molto forti, è bene non escludere questo alimento dall’alimentazione perché ciò potrebbe portare a lungo andare a carenze “senza nessun beneficio”. La scelta migliore, dunque, è mangiarne poca.

 

 

 
 
 

da sapere!

La dieta vegana prevede l’esclusione di tutti gli alimenti di origine animale, quella vegetariana stretta, invece, solo l’esclusione di carne e pesce, mentre sono permessi uova e latticini.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti