Rischio mercurio: attenzione al tipo di pesce, ma anche alla provenienza

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 07/10/2014 Aggiornato il 07/10/2014

Il mercurio è un metallo pesante che contamina il pesce. Un suo eccesso può danneggiare il feto e il sistema nervoso del neonato 

Rischio mercurio: attenzione al tipo di pesce, ma anche alla provenienza

È ormai noto che consumare certi tipi di pesce espone all’elevato rischio di assorbire grandi e pericolose quantità di mercurio, soprattutto in gravidanza, ma uno studio dell’Università delle Hawaii a Manoa dimostra che anche la provenienza geografica è fondamentale.

Etichette alimentari ancora non chiare

Le indagini relative alla presenza di mercurio (la cui forma più pericolosa è il metilmercurio) nel pesce e altri prodotti ittici hanno nel tempo permesso di identificare specie e luoghi di provenienza che possono esporre i consumatori a rischio. Tuttavia non sempre le etichette dei prodotti del mare permettono al consumatore di scegliere con relativa sicurezza il prodotto più salubre. Secondo i ricercatori dello studio, il pesce di una stessa specie, ma di diversa provenienza geografica, può essere un pericolo per i consumatori in quanto non è indicato sull’etichetta della confezione.

Il parere degli esperti

Spiega il dottor Peter B. Marko, biologo e autore principale dello studio pubblicato sulla rivista scientifica PLoS One: “un’etichettatura accurata del pesce è essenziale per consentire ai consumatori di scegliere una pesca sostenibile. I consumatori dovrebbero contare sulle etichette per proteggersi dall’esposizione malsana al  mercurio. Un’errata etichettatura distorce la reale abbondanza di pesci nel mare, froda i consumatori e può causare l’esposizione indesiderata a sostanze inquinanti nocive come il mercurio”.

Due tipi di prodotti analizzati: uno certificato e un altro no

La differenza sostanziale consisteva che un tipo di pesce doveva provenire da mari meno inquinanti, mentre l’altro non necessariamente. Tutto questo in teoria, poiché in un precedente studio gli autori avevano determinato che, nel totale, il 20% dei pesci del tipo branzino acquistati non erano geneticamente identificabili come tali. Inoltre, tra i branzini identificati come provenienti da una certa regione, il 15% presentava marcatori genetici che indicavano che essi non provenivano da pesca nella zona dichiarata in etichetta.

Il dosaggio di mercurio nei campioni analizzati

Confrontando il mercurio analizzato, gli studiosi hanno scoperto che vi erano significative differenze nella presenza di  mercurio tra i due tipi di pesce in base alla provenienza. Se oggi i consumatori sanno quali sono le specie che contengono maggiori o minori livelli tossici di mercurio, grazie anche alle Campagne d’informazione,  poco sanno, invece, riguardo alla presenza di questo metallo tossico nella stessa specie di pesce, ma di provenienza geografica diversa. Il biologo Marko sostiene che l’accumulo di mercurio varierebbe in base all’area geografica di pesca e a una serie di fattori ambientali per cui la posizione in cui il pesce è pescato conterebbe moltissimo. Perciò i ricercatori consigliano di informarsi se il  mercurio o altri inquinanti sono presenti nell’area geografica di pesca e non solo sulla presenza di questo metallo in una singola specie.

Più il pesce è grande più può contenere mercurio

La presenza di mercurio nel pesce varia anche in base alla taglia. Tra i tipi di pesce che contengono meno mercurio ci sono il pesce azzurro come le sardine, sgombri, alici e poi la spigola, il branzino e il salmone. Un po’ di più lo contengono il merluzzo e la trota. La più alta concentrazione è, invece, in pesci come il tonno e il pesce spada. 

In breve

TANTE CONSEGUENZE SULLA SALUTE

Alterazioni della funzionalità dei reni e della memoria, problemi motori e della coordinazione sono tra i sintomi più comuni che l’assorbimento cronico di mercurio causa al nostro organismo. 

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