Il selenio aiuta la fertilità e protegge il sistema immunitario

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 16/09/2015 Aggiornato il 16/09/2015

Il selenio è un minerale che andrebbe assunto quotidianamente perché favorisce la fertilità maschile e femminile e rinforza le difese naturali dell’organismo. Dove si trova

Il selenio aiuta la fertilità e protegge il sistema immunitario

Bisogna consumarne al giorno 55 microgrammi, che salgono a 60 microgrammi, durante la gravidanza, e a 70 microgrammi durante l’allattamento. Protegge il cuore, il sistema immunitario, quello cardiovascolare e riproduttivo. Si tratta del selenio, un minerale che andrebbe assunto quotidianamente per assicurarsi un buono stato di salute e non solo.

Che cos’è il selenio

Il selenio è un minerale presente in diversi alimenti: si trova soprattutto nelle noci brasiliane (meno di 30 grammi contengono 543 microgrammi di selenio), nel pesce (un etto di tonno ne contiene circa 70 microgrammi), nelle frattaglie, nell’olio di semi, nelle uova e nel pane. È contenuto anche nei frutti rossi, nella frutta secca, nelle patate, nei funghi e nei prodotti a base di farina integrale. In realtà, la quantità del selenio contenuto in frutta, verdura e cereali, dipende dalla composizione del suolo in cui i vegetali vengono coltivati.

Prezioso per il concepimento

Il selenio è ricco di anti-ossidanti che contribuiscono alla formazione di follicoli, fondamentali per il concepimento. Alcuni ricercatori dell’Università di Adelaide, in Australia, hanno trovato l’esatto punto in cui questo antiossidante è collocato all’interno dell’ovaio, scoprendo così che i follicoli più sani appartengono alle donne che hanno il più alto contenuto di selenio. 

Benefici per la salute in generale

Questo minerale svolge, insieme alla vitamina E, un’azione antiossidante, che consente di prevenire la formazione dei radicali liberi e di proteggere l’organismo dalle malattie cardiovascolari e dal rischio di tumore. Il selenio è, inoltre, coinvolto nella produzione delle prostaglandine, che regolano i processi infiammatori, e, di conseguenza, potrebbe aiutare a prevenire lo sviluppo di patologie infiammatorie come l’artrite reumatoide. Secondo gli esperti, assumerne meno di quanto raccomandato, potrebbe a lungo andare rivelarsi rischioso: la carenza cronica di selenio è associata, infatti, a una rara malattia cardiaca: il morbo di Keshan.

 

 
 
 

In breve

TANTE IMPORTANTI FUNZIONI

 Il selenio è un elemento essenziale per il nostro corpo. Tra le cose sua funzioni, rafforza il sistema immunitario e regola il livello degli ormoni tiroidei.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Mancato accollamento: è sempre necessario assumere progesterone?

30/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Si parla di "mancato accollamento" quando la parete esterna del sacco gestazionale (corion) non è del tutto adesa alla mucosa uterina: la condizione può risolversi anche solo evitando strapazzi fisici, ovvelo col riposo relativo.  »

Donna Rh negativo: anche dopo un aborto si sviluppano anticorpi contro il sangue Rh positivo?

30/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Esiste un esame che permette di appurare se la donna ha sviluppato anticorpi contro il fattore Rh positivo: si chiama Test di Coombs indiretto e si esegue come un normale prelievo di sangue.  »

Pap test in gravidanza: conviene farlo?

28/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Posto che è il ginecologo curante a dover decidere l'intervallo di tempo tra un pap test e l'altro, in base al risultato ottenuto l'ultima volta che è stato effettuato, in generale non occorre farlo in gravidanza, se sono passati meno di tre anni dall'ultimo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti