Dimagrire con le prugne secche

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 18/07/2014 Aggiornato il 18/07/2014

Oltre ad avere molti pregi “nutritivi”, le prugne secche avrebbero anche interessanti proprietà per chi intende dimagrire

Dimagrire con le prugne secche

Anche le prugne aiuterebbero a dimagrire in modo equilibrato. A sostenerlo è un recente studio dell’Università di Liverpool, in cui si è scoperto che mangiare prugne durante una dieta dimagrante, specie quelle secche, può facilitare la perdita di peso.

Una virtù in più della frutta secca

Siamo abituati a pensare che la frutta secca non sia adatta per dimagrire perché ricca di zuccheri (un etto di prugne secche – circa 10 frutti – apporta circa 220 calorie). Tuttavia, non si tiene conto che la funzione di aumento del senso di sazietà fa sì che promuova un minore appetito. È quanto afferma il team di ricerca dell’Istituto Universitario di Psicologia, Salute e Società che ha condotto uno studio su un campione di 100 consumatori. Tutti i partecipanti erano in sovrappeso o obesi e consumavano poca fibra alimentare. Il campione è stato suddiviso in due gruppi.

Al primo gruppo le prugne

È stato invitato a consumare tutti i giorni prugne secche nella dieta per dimagrire, per valutare se questa integrazione aiutava o ostacolava il controllo del peso nelle 12 settimane di controllo. Nello specifico: 140 g al giorno le donne e 171 g al giorno gli uomini. Il secondo gruppo, essendo di controllo, seguiva solo una serie di consigli su spuntini sani, oltre il ciclo attivo di perdita di peso.

Maggiore perdita di chili

Al termine del periodo di test, è emerso che il primo gruppo aveva perso in media 2 kg di peso e il girovita si era ridotto di 2,5 centimetri. Al contrario, il gruppo di controllo aveva perso solo 1,5 kg di peso e 1,7 centimetri dai fianchi.  La maggior perdita di peso del primo gruppo era avvenuta durante le prime quattro settimane dello studio. Dopo otto settimane, i partecipanti del gruppo “prugne” mostravano un maggior senso di pienezza. Inoltre, nonostante le alte dosi consigliate, le prugne secche erano state ben tollerate. 

In breve

TANTI NUTRIENTI PREZIOSI

La frutta secca può contribuire ad affrontare più facilmente una dieta dimagrante, soprattutto perché aiuta a controllare l’appetito per il maggior senso di sazietà fornito. Inoltre contiene:
– carboidrati, fonte primaria di energia: contengono il 35% di zuccheri (contro  il 10% delle prugne fresche), tra cui glucosio e fruttosio;
– fibre: e offrono il senso di sazietà e promuovono la salute dell’intestino;
– rame, manganese, potassio: utili per la pelle, le ossa, i muscoli e la pressione del sangue;
– vitamina B6: benefica nel controllo dello stress e delle funzioni mentali.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Perché il bimbo in utero non si vede ancora?

23/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se l'ovulazione avviene più tardi rispetto all'ipotesi può accadere che l'embrione non sia visibile ecograficamente nell'epoca della gravidanza in cui generalmente lo è già.   »

SOS crisi di pianto inconsolabile

23/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Una volta appurato che il lattante piange per via delle "coliche dei tre mesi", non resta che attendere pazientemente che le crisi a poco a poco diminuiscano fino a sparire. Nella ceretzza che le sue urla disperate sono espressione di forza e di salute.   »

Peso: quale aumento a quattro mesi di vita?

19/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'aumento di peso ha un andamento influenzato da alcune variabili, tuttavia intorno al quinto mese di vita dovrebbe essere doppio rispetto a quello presentato alla nascita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti