A cura di Silvia CamardaPubblicato il 14/02/2019Aggiornato il 14/02/2019
Una dieta ricca di sale, non solo fa salire la pressione, ma sembra causare anche una corrosione delle ossa. Ecco perché
Troppo sale a tavola consuma le nostre ossa dall’interno, riempiendole di buchi. A sostenerlo è un gruppo di ricercatori australiani del Baker Heart and Diabetes Institute di Sydney, secondo cui una dieta con troppo sale, oltre a provocare ipertensione e malattie cardiovascolari, può avere anche questo effetto negativo alla salute.
Ossa come groviera
Per 12 settimane gli studiosi hanno analizzato gli effetti, oltre a quello ipertensivo, di una dieta ricca di sale proposta a un campione di topi di laboratorio: ossia con 12 grammi di sale al giorno, quantità consumata dalla maggior parte della popolazione. Al termine è emerso che i topi avevano sistemi immunitari attivi e un numero eccessivo di globuli bianchi prodotti da cellule staminali “ribelli” nella milza. Gli studiosi hanno poi esaminato le ossa, dove le cellule staminali risiedono: con loro sorpresa le hanno trovate piene di buchi perché le cellule del sistema immunitario erano cresciute a dismisura a causa dell’esposizione ad alti livelli di sale e avevano corroso il tessuto osseo.
Il parere degli esperti
Secondo i ricercatori autori della ricerca “le ossa non sono solide. Sono costituite da un’impalcatura di cellule ossee, con cellule staminali che hanno il compito di produrre nuove cellule per il sangue. Quando le cellule immunitarie cominciano a corrodere l’osso, le staminali si diffondono liberamente. Cominciano, quindi, a produrre molti globuli bianchi, che possono intasare i vasi sanguigni e alzare la pressione del sangue”. Questo processo potrebbe spiegare perché la dieta con troppo sale causa attacchi di cuore.
Lo sapevi che?
L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) raccomanda un consumo giornaliero di sale pari a 5 grammi, corrispondenti a circa 2 grammi di sodio al giorno.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
Ci sono situazioni complicatissime da gestire in cui il comportamento materno (che pure ha tantissime giustificazioni e si può comprendere) può indurre il bambino a preferire la vita che gli offre il padre grazie ad atteggiamenti più permissivi. »
La rilevazione dell'attività cardiaca del feto è un ottimo segno, tuttavia l'ecografia non permette di fare previsioni sul futuro della gravidanza, ma consente solo di valutare il "qui e ora". »
Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari. »
I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio. »
Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali. »
Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto. »
Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna. »
La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro. »
Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi. »