Chi mangia piano … vive sano

Laura de Laurentiis Pubblicato il Aggiornato il 07/08/2018

Più si mangia velocemente, più ci si espone al rischio di ingrassare troppo. O, peggio, di sviluppare la sindrome metabolica. Ecco perché chi mangia piano …

Da uno studio condotto all’Università di Hiroshima, sotto la guida del cardiologo Takayuki Yamaji, è emerso che la cattiva abitudine (piuttosto diffusa) di consumare i pasti molto rapidamente, ingurgitando i cibi quasi senza masticare, apre la strada al rischio di sviluppare la sindrome metabolica, caratterizzata da almeno tre alterazioni su queste cinque: trigliceridi alti, ipercolesterolemia, ipertensione, girovita abbondante.   Il dato costituisce una conferma di quanto già pubblicato dalla rivista scientifica Journal of Epidemiology: per i velocisti della tavola il pericolo di andare incontro alla sindrome aumenta di circa il 35% rispetto a quello di chi mangia piano.  

I risultati dopo 5 anni di studi

La ricerca dgiapponese ha preso in considerazione circa 1.000 persone per cinque anni, allo scopo di scoprire una relazione tra il tempo impiegato a consumare i pasti e lo stato di salute.  Così si è avuto modo di scoprire che la sindrome metabolica interessa circa il 6,5% di chi mangia a un ritmo ragionevole; circa il 2% di chi mangia piano, godendosi ogni singolo boccone e addirittura il 11,6% di chi invece inghiotte colazione, pranzo e cena a tutta velocità, senza quindi avere il tempo di assaporarli. Ma c’è di più: gli Speedy Gonzales a tavola sono risultati prevalentemente più grassi e con una glicemia più alta rispetto a tutti gli altri.

Senso di sazietà alterato

Chi mangia velocemente, poi, tende ad assumere più cibo rispetto al fabbisogno: è un dato di fatto che viene messo in relazione con i famosi 20 minuti dall’inizio del pasto di cui il cervello ha bisogno per registrare la sensazione di “stomaco pieno” e quindi inviare il segnale di sazietà. Va da sé che se si consuma tutto il pasto in pochi minuti si continua ad avvertire l’impulso di mangiare per molto tempo ancora: da qui il rischio di esagerare e, di conseguenza, di andare incontro alla sindrome metabolica.   

I campanelli d’allarme

Ecco i valori che favoriscono la comparsa della sindrome metabolica, la cui diagnosi è autorizzata dalla presenza contemporanea di tre parametri alterati su cinque.

  • Circonferenza vita  maggiore di 102 centimetri nell’uomo e di 88 centimetri nella donna;
  •  pressione del sangue  superiore o uguale a 130 per la massima e a 85 per la minima (donne e uomini);
  •  colesterolo Hdl() (buono) è inferiore a 40 milligrammi per decilitro di sangue; (uomini) o a 50 milligrammi per decilitro di sangue (donne);
  • trigliceridi superiori a 150 milligrammi per decilitro di sangue (donne e uomini);
  • glicemia superiore a 110 milligrammi per decilitro di sangue (donne e uomini).
3 regole d’oro
  1. masticare lentamente ogni boccone;
  2. fare qualche respirazione profonda ogni due-tre bocconi;
  3. tagliare sempre i cibi in piccoli pezzi.

 

 
 
 

Lo sapevi che?

La sindrome metabolica può influire in modo negativo anche sulla fertilità, perché ostacola il corretto lavoro delle ovaie.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Cosa mangiare in allattamento?

In allattamento si può continuare a mangiare tutto quello che si assumeva in gravidanza, compresi cipolle, cavoli, e spezie piccanti. L'unica restrizione riguarda l'alcol, come nei mesi dell'attesa: non bisogna assumerlo neanche occasionalmente.   »

Bimbo che non vuole stare a pancia in su e rischio di SIDS

Almeno fino ai sei mesi di vita è importante cercare di indurre il bambino a mantenere la posizione supina durante il sonno. E se si gira sempre? Si può provare un trucco ...  »

Gemellina e addio al pannolino

Può accadere che un bambino non faccia volentieri la pipì nel water perché non si sente sicuro per le più svarite ragioni (che i genitori possono facilmente scoprire).  »

Fai la tua domanda agli specialisti