Sicurezza alimentare: baby food, olio e vino italiani sono pesticidi-free
A cura di “La Redazione”Pubblicato il 31/05/2018Aggiornato il 31/05/2018
Nessuna contaminazione da pesticidi e fitosanitari per i baby food, l’olio d’oliva e il vino italiani. E il ministero della Salute rassicura: in Italia la sicurezza alimentare è maggiore rispetto al resto d’Europa
La sicurezza alimentare in Italia è salva. Nessuna contaminazione da pesticidi per baby food, olio e vino, mentre frutta, ortaggi e cereali risultano irregolari in meno dell’1% dei campioni di alimenti analizzati dal ministero della Salute. La ricerca di residui di prodotti di fitosanitari e pesticidi è stata effettuata su 11.263 alimenti per verificarne l’eventuale contaminazione. Di questi, soltanto 92 sono risultati superiori ai limiti massimi consentiti dalla normativa vigente, con una percentuale di irregolarità pari all’0.8%.
Più irregolarità negli alimenti importati
Alla lente d’ingrandimento dei sanitari, i prodotti d’importazione hanno avuto, invece, un esito meno positivo. Sui 1.360 campioni analizzati, 44 sono risultati irregolari, pari al 3,2%, ma comunque in diminuzione rispetto all’anno precedente (5.7%).
Il made in Italy è sicuro
Secondo il ministero della Salute, i risultati complessivi italiani sono una garanzia per la sicurezza alimentare, in quanto indicano un livello di protezione del consumatore adeguato con irregolarità (0.8%) al di sotto della media europea (1,6%). Gli alimenti che hanno presentato maggiori non conformità sono stati: pesche, mele e arance, pomodori, peperoni dolci e fagioli con baccello. Tra i cereali, il riso è l’alimento riscontrato non conforme a livello nazionale. Altri prodotti non conformi sono stati i derivati del latte, i funghi coltivati e il ginger.
Lo sapevi che?
La sicurezza alimentare è particolarmente attenta ai baby food che devono adempiere alla direttiva CE n. 125 del 2006 sugli alimenti a base di cereali e gli altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini. Questa normativa stabilisce i limiti massimi di contaminanti ammessi nelle materie prime utilizzate.
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