Per perdere peso mangia tra le 8 e le 14

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 04/01/2017 Aggiornato il 04/01/2017

L’orario migliore per mangiare sarebbe stato individuato nella prima parte della giornata, fino alle prime ore del pomeriggio. Dopo, per perdere peso, bisognerebbe digiunare fino al mattino seguente. Ecco perché

Per perdere peso mangia tra le 8 e le 14

Per perdere peso, oltre a controllare la quantità e la qualità del cibo, occorre anche dare uno sguardo all’orologio! Sì, perché secondo un recente studio presentato al meeting annuale della Obesity Society a New Orleans, mangiare tra le 8 e le 14, astenendosi poi fino alla mattina successiva, aiuterebbe a perdere peso.  

Appetito uniforme

La ricercatrice Courtney Peterson del Pennington Biomedical Research Center, autrice dello studio, ha spiegato che mangiare tra le 8 e le 14 e digiunare nelle successive 18 ore consentirebbe di mantenere uniforme il livello di appetito per tutto il giorno, piuttosto che mangiare dalle 8 alle 20 come è tipico degli americani.

Controllo del metabolismo

Prima di giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno compiuto un esperimento su un campione di 11 persone in sovrappeso, effettuando un primo controllo del metabolismo per quattro giorni consecutivi durante i quali non potevano mangiare tra le 14 e le 8 del mattino successivo. Poi è stato fatto un secondo controllo, sempre per quattro giorni, durante i quali il campione in esame era libero di assumere cibo a qualunque ora, anche tra le 8 e le 20. Al termine dell’esperimento, è risultato che, a parità di cibo mangiato, erano state bruciate più calorie bruciate nel primo caso. Inoltre, l’appetito si manteneva costante nel corso della giornata, mentre  nelle ore notturne aumentava il consumo di grassi.

Saltare la cena: sì o no?

Diversi studi, già in passato, hanno dimostrato che un’alimentazione con dei limiti temporali definiti modifica il metabolismo dell’organismo. Secondo il dottor Walter Longo, direttore del Laboratorio di longevità e cancro all’Istituto Ifom di Milano e direttore del Longevity institute della University of Southern California di Los Angeles, questo perché, subito dopo aver consumato il glicogeno, l’organismo inizia a bruciare i grassi.

Qualche effetto collaterale

Ancora non si sa, però, quale effetto possa avere nel lungo termine digiunare per 18 ore consecutive. Di certo, riferisce il professor Longo, si sa che digiuni prolungati aumentano l’incidenza di calcoli biliari. Pertanto, la sua raccomandazione è di seguire sì la limitazione oraria dei pasti, ma in un arco temporale di 12 ore.  

 

 
 
 

lo sapevi che?

Il glicogeno è una riserva di glucosio (zucchero semplice direttamente utilizzato come fonte energetica delle cellule) dell’organismo facilmente mobilizzabile. Si trova nel fegato e nei muscoli scheletrici.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Peso: quale aumento a quattro mesi di vita?

19/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'aumento di peso ha un andamento influenzato da alcune variabili, tuttavia intorno al quinto mese di vita dovrebbe essere doppio rispetto a quello presentato alla nascita.   »

Ansia alla vigilia del parto

19/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Un'ansia lieve è normale in vista del parto. Solo se presenta le caratteristiche di un disturbo psichiatrico è necessario chiedere aiuto a uno specialista.  »

Seno gonfio in una piccolissima

16/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un lieve rigonfiamento delle mammelle è fisiologico nei primi mesi di vita: è definito "telarca dei neonati".  »

Fai la tua domanda agli specialisti