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Diventare mamma da giovanissima capita a una piccola percentuale di donne in Italia, a volte per scelta, a volte per imprevisti che possono verificarsi in ogni fase della vita. Avere un figlio molto presto può essere una grande emozione, soprattutto se alle spalle esiste una solida rete di supporto sia affettivo sia pratico.
Essere mamma da giovanissima, però, può avere ripercussioni su una ragazza che sta ancora affrontando il suo sviluppo fisico, cognitivo e ha tutto il diritto di costruirsi un futuro.
Come affrontare la maternità in giovane età
Se portare avanti una gravidanza tardiva pone limiti fisici per la donna e aumenta il rischio di malformazioni congenite al feto, la gestazione in età precoce, al di sotto dei 20 anni, mette davanti a difficoltà dal punto di vista emotivo e organizzativo. Infatti, una ragazza di 17-18 anni (ma anche di 20-22) sta ancora seguendo il proprio percorso di crescita e realizzazione personale.
Frequenta la scuola e spesso un percorso universitario per raggiungere risultati che si è prefissata. Ha amicizie, hobby, interessi personali da coltivare e, soprattutto, dipende ancora dalla famiglia dal punto di vista economico. La decisione di portare avanti una gravidanza quando il proprio futuro è tutto da scrivere presuppone consapevolezza e organizzazione, ma anche fiducia in figure professionali specializzate in gestazioni precoci.
Come preparare il corpo della mamma
Escludendo le gravidanze a 14-15 anni che sono considerate ad alto rischio e per fortuna sono rarissime, dai 17 anni in poi le gravidanze sono a rischio moderato fino ai 20 anni almeno. Questo perché, nonostante una giovane sia sessualmente matura perché ha il ciclo mestruale regolare, il suo fisico deve ancora crescere, sia in statura, sia come dimensioni del capo e ampiezza di torace e bacino.
Inoltre, può essere presente qualche forma di anemia da carenza di ferro, proprio per le mestruazioni che sono abbondanti in questa fase della vita e a volte possono mancare altre sostanze come calcio, fluoro, vitamine proprio perché il corpo della giovanissima è ancora in fase di completamento della crescita.
Pertanto è essenziale che la giovanissima futura mamma si affidi a un ginecologo nel quale riporre la massima fiducia, può essere utile una donna giovane perché anche emotivamente più vicina alla sua condizione.
Deve poter scegliere in libertà la specialista che la fa sentire più a proprio agio, eventualmente rivolgendosi a un consultorio, dove è presente una equipe di specialisti (ginecologa, ostetrica, psicologa e altri ancora) che possono seguire la giovanissima da ogni punto di vista, facendola sentire accolta e supportata.
I consultori, che si trovano presso ospedali e Asl di zona, spesso sono gratuiti per le donne più giovani (al di sotto dei 25 anni), oppure si paga solo il ticket. L’accesso è diretto, ossia non è necessario presentare l’impegnativa del medico di medicina generale.
Per fissare una visita ostetrica è sufficiente telefonare. Ci si può recare con un genitore o adulto di riferimento oppure da sole. I medici non informeranno la famiglia di quanto detto durante le visite.
È importante seguire una alimentazione corretta, sempre facendo riferimento a una figura esperta, per essere sicure di non far mancare sostanze preziose al bambino ma nemmeno a un organismo che sta completando il suo sviluppo. A volte le giovanissime seguono infatti una dieta non equilibrata, anche per il timore di aumentare di peso.
In gravidanza è importante invece assicurarsi un apporto calorico giornaliero corretto, che comprenda tutti i nutrienti, quindi carboidrati, proteine, minerali, grassi, vitamine. Potrebbe essere necessaria una integrazione, in modo particolare di acido folico che va assunto il prima possibile quando la gravidanza non è pianificata, come succede quando si diventa mamma molto presto.
L’organizzazione pratica quando nasce il bambino
Se si diventa mamma giovanissima, essere economicamente indipendente è praticamente impossibile, anche se si può contare sul padre del bambino che spesso è altrettanto giovane. Il supporto della famiglia d’origine è necessario, in modo da accudire con serenità il piccolo, pur continuando il proprio percorso scolastico e formativo. Se i futuri nonni, anch’essi giovani, sosterranno la figlia in questo momento delicato, non la obbligheranno a scelte drastiche, come la rinuncia allo studio o l’allontanamento dal nucleo famigliare. Inoltre costituiranno un importante riferimento affettivo anche per il nipotino.
Compatibilmente con i propri orari di lavoro, i futuri nonni supporteranno i giovanissimi genitori occupandosi del bambino quando questi sono a scuola o all’università, cercando di offrire loro anche la possibilità di riposare e di mantenere legittimi spazi per se stessi e per le loro amicizie.
Per esempio, prima di un esame universitario della giovane mamma gli adulti potranno occuparsi in modo più intenso del bimbo, stabilendo ritmi condivisi in modo che il piccolo non risenta comunque dell’assenza materna. Eventualmente potrà essere coinvolta una baby sitter e ovviamente anche la famiglia del futuro papà (se è presente) sarà partecipe in questa avventura della vita, sempre perseguendo l’obiettivo di vivere in armonia per il benessere del neonato e dei giovanissimi genitori.
Sono necessari comprensione, pazienza, altruismo ed è essenziale evitare giudizi e colpevolizzazioni. La futura nonna deve ricordare di essere appunto la nonna e non la mamma del piccolo appena nato. Il bebè infatti ne ha già una, per quanto giovane e che, probabilmente, vive un momento di fragilità emotiva e di stanchezza. Dovrebbe quindi consigliare con discrezione senza imporsi, evitando espressioni del tipo “sei troppo giovane”, “io ci sono già passata e lo so meglio di te”.
Un incontro con gli psicologi del consultorio possono aiutare anche in questa direzione, suggerendo i nonni di disegnarsi un nuovo ruolo, inedito ma ben preciso nella crescita del bambino.
Solo se si sentirà sostenuta, la ragazza potrà crescere bene il proprio figlio e completare il suo percorso personale, fino a diventare una persona adulta completa e consapevole, indipendente non solo dal punto di vista economico. In questo modo non dovrà rinunciare al lavoro, cosa che purtroppo nel nostro Paese tocca a una sempre elevata percentuale di donne.
Tutti i vantaggi
I vantaggi dell’essere mamma da giovanissima sono soprattutto dal punto di vista fisico, a patto che la gravidanza sia ben seguita e siano evitate eventuali carenze nutrizionali.
Per esempio sono del tutto assenti problemi come ipertensione arteriosa, diabete gestazionale, pre-eclampsia e tutte le complicanze tipiche delle gravidanze avanzate. Anche il sovrappeso è abbastanza raro mentre le malattie croniche a cuore, reni, fegato in questo periodo della vita sono praticamente sconosciute.
Una ragazza giovane è piena di energie, quindi riesce a occuparsi attivamente del proprio figlio, giocando con lui, facendo insieme yoga e ginnastica, portandolo a spasso pur dedicandosi anche allo studio. Una cerchia di amiche e amici giovani possono costituire un nucleo affettivo e colmare mamma e bebè di presenza e calore umano complementare alla famiglia.
Avere un bambino presto significa anche essergli vicino dal punto di vista anagrafico, ricordando bene emozioni e sensazioni dell’infanzia e dell’adolescenza e quindi riuscendo a capire meglio i suoi problemi e a condividere le sue emozioni, senza la barriera di troppi anni di differenza.
Avere un figlio da giovane (attorno ai 20 anni) mette al sicuro che il piccolo abbia problemi cromosomici, per esempio la sindrome di Down la cui incidenza inizia a crescere dopo i 35 anni.
Quando si è giovani, infine, è molto più semplice tornare in forma dopo il parto, perché i tessuti sono più tonici e il metabolismo più attivo. Di conseguenza i chili di troppo si eliminano con maggiore facilità.
Rischi
Ci possono comunque essere alcuni rischi, in modo particolare nei primissimi mesi, quando la possibilità di un aborto spontaneo è più elevata, soprattutto se la gravidanza inizia in un’età davvero precoce (prima di 15 anni). Nelle ragazze, il parto si conclude mediamente più spesso con un cesareo perché le giovanissime temono molto il dolore fisico e non sono psicologicamente pronte a vivere un travaglio.
Il rischio di aborto spontaneo e di cesareo si riduce dopo i 18-20 anni, quando la giovane donna è maggiormente consapevole, soprattutto se è ben seguita da una equipe ginecologica competente.
È necessario essere consapevoli che eventuali sostanze come fumo, stupefacenti, alcolici (comunque vietati sotto i 18 anni) sono nocivi per il feto. Se si decide di portare avanti la gravidanza, è necessario rinunciare a tutto quello che fa male al bambino. Il supporto psicologico del consultorio può dare aiuto anche in questo percorso.
Va tenuto presente che molte ragazze vivono una sessualità non adeguatamente protetta, rischiando quindi malattie sessualmente trasmesse che possono passare al feto oppure al bambino al momento del parto, causandogli problemi di salute.
Infine, è bene ricordare che il carico emotivo di una ragazza che diventa mamma giovanissima è notevole. Esiste quindi il rischio di depressione post partum, soprattutto se non si è adeguatamente sostenute dalla famiglia. Per questo è essenziale parlare con la ginecologa, l’ostetrica oppure la psicologa per qualsiasi sensazione negativa, anche solo una vaga inadeguatezza, o voglia di piangere persistente.
Photo by Parenti Pacek for pixabay
In breve
Essere mamma da giovanissima richiede può non essere semplice perché la donna sta ancora seguendo il suo precorso di vita e di crescita. E’ importante che la famiglia la sostenga e che si affidi a un buon centro per la gravidanza con personale specializzato
Fonti / Bibliografia
- Consultorio Familiare | Mangiagalli Center | Policlinico di MilanoIl Consultorio Familiare è un presidio multi-professionale di prevenzione e assistenza sanitaria, psicologica e sociale all’individuo, alla coppia e alla famiglia nelle diverse fasi della vita. Le attività del consultorio sono strettamente integrate con quelle cliniche del Dipartimento dell’Area Materno-infantile, in cui sono presenti neonatologi, pediatri e neuropsichiatri infantili, genetisti, oltre a ginecologi, oncologi, esperti di fecondazione medicalmente assistita e esperti di patologia della gravidanza e di Medicina e Chirurgia Fetale.Gravidanza e NascitaAspetti un bambino? Puoi rivolgerti al Consultorio dove potrai essere seguita con competenza. Le équipe del Consultorio e della Clinica Mangiagalli sono sempre in contatto per garantire la continuità del percorso della gravidanza, e seguirvi in modo personalizzato.Puoi effettuare: • Controlli con una ostetrica e/o con un ginecologo, che ti seg...
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