Crudismo: le regole da seguire

Silvia Camarda A cura di Silvia Camarda Pubblicato il 03/10/2018 Aggiornato il 03/10/2018

Il raw food o crudismo fa davvero bene alla salute? Sì, ma con le dovute precauzioni

Crudismo: le regole da seguire

Il crudismo si basa sull’esclusivo consumo di alimenti crudi o trattati a non più di 42-45° C perché, in questo modo, si preservano tutti i nutrienti: vitamine, minerali ed enzimi. Le tecniche previste dal crudismo sono tante: la germogliazione, la marinatura, la centrifugazione, la frullatura, ma anche l’essiccazione (una particolare cottura al forno sotto i 45° C che richiede un essiccatore) e la fermentazione per ortofrutta e semi. 

Il parere dell’esperto

Mangiare alimenti crudi apporta molti vantaggi all’organismo. Perlomeno questa è l’opinione della dottoressa Loreto Nemi, dietista e nutrizionista, docente di Dietistica e master di I e II livello in nutrizione dell’Università Cattolica di Roma. “Nel cibo crudo di origine vegetale ritroviamo integre tutte le sostanze nutritive e vitali, gli antiossidanti, le vitamine, i composti fitochimici, i sali minerali organicati che consentono al corpo di mantenere o riconquistare la completa salute, il patrimonio enzimatico e un sano pH lievemente alcalino. Tutte condizioni che prevengono l’invecchiamento precoce, mantengono il sistema immunitario in perfetta efficienza e il corpo in salute”.

Frutta e verdura

Se mangiare frutta e verdura crude è salutare, è anche vero che bisogna lavarle molto bene. In effetti, è fortemente consigliato un lavaggio molto accurato in acqua corrente potabile, anche spazzolando bene ed eliminando parti danneggiate o scure, per rimuovere gli eventuali batteri presenti. Inoltre, si raccomanda di usare dei taglieri diversi da quelli usati per carne e pesce, per evitare contaminazioni crociate.

Carne cruda

In merito alla carne cruda, la dottoressa Nemi, suggerisce di porre molto attenzione alle tartare, carpaccio e altri tipi di carne cruda, perché potrebbero nascondere malattie causate da parassiti eventualmente presenti nelle carni, come le cisticercosi del bovino e del suino, la sarcosporidiosi, la toxoplasmosi e la trichinellosi che causano nell’uomo una sintomatologia che va da banali disturbi digestivi ad altri più gravi, la salmonellosi e infezioni da campylobacter. Per prevenire i rischi  occorre verificare al momento dell’acquisto della carne che sia stato mantenuto il rispetto delle temperature, ovvero che non sia stata interrotta la catena del freddo necessaria alla conservazione del prodotto; il colore dovrebbe essere di un rosso vivo e non rosso scuro tendente al nero.

Pesce crudo

Oggi è molto in voga il sushi. Bisogna, però, fare attenzione al rischio Anisakis, un parassita presente nelle viscere di alcuni pesci (come pesce azzurro, nasello e rana pescatrice) che può trasferirsi nelle carni dopo la morte dell’animale e trasmettersi così all’uomo.  Combattere l’Anisakis non è facile perché è un parassita piuttosto resistente, in grado di sopravvivere anche alla maggior parte dei sistemi di affumicatura e marinatura. L’Anisakis è pericolosa perché può creare disturbi gastrointestinali o, peggio, indurre risposte allergiche, conducendo in rari casi anche allo shock anafilattico. Per prevenire i rischi è bene eviscerare il pesce il prima possibile e cuocerlo a temperature superiori ai 60° C. Se, invece, si preferisce mangiarlo crudo, bisogna effettuare il trattamento di bonifica, tenendolo a una temperatura di -20° C per almeno 24 ore.

 

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Per almeno l’8% della popolazione (secondo l’ultimo rapporto Eurispes) il crudismo apporterebbe solo benefici alla salute.

 

 

 

 

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