Grassi saturi nella dieta devono essere meno del 10%

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 16/08/2018 Aggiornato il 16/08/2018

Secondo le nuove Linee guide dell’Organizzazione mondiale della sanità, per la salute del cuore è meglio ridurre i grassi saturi nell’alimentazione di tutti i giorni

Grassi saturi nella dieta devono essere meno del 10%

Le nuove Linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) affermano che adulti e bambini dovrebbero avere una dieta in cui le calorie ottenute dai grassi saturi, quelli contenuti per esempio nella carne o nel latte, siano meno del 10%, e meno dell’1% quelle dagli acidi grassi trans, contenuti nei fritti di fast food, alcune merendine e dolci confezionati e margarina.

Obiettivo: ridurre le malattie cardiovascolari

Le malattie non trasmissibili (come il diabete) sono responsabili del 72% del totale dei decessi nel mondo e rappresentano quindi la causa principale di morte. In particolare, fra questi, il 50% è attribuibile alle malattie cardiovascolari. Francesco Branca del dipartimento per la nutrizione dell’Oms ha spiegato che un consumo eccessivo di grassi saturi e trans è una delle cause principali delle malattie cardiovascolari e che ridurne l’assunzione può salvare migliaia di vite. I legami tra acidi grassi, sia saturi sia trans, e malattie cardiovascolari sono ormai dimostrati con un alto livello di evidenza scientifica: questo ha motivato l’adozione delle recenti Linee guida.

Sì ai grassi buoni

Un’altra raccomandazione riguarda la sostituzione dei grassi saturi con quelli polinsaturi, omega 3 e omega 6, più salutari. Secondo l’Oms, circa 1/3 delle malattie cardiovascolari e dei tumori possono essere evitati con un’ alimentazione sana  ed equilibrata. Questa è la prima volta, comunque, che l’Oms pubblica un documento sull’argomento: prima di essere adottato definitivamente, sarà aperto ai commenti degli esperti esterni.

 

 

 

Lo sapevi che?

L’Oms ha lanciato il progetto REPLACE per eliminare gli acidi grassi trans dall’industria alimentare entro il 2023. L’obiettivo: migliorare la salute del futuro.

 

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