Tumori, dieta ipocalorica per rallentarne la diffusione

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 30/12/2021 Aggiornato il 30/12/2021

Riducendo gli acidi grassi assunti, una dieta ipocalorica sembrerebbe poter avere un effetto sui tumori, aiutando a rallentarne lo sviluppo e la diffusione

Tumori, dieta ipocalorica per rallentarne la diffusione

Stando a quando riportato da uno studio condotto dal Massachusetts Institute of Technology (Mit) e pubblicato su Nature, adottare una dieta ipocalorica più ridurre la capacità dei tumori di crescere e svilupparsi. L’apporto positivo di questo tipo di dieta è da ricercare nella minore disponibilità di acidi grassi che sembra influire direttamente sulla malattia.

Una riduzione significativa

I ricercatori americani hanno studiato come agisce l’alimentazione sulla crescita delle cellule tumorali.

Proponendo alle cavie diete ipocaloriche classiche e chetogeniche (con pochissimi zuccheri), i risultati hanno evidenziato come solo la prima, grazie al consumo calorico ridotto del 25-50% e alla minore quantità di acidi grassi assunti, aiutasse a rallentare la crescita del tumore al pancreas.

Studio da approfondire

Come sottolineato dal capo ricercatore, Matthew Vander Heiden, è noto da tempo che l’alimentazione possa avere un effetto sui tumori, ma occorre non dimenticare che non si tratta di cure o rimedi.

Inoltre, è importante rimarcare come i risultati del Mit non supportino l’adozione di una dieta ipocalorica per i pazienti oncologici e che saranno necessari ulteriori studi per valutare le possibilità di determinate accortezze alimentari in differenti pazienti.

I problemi della dieta ipocalorica

La ricerca è stata traslata anche su pazienti con tumore al pancreas ma i dati devono ancora essere analizzati al meglio. Infatti, un’alimentazione povera di calorie è generalmente poco consigliata e può provocare anche effetti collaterali rilevanti e dannosi sulla salute.

La strada per scoprire il legame tra dieta e cellule tumorali è comunque tracciata, ma come spiega l’oncologo e coautore, Brian Wolpin, è ancora presto per sottoporre questo tipo di trattamento ai pazienti oncologici.

 
 

Da sapere

NO ALLE DIETE CHETOGENICHE

Si era scelto di provare come aiudiavante di una terapia anti-tumorale anche le diete chetogeniche perché riducono il glucosio. Non hanno mostrato, però, lo stesso effetto di quelle ipocaloriche.

Fonti / Bibliografia

  • Low glycaemic diets alter lipid metabolism to influence tumour growth | NatureDietary interventions can change metabolite levels in the tumour microenvironment, which might then affect cancer cell metabolism to alter tumour growth1–5. Although caloric restriction (CR) and a ketogenic diet (KD) are often thought to limit tumour progression by lowering blood glucose and insulin levels6–8, we found that only CR inhibits the growth of select tumour allografts in mice, suggesting that other mechanisms contribute to tumour growth inhibition. A change in nutrient availability observed with CR, but not with KD, is lower lipid levels in the plasma and tumours. Upregulation of stearoyl-CoA desaturase (SCD), which synthesises monounsaturated fatty acids, is required for cancer cells to proliferate in a lipid-depleted environment, and CR also impairs tumour SCD activity to cause an imbalance between unsaturated and saturated fatty acids to slow tumour growth. Enforcing cancer cell SCD expression or raising circulating lipid levels through a higher-fat CR diet co...
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti