Telelavoro: il parere degli esperti

La realtà del lavoro si sta trasformando e, tra le novità più importanti, c’è il telelavoro. In Italia pochi lo scelgono, anche se gli esperti lo promuovono

A differenza di altri Paesi europei in Italia sono ancora poche le categorie di lavoratori che potrebbero beneficiare dei vantaggi di affidarsi al telelavoro, in primis le neomamme che ne guadagnerebbero in termini di tempo e di maggiore disponibilità a crescere i figli. Per avere una visione più completa dell’approccio italiano a questa innovativa possibilità tecnologica, abbiamo chiesto un parere ai nostri esperti.

I riscontri del telelavoro sono decisamente positivi

“In questi ultimi anni il mondo del lavoro si sta radicalmente trasformando, tanto nelle grandi realtà quanto in quelle più piccole. Una tra le novità più significative è proprio quella del telelavoro, che consente di eliminare gran parte dei vincoli spaziali e temporali che finora caratterizzavano il lavoro tradizionale. Oltre alla possibilità di migliorare il livello di qualità della vita dei singoli è stata dimostrata anche la validità del telelavoro come metodologia in grado di produrre tangibili benefici sia in campo sociale (per esempio, determinando la riduzione del traffico o creando possibilità di lavoro per le persone disabili) sia aziendale, con un aumento della produttività, riduzione delle spese per gli spazi degli uffici e diminuzione del turnover.”

Sergio Campodall’Orto, docente di economia e organizzazione aziendale presso il Politecnico di Milano

Spesso c’è resistenza all’interno dell’azienda

“La resistenza che si riscontra spesso tra i livelli dirigenziali intermedi nei confronti della sperimentazione del telelavoro è frutto di stereotipi difficili da cambiare e di una visione decisamente arcaica della struttura organizzativa aziendale. Modificare sia modalità operative consolidate nel tempo sia, eventualmente, modalità di retribuzione delle prestazioni introduce, secondo costoro, sensibili incertezze sulla capacità di riuscire a mantenere sotto controllo l’intera macchina organizzativa. In genere, non sono i vertici dell’azienda a essere contrari, ma i livelli dirigenziali più bassi, che forse temono di perdere parte del loro prestigio e potere non avendo più a disposizione una persona in ufficio. Occorre sapere, peraltro, che laddove è stata introdotta questa modalità di lavoro a distanza si è potuto riscontrare un aumento della motivazione e della produttività dei lavoratori pari a circa il 10-12 per cento.”

Massimo Gori, ingegnere elettronico, consulente di direzione e organizzazione aziendale della società Teknova di Milano

 

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