Covid-19 e depressione: un’emergenza nell’emergenza che mette a rischio le neomamme

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 17/08/2021 Aggiornato il 17/08/2021

La pandemia da Covid-19 ha avuto effetti negativi anche sulla salute psicologica delle donne in gravidanza e delle neomamme, aumentando il rischio di depressione

Covid-19 e depressione: un’emergenza nell’emergenza che mette a rischio le neomamme

La depressione è una malattia che interessa il 10% delle donne incinte e il 13% delle neonamme e si manifesta con diversi sintomi: umore triste, irritazione, stanchezza, agitazione, perdita di interesse nelle attività, difficoltà di attenzione e concentrazione, scarsa memoria e disturbi del sonno e dell’appetito. Tutti segnali che hanno una forte incidenza sulla gravidanza e sul rapporto della donna con il proprio figlio e anche con il proprio compagno. L’arrivo della malattia può dipendere da diversi fattori come il presentarsi di alcune difficoltà durante i 9 mesi, situazioni stressanti o mancato supporto sociale.  Il Covid-19 ha decisamente peggiorato la situazione.

La paura di contrarre il virus

Da un anno e mezzo a questa parte, ad aggravare la situazione è stata l’emergenza sanitaria del Coronavirus. La paura di contrarre il virus sia per le donne incinte sia per le neomamme è stato uno dei motivi che ha contribuito di più alla manifestazione della depressione.

Federica Faustini, psicologa del centro B-Woman di Roma, ha spiegato che le preoccupazioni per l’esposizione al virus possono influenzare emozioni, pensieri e funzioni. Alcune donne, a causa della paura che contrarre il Covid-19 potesse influenzare la salute propria e del proprio bambino, hanno sviluppato sintomi ossessivo-compulsivi, che si concretizzano nei rituali e nelle misure preventive per evitare il contagio.
Inoltre, la costante preoccupazione può rendere le donne più difensive nei confronti del contatto fisico e far sì che, da sole, siano portate all’isolamento, con manifestazioni di ostilità e ansia fobica, dando vita così anche a sintomi depressivi.

La solitudine che porta alla depressione

La sintomatologia depressiva e ansiosa di questi tempi sembra essere legata al fatto che le mamme abbiano dovuto affrontare momenti di tensione ed emozione in solitudine e possano essersi sentite sopraffatte dal pensiero di doversi prendere cura di un neonato senza alcun aiuto esterno.
Il distanziamento sociale necessario per il controllo del contagio, ha portato, infatti, molte donne a dover affrontare i 9 mesi e il post-partum quasi in completa solitudine e prive dell’aiuto e affetto di familiari e amici. È noto che la gravidanza e il puerperio sono momenti delicati nella vita di una donna: questo particolare stato comporta una maggiore instabilità e fragilità emotiva, nonché un maggiore bisogno di protezione. Ciò è ancora più vero durante eventi stressanti, come quelli vissuti durante la pandemia da Covid-19.

 

 

 
 
 

Da sapere!

I numerosi e inevitabili cambiamenti che l’attesa di un bambino comporta nella vita di coppia, ma specialmente in quella della donna, portano di per sé a sconvolgere totalmente la normale routine.  In questa fase le donne sperimentano un maggiore bisogno di supporto e protezione anche a livello psicologico.  

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti