Diete iperproteiche per dimagrire: non sottovalutare i pericoli

Silvia Camarda
A cura di Silvia Camarda
Pubblicato il 15/03/2019 Aggiornato il 15/03/2019

Tanti vip e molta gente comune seguono le diete iperproteiche perché fanno perdere facilmente il peso. Ma pochi conoscono le conseguenze negative cui si va incontro quando si esagera

Diete iperproteiche per dimagrire: non sottovalutare i pericoli

Diete iperproteiche: è questa la moda del momento per perdere peso, per fare massa muscolare, per gli anziani e anche per i vegetariani. Ma siamo sicuri che sia sano seguirle? Il dottor Pasquale Strazzullo, professore di Medicina Interna presso l’Università Federico II di Napoli e Presidente della Società SINU aiuta a far chiarezza su questo argomento.

Come funzionano

Si tratta di diete ad alto apporto proteico e lipidico a discapito dei carboidrati che sono eliminati o ridotti al minimo. Fanno diminuire di peso velocemente perché:

·      si perde molta acqua (soprattutto all’inizio);

·      aumenta la termogenesi, cioè le calorie bruciate dal corpo a riposo, dopo l’assunzione di un notevole carico proteico;  

·      le proteine hanno un maggior potere saziante.    

Tuttavia, a causa della scarsità o assenza di carboidrati causano chetosi, cioè produzione di acidosi metabolica e corpi chetonici (acetone) che per essere smaltiti richiedono un forte impegno del fegato, dei reni e portano a uno stato di disidratazione. Inoltre, la mancanza di carboidrati rende sempre più difficile l’uso dei grassi di riserva per la produzione di energia, che porterà poi a bloccare completamente la perdita di peso.

Fondamentali per l’organismo

Con i grassi e i carboidrati, le proteine rappresentano i tre principali macronutrienti di base, fondamentali per il nostro organismo. Le proteine sono molecole costituite da una sequenza variabile di aminoacidi, nove dei quali definiti essenziali perché non possono essere sintetizzati dall’uomo e devono perciò essere assunti dagli alimenti. Svolgono funzioni strutturali, di trasporto, di deposito, enzimatiche, ormonali; sono coinvolte nella contrazione muscolare, nella risposta immunitaria, nella coagulazione del sangue, nella regolazione dell’attività dei geni, della crescita e della differenziazione cellulare. E poi sono anche un substrato energetico.

Cosa succede se si esagera

I danni riconosciuti e quelli potenziali di un apporto alto e continuo di proteine sono da sempre un tema controverso. È però provato che:

  • nei bambini, assunzioni elevate di proteine (> 20% delle calorie totali) nel primo anno di vita possono danneggiare la funzione dei reni e compromettere il metabolismo dei fluidi;
  • negli adulti assunzioni elevate di integratori proteici, specialmente se abbinati a una dieta iperproteica, oltre a favorire un moderato incremento della massa muscolare (se associata all’esercizio fisico), potrebbero essere accumulati sotto forma di adipe;
  • apporti elevati di proteine (spesso e quasi tutte di origine animale) aumentano il carico acido e di conseguenza la demineralizzazione ossea e la perdita di calcio con le urine. Il metabolismo e l’eliminazione delle proteine in eccesso richiedono, inoltre, l’assunzione (spesso disattesa) di molti liquidi (quasi due volte di più del normale) e può quindi condurre a disidratazione;
  • l’uso molto abbondante di proteine animali è correlato a un aumento dell’incidenza di alcuni tumori e in particolare del cancro del colon-retto, probabilmente però più a causa dei metodi di cottura e di conservazione della carne, oltre che per il suo contenuto di grassi saturi, che delle  proteine in sé.

 

 

 
 
 

Da sapere!

La dose giornaliera di proteine raccomandata dai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti) per la popolazione adulta è di 0,9 g/kg peso per entrambi i sessi. Una sana e corretta alimentazione prevede che un uomo di 70 kg o una donna di 60 kg debbano assumere rispettivamente 63 g/die e 54 g/die di proteine giornaliere, che corrispondono in media al 15% dell’energia totale, con un intervallo accettabile compreso tra il 12 e il 18%.

 

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