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Sapere come alleviare il bruciore della ferita dell’episiotomia è importante per assicurare sollievo a una parte delicata, che può essere soggetta a infiammazione e bruciore dopo il parto per via vaginale.
L’episiotomia consiste infatti in una incisione con strumenti chirurgici, effettuata sul perineo (il tessuto che separa la vagina dall’apertura anale) per evitare la lacerazione spontanea e favorire la nascita del bambino durante il parto naturale. Tra gli anni Ottanta e Novanta, veniva praticata con una certa frequenza, tra il 60 e il 70% dei parti.
Da qualche anno a questa parte, sulla base di revisioni scientifiche, l’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda di effettuare l’episiotomia solo se realmente necessario, perché la lacerazione naturale sembra essere meno dolorosa e guarisce più facilmente. Quando però viene effettuata, è bene sapere come alleviare il bruciore della ferita dell’episiotomia per gestirla nel modo adeguato e favorire la cicatrizzazione.
Igiene intima dopo l’episiotomia
Dopo che è stata effettuata l’episiotomia, è importante prima di tutto osservare una corretta igiene intima per favorire la guarigione dei punti. La cicatrizzazione può essere lenta, perché l’incisione si trova in una zona poco aerata, in cui tende a concentrarsi l’umidità per la presenza dell’assorbente che si deve indossare nelle prime settimane dopo il parto, quando avvengono le lochiazioni o perdite post parto.
La corretta igiene della zona inizia fin dal momento della minzione. Le urine infatti hanno un pH acido e, a contatto con la mucosa ancora sensibile, possono causare bruciore intenso. È allora consigliabile tenere a portata di mano una bottiglietta o un contenitore con beccuccio, con acqua fredda, per irrorare il perineo già mentre si fa pipì. Questo trucco garantisce sollievo immediato.
Si effettua quindi l’igiene intima, utilizzando acqua fresca o appena tiepida e un detergente specifico per il post parto, che può essere suggerito dal ginecologo, dall’ostetrica o dal farmacista. Sono adatti i prodotti a base di timo, camomilla, malva, con pH neutro. È sufficiente una dose contenuta, pari a un cucchiaino, da emulsionare con l’acqua.
Per il lavaggio delle parti intime è importante procedere da davanti verso il retro, ossia dalla vulva all’ano e non viceversa. Questo movimento è importante, per evitare di contaminare la zona genitale ancora in via di guarigione con batteri provenienti dall’intestino, che potrebbero esporre al rischio di infezione.
La zona si asciuga tamponando delicatamente con una salvietta pulita e morbida, rigorosamente a uso personale. Gli stessi suggerimenti valgono se si effettua l’igiene della zona sotto la doccia.
Per diluire le urine rendendole meno acide è consigliabile bere molto. L’assunzione adeguata di liquidi aiuta anche la produzione di latte e favorisce l’evacuazione, che può risultare dolorosa o fastidiosa, in caso di feci dure, quando la ferita dell’episiotomia è in via di guarigione.
Leggi qui per sapere come eseguire una corretta igiene intima dopo il parto
Rimedi naturali e impacchi freddi per lenire il dolore e la sensazione di calore
Nei primi giorni dopo il parto, la ferita dell’episiotomia può causare un bruciore più intenso, mentre i tessuti sono gonfi e infiammati. In questo caso possono essere utili impacchi freddi e a base di sostanze naturali con effetto calmante e decongestionante.
Contro rossore e gonfiore, è utile avvolgere in un panno morbido un sacchetto del ghiaccio, appoggiandolo poi per una decina di minuti sulla parte. Si può effettuare due o tre volte al giorno per un’azione urto.
In seguito, quando il rossore e il gonfiore sono leggermente diminuiti, i risciacqui con erbe come salvia, timo, camomilla esercitano una blanda azione antisettica e lenitiva. È anche possibile utilizzare un mix di erbe fatte preparare dall’erborista, per effettuare lavaggi locali. Si prepara una tazza di decotto, mettendo a bollire un cucchiaio di erbe in acqua, quindi si lascia intiepidire, si diluisce e si impiega per un normale lavaggio.
Nei giorni successivi cute e mucosa iniziano a guarire. Il rossore è meno intenso ed è possibile avvertire un leggero prurito, segno che i punti stanno iniziando a cadere. È importante, in questa fase, evitare movimenti intensi che potrebbero far riaprire la ferita.
Alcune sostanze aiutano ad ammorbidire i tessuti e leniscono il prurito. Il gel di Aloe vera (disponibile nei negozi specializzati), applicato una volta al giorno con un lieve massaggio, allevia il fastidio e aiuta la formazione di nuovo tessuto. Il prodotto va utilizzato su cute e mucosa pulite e asciutte, quindi dopo l’igiene intima con prodotti adatti, meglio se la sera per permettere alle sostanze di esplicare al meglio gli effetti benefici.
In alternativa, si può utilizzare la Calendula, che ha effetti lenitivi, calmanti e idratanti. Si acquista nei negozi specializzati sotto forma di olio oppure di unguento e si applica sulla zona una volta al giorno, dopo aver effettuato l’igiene intima.
Una volta che la ferita è guarita bene, i rimedi naturali aiutano la pelle a riacquistare elasticità e tono. Si possono effettuare massaggi con olio di Rosa mosqueta, di Iperico oppure di mandorle dolci (quest’ultimo se non si hanno problemi di allergie), applicando qualche goccia sulla zona perineale, sempre dopo l’igiene locale.
Come sedersi, allattare e muoversi senza tirare i punti di sutura
Nei primi giorni dopo il parto, la zona soggetta a episiotomia è fragile e infiammata: questo può rendere complicato compiere semplici movimenti quotidiani e assumere determinate posizioni, per esempio sedersi per allattare il bambino.
Per i primi giorni è bene evitare di accavallare le gambe, di divaricarle o di assumere posizioni (anche durante le attività quotidiane) che comportano una tensione dei tessuti della zona. Inoltre è bene non restare in piedi a lungo o al contrario troppo sedute. Meglio alternare le posizioni, concedendosi momenti di relax su un fianco, sul divano oppure a letto.
Ci si può aiutare utilizzando uno specifico cuscino a forma di ciambella o di U, che permette di sedersi, senza però appoggiare la parte perineale, dolente e infiammata. Sono utili in modo particolare sulle sedute rigide, per esempio delle sedie.
Per allattare il bambino, si può provare a mettersi sdraiate su un fianco, porgendo il seno al piccolo senza però gravare sulla zona vulvare e perineale come nella normale posizione seduta. Se non ci si trova a proprio agio sul fianco, è consigliabile utilizzare il cuscino e scegliere comunque un appoggio morbido, come una poltrona o il divano.
Cicatrizzazione dell’episiotomia: quanto tempo ci vuole e quando cadono i punti
I suggerimenti su igiene, stile di vita, posizioni da adottare per sedersi sono importanti per favorire la cicatrizzazione. I tempi sono variabili da caso a caso e dipendono da diversi fattori, tra i quali l’elasticità dei tessuti della donna, la capacità di rigenerarsi e l’attenzione che si dedica alla ferita.
In generale, la ferita impiega dalle due alle sei settimane a cicatrizzarsi. I punti sono riassorbibili, in quanto effettuati con un particolare filo di sutura anallergico che non necessita di rimozione, ma progressivamente si stacca e viene eliminato spontaneamente. Potrà capitare di trovarne qualche frammento sulla carta igienica o durante le manovre di igiene ed è del tutto normale.
Per favorire la cicatrizzazione, sarebbe consigliabile lasciare respirare la parte per qualche minuto dopo l’igiene intima, evitando di indossare subito gli slip e l’assorbente. Si può mettere sul letto una traversina impermeabile e stendervisi sopra, con le gambe piegate e la schiena sorretta da qualche cuscino.
Consumare frutta, ortaggi, cereali integrali ricchi di fibre e bere molto aiuta ad ammorbidire le feci, favorendo la regolarità e quindi evitando di effettuare pressione sulla zona durante l’evacuazione.
Per la ripresa dei rapporti sessuali dopo il parto è bene attendere almeno un mese, parlandone comunque con il ginecologo.
Il nostro approfondimento su come riprendere l’attività sessuale dopo il parto
Bruciore o infezione? I segnali di allarme da non sottovalutare e quando chiamare l’ostetrica
Un lieve bruciore, così come l’arrossamento locale e l’impressione di avere la pelle “calda” sono normali per i primi giorni. Con le corrette manovre di igiene intima, i prodotti delicati e i movimenti che mirano a non gravare sulla parte, nel giro di qualche settimana il dolore si attenua e i tessuti cicatrizzano. È però bene rivolgersi all’ostetrica oppure al ginecologo se:
- bruciore e dolore sembrano non attenuarsi o anzi divengono più intensi
- la pelle è calda e arrossata
- si verificano secrezioni maleodoranti.
Potrebbero essere i segnali di una infezione che va diagnosticata e affrontata con i farmaci adeguati, in applicazione locale. In caso contrario, l’infezione potrebbe sfociare in una vestibolite vulvare, una infiammazione seria che coinvolge l’ingresso della vulva, responsabile di dolore cronico e impossibilità di avere rapporti sessuali.
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In breve
La ferita dell’episiotomia richiede dalle due alle sei settimane per cicatrizzare. Il processo può essere aiutato con impacchi freddi, igiene accurata e regolare e applicazione di sostanze emollienti e cicatrizzanti, su consiglio del medico o del farmacista
Fonti / Bibliografia
- https://gruppoemergenzeostetriche.it/wp-content/uploads/OMS_raccomandazioni_2018.pdf
- Episiotomia: come si svolge, conseguenze e guarigioneL’episiotomia è l’incisione del perineo nella fase espulsiva del parto che agevola il feto: come si svolge, conseguenze e guarigione.
