Emorroidi post parto: come curarle, rimedi e quale crema usare

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa, con la consulenza di Elisabetta Colonese - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 29/08/2025 Aggiornato il 30/08/2025

Un problema comune dopo il parto, che in genere rientra in poco tempo soprattutto se si adottano una serie di accorgimenti che aiutano ad alleviarne i fastidi. I consigli della ginecologa Elisabetta Colonese.

è faacile avere emorroidi post parto

Le emorroidi sono cuscinetti di tessuto e vasi sanguigni che si trovano nel canale anale. La loro presenza in condizioni di salute non viene avvertita, ma se i vasi sanguigni si dilatano possono dare dolore, bruciore, prurito e sanguinamento fino ad arrivare al prolasso.

La gravidanza è una fase a rischio per le emorroidi che possono peggiorare, o addirittura comparire, anche dopo il parto per lo sforzo dovuto alle spinte. E’ sempre bene rivolgersi al ginecologo per una valutazione attenta delle emorroidi post parto, soprattutto se non rientrano nell’arco di poche settimane come in genere succede.

Piccoli accorgimenti quotidiani e l’uso di preparati locali emollienti e lenitivi, che devono sempre essere prescritti dal medico, possono essere utili per alleviare i fastidi. Ce ne parla la dottoressa Elisabetta Colonese, specialista in ginecologia e ostetricia a Milano.

Come curare le emorroidi: rimedi utili

Le emorroidi possono comparire per vari fattori che possono essere anche di tipo meccanico. E’ il caso delle spinte nella fase del parto che possono peggiorare le emorroidi già presenti in gravidanza oppure farne comparire di nuove.

La stitichezza che spesso accompagna non solo la gravidanza ma anche il post parto, dovuta a un’alimentazione povera di fibre ma anche allo scarso movimento, può aggravare il problema dal momento che lo sforzo e la spinta durante l’evacuazione aumentano la pressione nel canale anale.

Nella maggior parte dei casi le emorroidi post parto scompaiono nell’arco di qualche settimana, soprattutto se vengono messi in atto alcuni accorgimenti che aiutano a contenere il fastidio e a far rientrare il problema. La ginecologa consiglia di:

  •  usare un cuscino a ciambella, specifico per chi soffre di emorroidi, quando si sta sedute in modo che l’area interessata dal problema non venga compressa
  • fare impacchi freddi con un panno morbido oppure immergendo la parte in una bacinella con acqua fredda per un quarto d’ora
  • andare in bagno ogni qualvolta si senta lo stimolo evitando di trattenere l’evacuazione
  • usare uno scalino su cui appoggiare i piedi per favorire l’evacuazione e in ogni caso non rimanere troppo tempo sedute sul wc
  • lavarsi sempre con acqua tiepida dopo la defecazione

Serve inoltre fare attenzione a non stare sedute troppo a lungo, anche se si usa il cuscino a ciambella e limitare al massimo, o meglio ancora evitare, cibi piccanti, cioccolato, alcolici e caffè.

Assolutamente da bandire il fai da te: non si devono assumere lassativi e neppure usare creme cortisoniche di propria iniziativa.

Come prevenirle

Sia in funzione preventiva che curativa, nel caso di emorroidi post parto è importante:

  • seguire un’alimentazione che preveda un buon apporto di fibre  utili per stimolare la motilità intestinale e favorire l’evacuazione contrastando efficacemente la stitichezza. La dose corretta si aggira attorno ai 30 grammi di fibre al giorno che possono essere raggiunti consumando frutta e verdura di stagione (circa 200 grammi) ma anche cereali integrali e legumi
  • introdurre il giusto quantitativo di grassi sani come l’olio extravergine di oliva e l’avocado sempre in funzione di mantenere attivo l’intestino
  • consumare con regolarità kefir, alimento ricco di probiotici che promuovono l’efficienza della flora batterica intestinale favorendo la regolarità dell’intestino
  • mantenere una buona idratazione bevendo almeno un paio di litri di acqua al giorno ma anche di più se si allatta. L’acqua, infatti, è basilare per la formazione di feci facilmente evacuabili e quindi per evitare la stitichezza
  • muoversi il più possibile: compatibilmente con le proprie condizioni fisiche e con le necessità del neonato, è importante cercare di evitare le sedentarietà facendo ogni giorno anche una semplice passeggiata

Quale crema usare

Occorre partire dal presupposto che l’uso di qualunque prodotto topico in caso di emorroidi post parto, creme, gel e unguenti, dovrebbero essere consigliato dal ginecologo o dal medico curante.

Per alleviare i fastidi delle emorroidi post parto possono essere utili preparati ad azione lenitiva e protettiva, senza cortisone né anestetici, che riportino tra gli ingredienti:

  • ossido di zinco: lenitivo, cicatrizzante
  • amamelide, aloe e calendula: rinfrescanti e decongestionanti
  • rusco: estratto vegetale in grado di attivare la circolazione venosa 
  • glicerina e vaselina: emollienti e protettive

Nel caso in cui le emorroidi post parto provochino forte dolore, infiammazione o prurito importanti che persistono a lungo e possono compromettere il benessere della mamma e di riflesso quello del piccolo in un periodo molto delicato come il puerperio, il medico può prescrivere:

  •  anestetici locali (lidocaina, benzocaina) ma solo per un ciclo breve
  •  cortisonici locali (idrocortisone) per periodi molto limitati

E’ assolutamente da evitare l’utilizzo in autonomia, quindi senza indicazione medica, di:

  •  preparati locali cortisonici ad alta potenza o combinazioni con antibiotici e vasocostrittori
  •  supposte con farmaci sistemici 

Come applicare le creme 

I prodotti di uso topico dovrebbero essere utilizzati dalle 2 alle 4 volte al giorno:

  • è bene applicarli al termine dell’evacuazione, dopo aver fatto un lavaggio con acqua tiepida e asciugato la parte con una salvietta molto morbida
  • dopo sette giorni di impiego, se le emorroidi post parto persistono, è opportuno ricontattare il medico per valutare la situazione e stabilire come proseguire nel trattamento.

Tipologie di emorroidi

Quando per fattori diversi, meccanici, ormonali oppure alimentari, i vasi sanguigni si dilatano, le emorroidi si infiammano creando una condizione di fastidio con bruciore, prurito, sanguinamento che può portare al prolasso. 

Si distinguono tre tipi di emorroidi:

  1. interne (dentro il retto, sopra la linea dentata): non sono visibili e di solito non fanno male, ma spesso danno sanguinamento rosso vivo dopo la defecazione; a volte si percepiscono come sensazione di “peso” o di corpo estraneo se prolassano
  2. esterne (sotto la linea dentata): visibili e palpabili, se infiammate e ingrossate danno dolore, bruciore e sanguinamento. Possono trombizzarsi (si può formare cioè un coagulo) e diventare nere e fortemente dolenti
  3. miste: sia interne che esterne con sintomi riferibili a entrambe le tipologie

Le emorroidi possono avere diversi gradi di gravità:

  1. grado I: si ha solo un ingrossamento interno; il dolore non è presente o poco marcato e l’unico segno della loro presenza è un lieve sanguinamento rosso vivo sulla carta igienica. 
  2. grado II: le emorroidi prolassano durante la defecazione e rientrano spontaneamente subito dopo. Sanguinamento, prurito, bruciore, sensazione di corpo estraneo sono presenti ma ben tollerabili.
  3. grado III: prolassano durante la defecazione e non rientrano dopo. I sintomi sono marcati: dolore, fastidio forte, difficoltà a deambulare e a sedersi. E’ presente anche un rischio di trombosi.
  4. grado IV: si tratta di emorroidi sempre esterne e irriducibili che non rientrano neanche manualmente. Infiammazione e dolore sono molto importanti e c’è un alto rischio di trombosi.

Proprio perché il quadro è piuttosto complesso, è sempre consigliabile dopo il parto rivolgersi al ginecologo per una valutazione attenta del problema e per le indicazioni del caso.

 

 
 
 

In breve

Le emorroidi possono peggiorare o addirittura comparire dopo il parto per lo sforzo delle spinte. Il problema in genere rientra nell’arco di poco tempo, ma è sempre opportuno rivolgersi al ginecologo per avere indicazioni su come comportarsi e sui prodotti da applicare localmente per attenuare i fastidi e il sanguinamento.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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