Gufi o allodole: svegliarsi presto dipende dai geni

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 01/10/2019 Aggiornato il 01/10/2019

Saltate giù dal letto all’alba? La risposta potrebbe essere nel Dna

Gufi o allodole: svegliarsi presto dipende dai geni

Andare a letto molto presto, prima delle nove e svegliarsi all’alba senza, almeno apparentemente, fare un grosso sforzo. È una routine più comune di quello che si potrebbe pensare e la ragione per cui svegliarsi presto non pesa dipende tutto dai geni. Secondo uno studio dell’Università della California pubblicato sulla rivista Sleep questa particolarità riguarda un adulto ogni 300.

Questione di orologio biologico

Le persone che riescono a svegliarsi presto senza grossi problemi si potrebbe dire che hanno l’orologio biologico, il cosiddetto ritmo circadiano, che si mette in azione in anticipo. Ma – se da un lato questo permette di svegliarsi arzilli all’alba pronti ad affrontare con grinta la giornata – determina anche un forte rilascio di melatonina, l’ormone che concilia il sonno, già nel pomeriggio con la conseguente necessità di non ritardare di molto l’andata a letto.

Le eccezioni non valgono

Attenzione che il discorso vale per chi in maniera congenita tende a svegliarsi presto e dormire altrettanto presto. Nel discorso non rientrano situazioni diverse come l’iniziare a svegliarsi prima con il passare degli anni oppure i frequenti risvegli nel cuore della notte a causa di problemi di vario genere che vanno dalla depressione all’ansia, dai problemi respiratori a quelli legati all’apparato urinario. Chi per natura gode della particolarità di riuscire a svegliarsi presto ha anche un altro vantaggio rispetto a chi non riesce mai a mettere giù i piedi dal letto: riesce a smaltire la stanchezza della settimana recuperando solo con cinque, massimo dieci minuti di riposo in più il sabato o la domenica, quando invece ad altri ne servono almeno quaranta.

Penalizzata la vita sociale

Il lato problematico, se così si può dire, della questione è che avendo sonno presto è più difficile studiare, lavorare o semplicemente divertirsi la sera facendo tardi. Per studiare il fenomeno, il dottor Louis Ptacek, insieme ai colleghi delle Università dello Utah e del Wisconsin, ha analizzato i dati di 2.422 pazienti in una clinica per i disturbi del sonno per 9 anni. Sono state trovate 12 persone che soddisfacevano i criteri di screening per la ricerca monitorando il livello di melatonina, registrando le onde cerebrali, i livelli di ossigeno nel sangue, le frequenze cardiache e la respirazione. Quattro non hanno voluto far parte dello studio, quindi l’attenzione si è focalizzata su 8.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Gli autori analizzando i loro codici genetici hanno scoperto che la capacità di svegliarsi presto senza sforzo è scritta nel Dna e rappresenta quindi una caratteristica che si ha sin dalla nascita e che si può ereditare.

 

Fonti / Bibliografia

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