Mammadimerda: dal “non farcela come stile di vita” al tour esecrabile. L’intervista alle due autrici del blog più dissacrante sulla maternità

Angela Bruno A cura di Angela Bruno Pubblicato il 19/06/2023 Aggiornato il 19/06/2023

La nostra intervista a Mammadimerda, il duo di mamme che racconta, in tono dissacrante, la maternità e il rapporto con i figli e al tempo stesso affianca tutte le donne nella mobilitazione sociale per migliorarne i diritti.

Mammadimerda: dal “non farcela come stile di vita” al tour esecrabile. L’intervista alle due autrici del blog più dissacrante sulla maternità

“Non farcela come stile di vita” questo il claim del blog Mammadimerda, al secolo Sarah Malnerich e Francesca Fiore,  ovvero due amiche e mamme che hanno incentrato il loro successo parlando della maternità imperfetta e della donna inadeguata, come in effetti lo siamo tutte, che si prende una rivincita sulla Mammabene, ovvero quella che, idealmente, fa tutto in maniera eccellente.

Mammadimerda è un blog molto famoso proprio per il suo stile dissacrante e ironico, in cui c’è spazio per femminismo e critiche alla società e in cui finalmente viene fuori l’altro lato della maternità, ovvero quella che mette in risalto tutti i sacrifici e il ‘non farcela’ di qualunque mamma. E proprio per parlare di questo (e tanto altro), la Redazione di Bimbisaniebelli ha pensato di fare alle due fondatrici qualche domanda sul progetto editoriale e sul riscatto della donna imperfetta che è più comune di quanto si possa sembrare e in cui effettivamente ci rispecchiamo anche noi.

Francesca e Sarah: due mamme imperfette come tutte noi

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Francesca ha due figlie di 12 e 10 anni ed ha iniziato la maternità rincorrendo l’idea del modello dominante, ovvero la classica mamma bene, per rinnegarlo totalmente mettendo invece in evidenza quali fossero le falle e l’autenticità di questa condizione. “Mi sono trasferita in campagna” dice “e facevo solo pappe biologiche fatte in casa e mettevo solo al primo posto le mie figlie rispetto a me. Questa cosa ha iniziato a pesarmi molto e ho sbottato, ho virato completamente cominciando ad abbracciare l’altra parte  della maternità che noi chiamiamo merdismo o mammadimerda, ovvero abbracciare sentimenti negativi che a volte proviamo quando i nostri figli sono intrattabili, quando vediamo che i nostri sforzi non servono a nulla, quando piangono continuamente.” Ad un certo punto quindi Francesca si ribella a questa condizione e smette di cercare la perfezione ammettendo di essere umana e sostanzialmente piena di difetti, come tutte. “Ci sono dei momenti di fatica nella maternità che non andrebbero negati altrimenti ci stiamo raccontando una storia che non esiste, che non funziona e che fa sentire tutte le altre inadeguate. Celebrare la nostra inadeguatezza ci aiuta anche a circondarci di persone autentiche con le quali avere un rapporto vero”.

mammadimerda autrici

Sarah ha una figlia di 8 anni e confessa di essere “una mamma di merda felice e consapevole” e che per lei la maternità “non è un punto di approdo ma un viaggio che si fa e si costruisce in maniera unica con i propri figli e figlie, anche sulla base della donna che si è, che si era prima e che non si smette di essere quando si diventa madri”. Sarah ci parla quindi del suo sentimento di solitudine, vissuto in maniera esponenziale durante la gravidanza e nel post, cosa che emerge anche nel report annuale 2022 Le equilibriste di Save The Children, che analizza la situazione delle donne e delle mamme in Italia. Il VII rapporto dell’Associazione mette in evidenza, già dal titolo, la situazione precaria in cui si trovano tantissime donne, lavoratrici e madri di tutto il Paese, che cercano di rimanere in equilibrio nel tentativo di conciliare vita familiare, professionale e dei figli. Sarah infatti sottolinea come sia condiviso tra le mamme questo “sentimento di poco sostegno e grande abbandono” che lei in prima persona ha provato. I primi mesi dalla nascita della figlia sono stati infatti molto difficili, cercando di aderire a un modello di maternità perfetta che non le apparteneva e che si è tradotto in attacchi di panico, proprio perché ha cercato di propendere verso una perfezione inverosimile “che sicuramente non apparteneva a me e non al mio modo di interpretare e vivere la maternità”.

Il rapporto di Francesca e Sarah con le rispettive figlie

Francesca ci parla del suo rapporto con le figlie dicendo che appunto è diverso con ciascuna di loro e fa una riflessione molto vera “La cosa che nessuno ti dice quando hai più di un figlio è che averne 2 significa dover gestire un terzo rapporto, ovvero quello tra loro due, e non è semplice perché innesca dei meccanismi di competizione, di rivalsa, di gelosia che probabilmente hanno come riferimento i genitori e non solo perché è complicato e bisogna essere delle persone molto solide per tentare di fare delle cose per bene”. La cosa fondamentale, sottolinea, è “accettare le loro personalità” cercando al tempo stesso “di essere autentica e di essere la persona che sono, di portare Francesca dentro mamma”.

Sarah invece ci confessa di avere un rapporto complesso e sfaccettato con sua figlia, cercando di darle autonomia nelle decisioni e ragionamenti. “Quello che le do sono strumenti di analisi e decodifica di quello che le accade e sente e questo la rende un essere umano ancora più complesso. Sarebbe più facile darle delle regole o linee guida da seguire, questo mi mette in una condizione di conflitto con lei molto spesso, perché è un individuo che mantiene la sua posizione”.

Qualche consiglio per le mamme e tante idee in progress

Francesca e Sarah, a nostro parere, hanno davvero portato una piccola rivoluzione nel mondo delle mamme e nella percezione di questa condizione, che non deve essere solo subita, ma anche vissuta da altri membri della famiglia. Proprio per questo abbiamo pensato di chiedere loro qualche consiglio e tips per vivere la quotidianità di mamme nel migliore dei modi. “Essere autoindulgenti, fare un passo indietro nella cura dei figli perché ricordiamoci che i figli sono anche dei padri e non solo delle madri e permettiamo loro di fare i padri senza essere troppo controllanti, che è un difetto che abbiamo ma perché siamo abituate così perché l’aspettativa è che il figlio sia della mamma ma in realtà non è più così anche per lo stato attuale di evoluzione sociale” ci risponde Francesca, mentre Sarah sottolinea che “In quanto mamme di merda abbiamo detto che consigli non ne diamo. (…) Non bisogna dimenticarsi di prendersi cura di sé stesse. Non è un consiglio egoistico, dal nostro benessere e tranquillità deriva anche il benessere dei nostri figli”.

Tra i propositi per il futuro, Mammadimerda segue tante campagne “dalla scuola agli asili nido, ai compiti: c’è sempre sulla nostra pagina qualche campagna ongoing che si può seguire” dice Francesca, e subito Sarah aggiunge ” Ci siamo fatte portavoce e abbiamo portato avanti problematicità o criticità che affliggono tutte le madri o donne in questo Paese”.

Come nasce l’idea del blog Mammadimerda e quali sono i progetti futuri

“Il progetto Mammadimerda è cambiato moltissimo, era partito da un blog che voleva essere un progetto corale ma poi si è stabilizzato nelle persone di me e Sarah. Il futuro si prospetta pieno di nuovi progetti e sfide. Abbiamo scritto dei libri e uno spettacolo teatrale che portiamo in giro per l’Italia e che non avremmo potuto prevedere qualche anno fa” dice Francesca.

Sarah sottolinea come “al centro non ci sono mai stati i bambini nelle nostre riflessioni ma la donna. Il progetto nasce con l’intento di ribaltare tutti gli stereotipi che esistono su questo ruolo e che attanagliano e bloccano le donne. Tutti quegli stereotipi e quelle banalizzazioni sulla maternità non fanno che generare solo senso di colpa e senso di inadeguatezza, le accompagna sempre, fin dal parto, proprio per non riuscire mai a raggiungere quello standard che è univoco ma che non può sussistere perché siamo tutte donne diverse ma poi anche i bambini sono tutti diversi”.

Un progetto quindi che vuole mettere al centro la diversità di ognuna di noi ma anche alcuni temi importanti legati al mondo delle mamme “Abbiamo approfittato della visibilità per sollevare questioni più concrete e spinose” specifica Sarah e continua “Sicuramente c’è questa parte di attivismo e militanza che ci appartiene e che non è stata pianificata e che cerchiamo di integrare e portare avanti insieme a tutte le attività autoriali di cui ci occupiamo. In realtà non era la parte principale ma ci sono stati periodi in cui è stato necessario fare solo quello. Noi siamo delle autrici e scrittrici e l’idea è di continuare sicuramente questo tipo di lavoro di scrittura e interpretazione perché ora c’è lo spettacolo e chissà cos’altro poi”.

L’ironia e la satira sulle pagine social

Il lavoro delle due autrici è ben più profondo di quanto si pensi. Come hanno giustamente specificato loro stesse, il blog e i loro canali social fanno da apripista a un malumore diffuso tra tutte le mamme che non si arrendono ad essere etichettate solo come tali, e che quindi combattono quotidianamente con la loro voglia di emanciparsi da questa condizione e di vivere sé stesse fuori da ogni schema. Il loro grande merito è quindi quello di aver percepito, in primis su di loro, questo disappunto e di averne parlato, coinvolgendo una Community di donne sempre più vasta. Le campagne che Francesca e Sarah portano avanti, a nome di tutte le mamme, hanno contribuito e contribuiscono a questa emancipazione di tutte noi, consapevoli forse di essere un motore ineluttabile di questa nuova era. I profili social di Mammadimerda sono infatti un mix di ironia e genialità, in cui tematiche importanti vengono affrontate e discusse in modo puntuale ma al tempo stesso leggero, come ad esempio la petizione FATE I NIDI, per un riequilibrio delle risorse per realizzarli su tutto il territorio italiano, facendoli rientrare nella riprogrammazione del PNRR.

vignetta mammadimerda

 

Come dovrebbe una donna vivere la maternità?

“Noi speriamo che il nostro invito a vivere la maternità in modo più easy e consapevole abbia contribuito a cambiare un po’ la cultura che c’è in Italia” dice Francesca, anche se precisa che “il lavoro da fare è tantissimo perché noi parliamo a una piccola bolla di persone”. Sarah aggiunge “Quello che ha fatto Mammadimerda è stato normalizzare la normalità, raccontare e integrare la narrazione istituzionale che c’è sulla maternità con tutta l’altra parte che esiste” e sottolinea “può esserci in misura minore ma c’è sempre quindi quel momento di sconforto, di difficoltà, di pentimento, di grande stanchezza e ambivalenza di emozioni nei confronti dei nostri figli va raccontata perché mantenere questo tabù genera mostri e quei sensi di colpa di inadeguatezza di cui sopra”.

Questa concezione arcaica della donna regina del focolare e sostenitrice di tutte le fila della famiglia è un po’ un’idea di mondo perfetto che le due autrici vorrebbero scardinare piano piano. Il sentimento diffuso di sentirsi sbagliate e non all’altezza è un po’ quello che provano tutte le donne. Il primo libro Non sei sola. Fenomenologia della Mammadimerda è una raccolta di tutti i commenti dei primi tre anni di blog e uno dei commenti più diffusi è proprio quello di provare lo stesso sentimento di inadeguatezza quale denominatore comune di tutte le mamme.

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“Noi non abbiamo mai utilizzato le piattaforme per veicolare lifestyle dorati, abbiamo sempre fatto vedere quello che era, come eravamo e siamo con un bel filtro coraggio la mattina o dopo una bella domenica in famiglia con i bambini che ci hanno distrutto” dice Sarah. La maternità nuda e cruda, senza mezzi termini insomma.

Il ruolo della donna in Italia e quello che manca a una madre per stare bene

Quello che ci preme sapere è quindi il punto di vista di Mammadimerda sul ruolo della donna in Italia, su quello che manca a livello di Welfare e quali sono le migliorie che andrebbero fatte per rendere una donna libera di scegliere la maternità. Molte volte infatti questa decisione arriva con fatica, si procrastina nel tempo proprio per una mancanza di stabilità economica, di sostegno delle Istituzioni, delle politiche governative e aiuti familiari.

Francesca conferma infatti che “sulle donne in Italia ricade ancora la maggior parte del lavoro di cura e accudimento di tutta la famiglia, non solo dei figli. Il lavoro di cura non retribuito è quello che riguarda l’accudimento di tutti i membri anche della famiglia allargata e che riguardano anche i genitori anziani.” Le due autrici ne parlano infatti nel loro libro Angele del focolare: Dove sta di casa la felicità? in cui vengono analizzati tutti i carichi che le donne si portano dietro, senza alcun riconoscimento tra l’altro. 

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Francesca dice “Noi sappiamo che la donna dedica 5 ore e 5 min al giorno al lavoro di cura non retribuito contro 1 ora e 48 di un uomo, questo è un dato molto pesante e significativo e quello che noi stiamo facendo negli ultimi anni, attraverso i nostri libri e il nostro spettacolo, è quello di far emergere e rendere evidente tutta quella parte lì che ci leva energie e tempo al nostro lavoro, che ci piace senza essere etichettate di essere carrieriste o delle donne egoiste. Non è così, nel 2023 penso che si possa accettare il fatto che la realizzazione di una donna passa anche attraverso la propria professione per cui magari ha studiato tanto tempo e quindi non solo attraverso i figli e la famiglia. Il sottotitolo del libro è Dove sta di casa la felicità? Può non essere solo nella famiglia la propria felicità. Non è detto che sia solo lì e abbiamo tutto il diritto di essere felici come riteniamo. Quello che manca in Italia per le donne e le madri è la possibilità di scegliere, perché esistono ancora gravi forme di disparità di genere e discriminazione che in realtà non ti mettono in questa condizione perché, a prescindere che tu scelga di avere dei figli o meno, o che possa averne o meno, comunque al momento di una selezione per un posto di lavoro avrai uno svantaggio di partenza rispetto a un candidato uomo pari merito perché, in quanto portatrice di utero, potenzialmente potresti assentarti 5 mesi dal lavoro in caso di gravidanza mentre un uomo solo 10 giorni. Questo significa che c’è già una normativa che prevede una discriminazione”.

Tra le battaglie che Mammadimerda porta avanti, c’è quella sui congedi di paternità, che dovrebbero essere al pari di quelli di maternità in quanto, afferma Francesca “la genitorialità è un progetto che va condiviso e quindi con i figli deve starci una madre quanto un padre”. Manca un Welfare adeguato, mancano i servizi per l’infanzia. Ci sono zone del Paese, soprattutto nel Meridione, dove i servizi per l’infanzia scompaiono praticamente e quindi questo significa non avere la possibilità di tornare a lavorare dopo la gravidanza o potersi immettere da zero nel mondo del lavoro”. Sarah infatti continua dicendo che “manca tutto un vero e proprio sistema di sostegno alla maternità e la genitorialità coincide ancora troppo con la maternità che non è sostenuta da nessun punto di vista, economico, sociale e psicologico. Per esempio un’altra grave pecca è che comunque una donna dopo il parto riceve proprio poco supporto. Ci sono dei posti illuminati come consultori che funzionano di più, ma li devi avere e soprattutto devi sapere che ci stanno”.

Mammadimerda Live Tour 2023: uno spettacolo esecrabile al sole

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Le due autrici, dopo il primo tour primaverile che ha registrato ben 8 sold out in pochi giorni, tornano in scena con uno spettacolo estivo, ovvero una fotografia della condizione femminile in Italia attraverso un racconto ironico e dissacrante, come nel loro stile. Mammadimerda Live Tour, uno spettacolo esecrabile al sole durerà tutta l’estate, toccando tantissime province della nostra penisola.  Sarah lo descrive come una “raccolta di tutti i temi di cui abbiamo parlato, trasportati in una piéce teatrale comica in cui cerchiamo di far passare dei messaggi verticali e dritti. Cerchiamo di spiegare cosa è il carico mentale delle donne e per questo diciamo che non è uno spettacolo per le donne ma parla soprattutto ai maschi da cui abbiamo ricevuto gloriosi feedback. Attraverso ironia e comicità siamo riuscite a far passare i temi più ostici: era molto importante anche portare in giro nel reale questi argomenti, facendoli uscire dal digitale”.

 

 
 
 

In breve

Mammadimerda è il titolo di un blog diventato famoso nel mondo delle mamme proprio per il suo stile ironico e dissacrante, in cui si parla molto della maternità e di come affrontarla partendo dalle proprie emozioni. L’intervista alle due fondatrici, Francesca e Sarah, non può che essere originale ed esilarante, pur affrontando tematiche serie.

 

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