Depressione post parto: è normale solo in forma leggera

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 10/06/2012 Aggiornato il 10/06/2012

Una forma leggera di depressione post parto è comune a molte neomamme. Se però i sintomi perdurano nel tempo e peggiorano è bene consultare il medico

Depressione post parto: è normale solo in forma leggera

Stanchezza, sensazione di non farcela, irritabilità sono sensazioni che quasi ogni donna prova quando si trova ad affrontare una condizione impegnativa, qual è quella della maternità. Tuttavia, quando questo disagio diventa molto pesante e perdura nel tempo, ostacolando le attività quotidiane, è il caso di rivolgersi al proprio medico, perché può essere in agguato una depressione post parto. Alcune donne sono più predisposte alla comparsa di depressione post partum: sono quelle che hanno già avuto episodi di depressione in passato o durante la gravidanza o hanno già sofferto di depressione post parto in una gravidanza precedente; hanno sofferto spesso di problemi di tipo ormonale come la sindrome premestruale o di disturbi della funzionalità tiroidea; hanno vissuto di recente eventi traumatici (per esempio, un lutto); sono sole, senza aiuti, in condizioni socio-economiche sfavorevoli; hanno un difficile rapporto con il partner.

Tre fasi: dal baby blues alla depressione vera

Sono tre le fasi con cui la depressione può manifestarsi subito dopo il parto con livelli diversi di gravità e quindi di gestione e cura.

Baby blues

Si tratta di una normale condizione di depressione post parto che coinvolge il 70-80% delle donne a partire dal terzo-quarto giorno dopo il parto e dura un periodo massimo di 15 giorni. In questa fase la neomamma è particolarmente stanca, piange senza motivo, è nervosa, irritabile, inquieta, ansiosa: stati d’animo dovuti al cambiamento ormonale e fisico (il livello di estrogeni e progesterone crolla nelle ore successive al parto), ai nuovi ritmi imposti dal bambino che spesso non dorme di notte o piange sempre, alle preoccupazioni e alla stanchezza causate dalle fatiche del parto e dell’allattamento. Se la fase si esaurisce in breve tempo, non deve preoccupare: un po’ di riposo e di aiuto da parte dei famigliari potranno contribuire ad alleviare la stanchezza e a superare questo momento.

Depressione post parto vera e propria

È ben più preoccupante: i sintomi appena descritti non scompaiono ma tendono anzi ad aumentare e a durare molti mesi, anche un anno (un momento particolarmente critico è quello dello svezzamento, quando si allenta un legame prima fortissimo). Questo fenomeno coinvolge un numero minore di neomamme, ovvero circa il 10% anche se alcuni dati stimano fino al 20%, con un aumento soprattutto nei Paesi Occidentali. I disturbi possono sfociare anche in insonnia o eccessiva sonnolenza, svogliatezza, disinteresse per il bambino o, al contrario, eccessiva ansia per il piccolo, inappetenza, disperazione. Se la depressione post parto non viene curata e valutata in maniera seria può sfociare in un disturbo ancora più pericoloso.

Psicosi post parto

È una vera e propria malattia mentale che si verifica in una donna su mille e causa confusione, stati di agitazione, disagio sociale, insonnia, paranoia, tendenze suicide o addirittura omicide nei confronti del bambino. È una forma di depressione molto grave che deve essere subito curata con antidepressivi, il consulto di uno specialista e, in alcuni casi, anche il ricovero in ospedale, prima che la mamma possa fare del male a se stessa o al bambino.

In breve

Occhio alla depressione post parto

La forma più comune, la “baby blues”, colpisce circa l’80% delle donne a distanza di 3-4 giorni dalla nascita del bebè, dura al massimo 15 giorni e si manifesta con stanchezza, pianto ingiustificato e frequente, nervosismo e irritabilità. Occorre prestare attenzione nei casi in cui il disturbo si protrae più a lungo e tende a cronicizzarsi.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Come togliere il seno a un bimbo di 18 mesi (difficile da gestire)?

15/09/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Banale eppure risolutivo: per smettere di allattare, quando diventa un peso insostenibile, basta non offrire più il seno e passare alla tazza.   »

Bimba di due anni che al nido non mangia nulla

13/09/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Luisa Vaselli

Può capitare che un bambino si rifiuti di mangiare al nido. Ma è solo questione di tempo: a mano a mano che impara ad accettare di buon grado il distacco, perché comprende che la mamma torna sempre, tutto si risolve.   »

Quarto cesareo: ci saranno problemi?

13/09/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Un quarto cesareo è sempre un intervento difficile per i medici, perché è possibile che i precedenti abbiano lasciato aderenze tra i tessuti uterini e gli organi circostanti, ma questo non significa che non possa andare comunque tutto per il meglio.  »

Bimbo di 4 mesi con fossette nella piega interglutea: c’è da preoccuparsi?

12/09/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

E' davvero raro che una piccola anomalia in prossimità dell'ano che vari specialisti hanno considerao priva di significato dal punto di vista medico possa essere la spia di spina bifida.   »

Bimbo con dolore forte al lato sinistro dell’addome

05/09/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Annamaria Staiano

La causa più frequente di un dolore intenso nella parte alta e sinistra dell'addome è quella che i pediatri americani definiscono "stitichezza occulta".  »

Camera gestazionale piccola: c’è da preoccuparsi?

16/08/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se le dimensioni dell'embrione sono giuste per l'epoca, possono non essere significative quelle della camera gestazionale.  »

Fai la tua domanda agli specialisti