I cibi pronti mettono a rischio cuore e arterie

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi Pubblicato il 27/08/2019 Aggiornato il 27/08/2019

Due studi pubblicati sul British Medical Journal mettono in guardia dai cibi confezionati come i piatti pronti, ricchi di zuccheri e grassi, poiché aumentano il rischio di eventi cardiovascolari

I cibi pronti mettono a rischio cuore e arterie

Ci sono alimenti, come gli snack e le bevande zuccherate, che sono un concentrato di sali e zuccheri e altri insospettabili ma altrettanto pericolosi: si tratta in ogni caso di cibi pronti, di produzione industriale (prodotti da forno, zuppe di verdure pronte, prodotti a base di carne e pesce). Tutti alimenti che  spesso abbondano di zuccheri, sale e additivi, sostanze che potrebbero aumentare il rischio di eventi cardiovascolari (infarto e ictus). È quanto suggerito da due studi indipendenti pubblicati entrambi sul British Medical Journal.

+ 13% infarto e 11% ictus

Il primo studio, diretto da Mathilde Touvier del gruppo di ricerca ‘Nutritional Epidemiology Research Team, che comprende vari centri di ricerca francesi tra cui l’Inserm, ha coinvolto per 10 anni 105.159 adulti francesi (21% maschi; 79% donne) di età media 43 anni, che hanno completato un questionario alimentare delle 24 ore per misurare il consumo abituale di 3.300 differenti tipologie di cibi come parte dello studio “NutriNet-Santé“. I cibi sono stati raggruppati a seconda del livello di lavorazione industriale (un cibo è considerato tanto più sano e naturale quanto più corta è la lista degli ingredienti di cui è composto, compresi gli additivi). Al termine è emerso che ogni aumento del 10% del consumo di cibi pronti, si associa a un incremento dei rischio cardiovascolare complessivo del 12%, del rischio cuore del 13% e del rischio ictus dell’11%.

Rischi proporzionati al consumo

Il secondo studio, condotto all’Università di Navarra in Spagna, ha messo a confronto i cibi pronti con la mortalità per tutte le cause, e ha coinvolto 19.899 laureati (7.786 maschi; 12.113 femmine) di età media 38 anni. Anche loro hanno compilato un questionario alimentare nell’ambito dello studio Seguimiento Universidad de Navarra (SUN).  I casi di morte sono stati registrati nell’arco di 10 anni di monitoraggio. È emerso che chi consumava 4 porzioni al giorno di cibi pronti aveva un rischio di morire per qualunque causa del 62% più alto di chi ne consumava solo due; il rischio di morte sale di un ulteriore 18% per ogni porzione di cibo industriale in più consumata al giorno.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

I risultati di questi due studi sono coerenti con quelli di precedenti ricerche che avevano messo in relazione il consumo di cibi pronti con un peggior stato di salute.

 

Fonti / Bibliografia

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