Come ricominciare ad avere una vita sessuale dopo il parto

Maria Teresa Moschillo A cura di Maria Teresa Moschillo, con la consulenza di Serena Mongelli - Dottoressa specialista in Psicologia Pubblicato il 11/03/2026 Aggiornato il 11/03/2026

Può richiedere del tempo e anche impegno. Il dialogo e l’ascolto sono fondamentali per ritrovarsi, creando una nuova dimensione di intimità prima che di sessualità.

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Le neomamme – e, spesso, anche i neopapà – affrontano con disagio il sesso dopo il parto. Appurato che un periodo di astinenza è fisiologico e del tutto normale per via dei tanti cambiamenti che il corpo della donna affronta durante la gravidanza e subito dopo aver partorito, non bisognerebbe mai dimenticare che la sessualità è un aspetto fondamentale per la vita di coppia nonché un forte collante per la relazione.

Questo momento richiede pazienza, impegno e soprattutto un approccio graduale volto a riscoprire una nuova intimità. 

Per riuscirci è necessario confrontarsi, condividere i propri dubbi e cercare di non farsi sopraffare dal compito di genitori, ritagliandosi dei momenti per sé. Nei casi più complessi chiedere un supporto esterno può essere di grande aiuto.

Dopo quanto ricominciare

Di solito trascorrono in media dalle 6 alle 8 settimane, ma si tratta di un arco di tempo variabile influenzato da tanti fattori tra cui, ovviamente, la tipologia di parto che è stata affrontata. Non è necessario attendere il capoparto, ovvero la prima mestruazione post parto, per ricominciare ad avere rapporti sessuali, ma è spesso suggerito perché coincide con la totale ripresa fisica che solitamente richiede 4-6 settimane.

Per esempio:

  • dopo un parto cesareo bisognerebbe aspettare almeno 4 settimane per via della ferita post operatoria
  • per riprendere i rapporti sessuali dopo un parto naturale con punti bisogna aspettarne il riassorbimento
  • la presenza di piccole lacerazioni può influire perché queste richiedono diversi giorni per guarire
  • i parti con episiotomia necessitano di tempi maggiori per la ripresa dei rapporti sessuali rispetto a quelli senza traumi e rispetto ai cesarei standard. 

Va considerato, inoltre, che subito dopo il parto l’utero inizia a contrarsi per recuperare le dimensioni che aveva prima della gestazione. Questo processo può provocare spasmi dolorosi (noti come morsi uterini) che poco invogliano all’attività sessuale. 

Questo è ciò che accade dal punto di vista fisico e che andrebbe sempre accertato con un controllo ginecologico a circa 40 giorni dal parto. Si parla meno spesso invece dell’aspetto emotivo, che non è di certo secondario. Emotivamente, infatti, può volerci anche più tempo. 

La donna non è solo corpo, ma anche emotività, e questa va affrontata nella propria soggettività. Si ricomincia quando ci si sente pronte, quando si ha voglia di avere una sessualità, quando si prova desiderio”, spiega la dottoressa Serena Mongelli, psicologa.

Non esiste, quindi, una regola standard: “Avere un rifiuto rispetto alla sessualità subito dopo il parto è molto comune, benché non se ne parli abbastanza. Per alcune donne il desiderio torna prima rispetto ad altre, è normale. Non è un problema finché non c’è una sofferenza nella coppia o nella persona”.

Il rifiuto iniziale è normale, anche per come cambia il corpo

Molte donne, dopo aver partorito, si confrontano con la paura che l’arrivo di un figlio possa stravolgere per sempre l’equilibrio della coppia. E in effetti accade davvero, in particolar modo per quanto riguarda la sfera della sessualità.

La neomamma prova una certa riluttanza a “ricominciare”, soprattutto perché il suo corpo è cambiato e non si sente più desiderabile come prima. Avere qualche chilo in più e un addome più rotondo può far sentire la donna a disagio con il proprio aspetto. A questo malessere si aggiunge la grande stanchezza per l’accudimento del bambino.

Le giornate sono estenuanti, scandite da poppate e cambi del pannolino.

Tra i fattori da tenere in considerazione c’è anche il trauma del parto. Chi ha avuto un parto difficile potrebbe riscontrare maggiori difficoltà rispetto a chi, invece, ha partorito senza particolari problemi. In questi casi c’è il timore che il corpo possa non essere ancora pronto e perfino che i rapporti possano causare dolore. Non è da sottovalutare neppure l’assetto ormonale che caratterizza i primi mesi dopo la nascita di un bambino. Durante l’allattamento, infatti, si alzano notevolmente i livelli di prolattina, ormone che interferisce con il desiderio.

Anche lui può avere difficoltà

Il calo del desiderio può riguardare anche gli uomini. Alcuni papà faticano a rielaborare il momento del parto e a superarlo. Il ricordo della propria compagna sofferente nei momenti più “crudi” può condizionare il desiderio sessuale e portare a un allontanamento fisico tra partner.

Non da ultimo, poi, c’è il fatto che spesso gli uomini si sentono esclusi dal rapporto che si crea tra mamma e bambino. Un legame esclusivo che li fa sentire estromessi, come se fossero di troppo e alle volte perfino traditi.

Vedere la propria donna dedicarsi completamente al piccolo può scatenare sentimenti di gelosia che si traducono nel rifiuto – più o meno conscio – di avere un rapporto sessuale.

Da dove iniziare

In tutte le situazioni che implicano un forte cambiamento, come appunto l’arrivo di un bambino, servono sempre tempo e pazienza per adattarsi ai nuovi ritmi e ritrovare il giusto equilibrio. La prima cosa da fare, quindi, è procedere con calma e senza fretta.

Per la donna è importante riaccostarsi alla dimensione del piacere in modo graduale, riscoprire il desiderio assecondando le proprie sensazioni ed emozioni. Può sembrare banale e al tempo stesso complicato, ma è un passaggio necessario: la neomamma non deve dimenticare di essere una donna. Questa consapevolezza passa dalla cura di sé così come dal ritagliarsi dei momenti da trascorrere con la persona amata, senza la pressione del tran tran di tutti i giorni e dei tanti impegni che, soprattutto nei primi mesi post parto, si susseguono senza sosta.

L’uomo deve far sentire la sua compagna attraente come prima se non più di prima. Corteggiare e fare complimenti sono gesti apparentemente semplici e banali, ma aiutano ad allontanare lo spauracchio delle insicurezze e a rimettersi insieme sulla strada giusta. 

Il collante principale, però, è un altro: la condivisione di esperienze e di emozioni. Affrontare insieme le difficoltà pratiche e suddividere in modo quanto più possibile equo il carico di responsabilità fa sentire emotivamente vicini e complici, un fattore decisivo che abbinato alla vicinanza fisica stimola e favorisce il desiderio sessuale.

Come per il sesso in gravidanza, possono sorgere dubbi e incertezze sia nella donna che nell’uomo. Parlarne apertamente e in modo trasparente riduce la pressione e avvicina i partner che, in questo frangente, possono sperimentare pesanti sensi di colpa. Soprattutto la donna tende a sviluppare una sensazione di inadeguatezza. I sensi di colpa, però, vanno assolutamente accantonati: non sentirsi pronte e non provare desiderio non deve far sentire né colpevoli né “anormali”.

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Come riscoprirsi

Avere una vita sessuale appagante è possibile, anche poco dopo il parto. Prima di approcciarsi all’altro è bene partire dalla percezione che si ha di sé.

Il corpo con la gravidanza cambia molto rapidamente. Prima di tutto si è trasformato in un corpo funzionale, in un corpo generativo, e quindi tornare a percepirlo come un corpo erotico o sensuale può richiedere del tempo. In primis va normalizzato il cambiamento, poi bisogna ‘riavvicinarsi’ al proprio corpo sia in maniera individuale che con il partner. Prima della sessualità si passa dall’intimitàspiega la Dott.ssa Serena Mongelli.

Un’intimità fatta anche “solo” di effusioni e coccole attraverso cui ristabilire una connessione di coppia e, nondimeno, ridurre l’ansia da prestazione legata all’idea di un rapporto completo. La parola d’ordine in questo caso è sperimentare, così da rendere questa fase di rodaggio soddisfacente, intrigante e, perché no, anche divertente. Quando il rapporto sessuale completo non è ancora possibile o non è desiderato da entrambi, si possono esplorare altre forme di piacere e di intimità come il massaggio o la masturbazione reciproca.

L’uso di lubrificanti a base d’acqua contrasta la secchezza vaginale, molto frequente dopo la gravidanza, e rende il tutto più piacevole facilitando le cose. Alla donna può tornare utile la pratica di appositi esercizi per il pavimento pelvico: rinforzano i muscoli, agevolano la guarigione post parto e migliorano la sensibilità amplificando il piacere.

Qualora dovesse risultare molto difficile riprendere una vita sessuale serena e appagante, oppure se uno o entrambi i partner dovessero soffrire di un grande disagio, si consiglia di rivolgersi a uno specialista che potrà guidare e supportare la coppia in questa nuova dimensione.

In copertina Foto di Cookie Studio Via Freepik.com

 
 
 

In breve

La sessualità dopo il parto cambia sia per fattori fisici legati al recupero della donna che per questioni di natura emotiva che riguardano entrambi i partner. Parlare e ascoltarsi è fondamentale per trovare un nuovo equilibrio. Un supporto esterno e qualificato può essere di aiuto se la situazione viene affrontata con molto disagio.

 

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