La dieta varia allunga la vita!

Silvia Camarda A cura di Silvia Camarda Pubblicato il 12/01/2022 Aggiornato il 12/01/2022

Il segreto dell'elisir di lunga vita sta nel seguire una dieta variegata. La conferma scientifica è contenuta nei risultati di un recente studio

La dieta varia allunga la vita!

EPIC, un recente studio multidisciplinare pubblicato sulla rivista scientifica PLOS Medicine, ha dimostrato che la varietà alimentare è alla base della longevità. Per i ricercatori, infatti, “la diversità nell’alimentazione è un valore da preservare perché ha il potenziale intrinseco di ridurre la mortalità e migliorare la resilienza del sistema Terra”. Insomma, la dieta varia allunga la vita!

I numeri della ricerca

Nel corso dello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) sono stati testati 451.390 dal 1992 al 2014 (follow up mediano: 17 anni). Nessun individuo era malato di cancro, diabete, aveva subito infarto o ictus. Sono state prese in esame:

  • le associazioni tra ricchezza di specie alimentari e successiva mortalità, valutate con modelli di regressione dei rischi proporzionali di Cox  aggiustati per più variabili.
  • le abitudini alimentari, valutate con questionari dietetici specifici per Paese;
  • la ricchezza dietetica annuale individuale, calcolata in base al numero assoluto di specie biologiche uniche in ciascun alimento e bevanda.

I risultati non lasciano dubbi

Dall’analisi dei dati è emerso che il grano tenero e la patata  e la mucca e il maiale rappresentano circa il 45% dell’apporto energetico alimentare  totale della popolazione. In questa coorte paneuropea, una ricchezza dietetica più elevata era inversamente associata alla mortalità totale e specifica per causa, indipendente da fattori sociodemografici, stile di vita e altri fattori noti di rischio dietetici. È poi emersa la presenza di associazioni inverse significative tra ricchezza dietetica (in pratica, una dieta varia) e decessi dovuti a cancro, malattie cardiache, dell’apparato digerente e respiratorio.

I limiti dello studio

I risultati della ricerca si sono basati su una coorte osservativa che utilizzava dati dietetici auto-riportanti ottenuti attraverso questionari sulla frequenza alimentare di base. Questo – secondo gli autori – rappresenta un limite dello studio e pertanto non è possibile escludere una classificazione errata dell’esposizione. In ogni caso, i risultati ottenuti supportano il potenziale della biodiversità alimentare (specie) come principio guida delle raccomandazioni dietetiche sostenibili e delle linee guida dietetiche.

 

 
 
 

Lo sapevi che?

La prima raccomandazione dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) per garantire una dieta equilibrata, è variare l’alimentazione quotidiana con cibi freschi perché nessun alimento contiene tutti i nutrienti di cui l’organismo ha bisogno.

 

Fonti / Bibliografia

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