Depressione post partum: camminare fa bene all’umore

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 18/01/2022 Aggiornato il 18/01/2022

Camminare 15 minuti al giorno aiuta le neomamme a combattere la depressione post partum. Ecco perché

Depressione post partum: camminare fa bene all’umore

La nascita di un figlio rappresenta un momento unico e speciale, ricco di felicità ed emozione. Alcune donne, però, nelle settimane successive al lieto evento sperimentano una depressione post partum che le fa sentire tristi e inadeguate. Per combattere i sintomi di questa condizione e sentirsi meglio potrebbe essere sufficiente ritagliarsi del tempo per camminare. Questo, perlomeno, è quanto suggerisce un recente studio condotto da un team di ricercatori canadesi, della Western University di London, pubblicato sul Journal of Women’s Health.

Uno studio mirato

Gli autori della ricerca hanno esaminato i dati raccolti nel corso di cinque diversi progetti di ricerca. Complessivamente, le informazioni riguardavano 242 donne, con età media pari a 28,9 anni. I ricercatori hanno sottoposto le partecipanti a dei test e a delle valutazioni per verificare il loro stato emotivo e la presenza o meno di depressione post partum. Inoltre, le hanno invitate a camminare per un periodo di tempo di 12 o 24 settimane. Lo scopo era capire se questo semplice esercizio potesse essere utile o meno per combattere la depressione post partum.

Bastano 15 minuti al giorno

Dall’analisi dei risultati è emerso che effettivamente camminare può essere d’aiuto contro la depressione post partum. Nel dettaglio, secondo quanto si è visto nello studio, è utile dedicarsi a questa attività da 90 a 120 minuti alla settimana. Non occorre strafare: può essere sufficiente anche fare delle brevi ma regolari sessioni di allenamento. “Se la neomamma riesce a uscire tre o quattro volte alla settimana per mezz’ora, o anche 15 minuti al giorno, con il suo bambino nel passeggino, potrebbe notare nel breve periodo importanti benefici” hanno spiegato gli esperti.

Un’attività semplice  alla portata di tutte

La camminata non è solo un’attività efficace contro la depressione, ma è anche semplice, economica e alla portata di tutte le donne. Potrebbe, dunque, anche essere una buona soluzione per le neomamme che non riescono a parlare del loro problema e per quelle che, per diversi motivi, hanno difficoltà ad accedere alle tradizionali cure psichiatriche e farmacologiche.
 

 

 
 
 

Da sapere!

Camminare è un’attività davvero benefica: accresce la sintesi degli ormoni del benessere, migliora l’autostima, fa bene a diversi organi e apparati. Non stupisce, dunque, che possa aiutare anche contro la depressione post partum. Occorre sapere però che in alcuni casi è necessario anche ricorrere alle cure tradizionali.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Creme solari: si possono usare in allattamento?

24/05/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Durante l'allattamento è opportuno usare, all'occorrenza, prodotti per la protezione dai raggi del sole contenenti filtri fisici e non chimici.   »

Quali regole per prevenire la toxoplasmosi?

19/05/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le regole che consentono di evitare il contagio da parte del Toxoplasma sono semplicissime ed efficaci.   »

Bimbo di sette mesi con un “buchetto” sopra il sederino: è preoccupante?

16/05/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

La presenza di una fossetta sacro-coccigea a fondo cieco, se non è associata ad altri segnali che possano far pensare a un problema della colonna vertebrale, non è significativa.   »

Fai la tua domanda agli specialisti