A cura di “La Redazione”Pubblicato il 31/05/2016Aggiornato il 31/05/2016
Il rosmarino aiuterebbe a combattere i tumori, grazie ad alcuni componenti racchiusi nel suo olio essenziale, cui si deve anche l'intenso profumo che lo contraddistingue
Argomenti trattati
Il rosmarino avrebbe delle proprietà antitumorali. A sostenerlo è un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Farmacia, in particolare del gruppo di Biochimica di Claudia Martini, in collaborazione con quello di Fitochimica di Alessandra Braca, dell’Università di Pisa. Lo studio, finanziato nell’ambito dei progetti di ricerca di Ateneo Pra 2015 è stato pubblicato sulla rivista The International Journal of Biochemistry & Cell Biology.
Proprietà terapeutiche
Spiega la dottorssa Chiara Giacomelli dell’ateneo pisano, prima autrice del lavoro: “Il rosmarino è una delle piante aromatiche più utilizzate in cucina, ma anche in medicina per le sue proprietà terapeutiche. In particolare, alcuni suoi componenti possono essere sfruttati come adiuvanti nelle tradizionali terapie anticancro, come il carnosolo”.
Merito del carnosolo
Questa sostanza è presente in varie spezie tipiche della dieta mediterranea, come appunto il rosmarino e la salvia. La sua funzione sarebbe quella di riattivare la proteine p53, un soppressore tumorale considerato tra i più importanti fattori per il controllo dello sviluppo e della progressione della malattia.
Una scoperta tutta italiana
L’Italia sarebbe il primo Paese ad avere verificato gli effetti di questi composti sulle cellule tumorali in cultura di gliobastoma multiforme, fra i tumori cerebrali più aggressivi e con una sopravvivenza media tra le più basse. Si tratterebbe, dunque, di una scoperta che può aprire allo studio di molecole con un impatto importante e concreto a livello nutraceutico e farmaceutico. Per il momento, non ci resta che impreziosire i nostri piatti con questa virtuosa pianta aromatica.
In breve
LE ALTRE VIRTU’ DEL ROSMARINO
Riequilibra la pressione arteriosa in caso di ipotesione;
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »