Incontinenza post parto: tutti i rimedi per farla passare in fretta

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 24/07/2026 Aggiornato il 25/07/2026

Perdere un po’ di urina nei giorni successivi alla nascita del bambino, oltre che imbarazzante e fastidioso, può essere il segno di un problema funzionale alla vescica: i consigli per risolverlo.

incontinenza post parto

L’incontinenza urinaria post parto è un problema ricorrente per molte donne che hanno da poco messo al mondo un bambino. Il passaggio del piccolo nel canale vaginale sottopone infatti a un forte stress le strutture nervose e muscolari della zona pelvica. Queste sono già indebolite dal peso dell’utero nei nove mesi e dall’azione rilassante del progesterone.

Nei giorni successivi alla nascita del bambino può capitare quindi di perdere qualche goccia di urina dopo uno starnuto oppure una risata, o anche in modo spontaneo. Questa condizione può creare imbarazzo nella vita di tutti i giorni e durante i rapporti sessuali e a volte si risolve spontaneamente, ma non sempre.

Capire come far passare in fretta l’incontinenza urinaria dopo il parto può essere utile per arginare il problema in modo più incisivo.

Rimedi per l’incontinenza

Nei giorni dopo il parto, perdere gocce di urina è abbastanza frequente tra le neomamme. Il problema, che colpisce circa 3-5 puerpere su dieci, a volte si risolve da solo, perché i muscoli del pavimento pelvico recuperano tono nei giorni successivi al parto. Nel frattempo, è possibile ricorrere a semplici rimedi per alleviare il disagio. Per esempio è utile:

  • indossare assorbenti specifici in grado di mascherare l’odore dell’urina
  • eseguire gli esercizi di ginnastica specifici (come quelli indicati sotto) e non scoraggiarsi se non si notano risultati immediati
  • rientrare nel peso forma, perché i chili in più esercitano un’ulteriore pressione sul pavimento pelvico
  • non commettere l’errore di bere meno, cosa che costringerebbe i reni a un superlavoro senza risolvere il problema delle perdite
  • evitare le bevande diuretiche come, tè, caffè, alcolici o cola
  • non consumare cibi irritanti per la vescica che possono peggiorare il sintomo
  • privilegiare nella dieta frutta e verdura, ricche di fibre che favoriscono il transito intestinale e quindi riducono la pressione sul pavimento pelvico
  • indossare abiti comodi che si possano sfilare in fretta quando lo stimolo è impellente: gonne ampie, pantaloni comodi, tute
  • svuotare la vescica ogni volta che è possibile, soprattutto prima di uscire di casa

Rimedi più drastici se l’incontinenza non passa

Nel caso in cui l’incontinenza urinaria non migliori, esistono sistemi per cercare di far recuperare tono ai muscoli pelvici e migliorare l’attività delle fibre nervose che controllano la tenuta della vescica. Possono essere rimedi farmacologici, fisioterapici o anche chirurgici.

  • La stimolazione elettrica: si esegue in ospedale con l’aiuto di un fisioterapista. In corrispondenza dei muscoli pelvici, si posizionano elettrodi protetti da cuscinetti di gomma morbidi e piatti. Leggere scariche elettriche, del tutto innocue e sicure, stimolano i muscoli vaginali a trattenere lo stimolo dell’urina. Questo trattamento non sostituisce gli esercizi di ginnastica.
  • Il biofeedback si avvale dell’impiego di un’apparecchiatura elettrica che è in grado di controllare e misurare la contrazione dei muscoli pelvici. Questo trattamento, inoltre, permette di imparare a eseguire correttamente gli esercizi di ginnastica, che la donna può svolgere contemporaneamente. Si esegue presso gli ambulatori urologici di molti ospedali.
  • Il trattamento farmacologico: la tolterodina è una molecola efficace contro la vescica iperattiva. Si assume nella dose indicata dal medico, fino a miglioramento.
  • L’intervento chirurgico: si effettua raramente e solo se tutti gli altri trattamenti non hanno raggiunto i risultati sperati. Si esegue in anestesia locale e consiste nel sollevamento del collo della vescica e del muscolo che circonda la vescica stessa. Quindi si iniettano piccole dosi di collagene nel collo della vescica, per rafforzarlo.

Quanto dura l’incontinenza

L’incontinenza dopo il parto si risolve spesso nel giro di qualche giorno. Sei donne su dieci recuperano una buona continenza entro due mesi. In qualche caso, il problema dura più a lungo ed è allora opportuno escludere altri problemi che possano provocare incontinenza.

Su prescrizione del ginecologo o dell’urologo, si eseguono alcuni esami, per esempio l’esame delle urine con urinocoltura per escludere problemi di cistite. Inoltre è utile che la donna si sottoponga anche a un’ecografia, per individuare eventuali alterazioni alla vescica e alle vie urinarie. Ancora, l’uroflussometria è un esame che studia l’emissione delle urine, permettendo di capire le ragioni dell’incontinenza.

Problemi vescica post cesareo

Secondo alcuni esperti, il tipo di parto (naturale o cesareo) non influenza l’incontinenza urinaria. Altri, invece, ritengono che l’incontinenza urinaria da parto sia inferiore dopo il cesareo rispetto alla nascita per via vaginale, ma non di molto.

A provocare l’indebolimento della vescica, infatti, non è solo lo sforzo del parto in sé, ma il peso esercitato dall’utero sui muscoli pelvici. I rimedi e gli esercizi proposti in questo servizio possono essere utili anche se l’incontinenza compare dopo il cesareo. Prima, ovviamente, è importante che i punti siano perfettamente guariti.

Un altro problema, che può presentarsi con il cesareo, è che durante il taglio sia involontariamente incisa anche la vescica. Si tratta per fortuna di un evento raro. Se succede, è necessario effettuare un intervento chirurgico per suturare la vescica stessa, in modo che recuperi funzionalità e tenuta.

Esercizi utili

Con il passare dei giorni, l’incontinenza da parto spesso si risolve spontaneamente. Alcuni esercizi specifici, eseguiti in modo costante e regolare, possono aiutare a ridurre il fastidio, contenere il problema e favorirne una rapida risoluzione.

Ce li propone Riccardo Giordano Buono, Personal Trainer & Fitness Nutritionist presso Mindful Beauty Experience a Milano. «Gli esercizi più utili per fare passare l’incontinenza da parto sono i cosiddetti esercizi di Kegel. Prendono il nome dal ginecologo statunitense che li mise a punto, proprio con lo scopo di rafforzare i muscoli pelvici dopo il parto e tenere sotto controllo i primi sintomi dell’incontinenza urinaria» spiega Buono. «Gli esercizi sono semplici ma sarebbe bene inizialmente rivolgersi a un professionista per imparare la tecnica dei movimenti che, per quanto banali possano sembrare, necessitano di essere eseguiti in maniera corretta perché possano dar frutto».

È stato dimostrato infatti che con le sole indicazioni verbali o scritte il 50% delle persone esegue i movimenti in maniera scorretta. «Succede a volte per altro che la donna non abbia confidenza con la muscolatura pelvica: l’aiuto di un professionista in questo caso è basilare perché, ancora prima di fare gli esercizi, si prenda coscienza della parte» continua l’esperto. «Una volta appresi i movimenti, è possibile procedere da sole. Un appuntamento periodico con il professionista resta importante per una valutazione globale della situazione».

Esercizi per l’incontinenza, come svolgerli

Gli esercizi devono essere ripetuti frequentemente durante la giornata e per un periodo di molte settimane. Prima di iniziarli occorre svuotare la vescica e ricordarsi di respirare usando il diaframma, inspirando ed espirando lentamente.

  1. In posizione seduta o in piedi, come si preferisce, mantenere contratti i muscoli del pavimento pelvico per circa 5 secondi, come se si volesse spingere la muscolatura verso l’alto. Rilasciare i muscoli e ripetere più volte al giorno.
  2. In piedi, con le gambe leggermente flesse e divaricate e le mani sui fianchi, inspirare spostando indietro il bacino ed espirare spingendolo avanti, cercando di contrarre i muscoli pelvici e gli addominali.
  3. In posizione supina e con le gambe flesse, contrarre il muscolo interno del bacino. Per verificare la corretta esecuzione dell’esercizio è utile appoggiare una mano sul basso addome e controllare l’attività degli addominali.
  4. Cercare di interrompere completamente il flusso di urina mentre si fa pipì. Effettuare l’esercizio con una frequenza di una volta alla settimana.

È bene ricordare che, se il disagio continua dopo qualche mese, è bene comunque rivolgersi al proprio medico curante o al ginecologo che potrà indirizzare verso uno specialista in grado di dare le giuste indicazioni per risolverlo. 

 

 
 
 

In breve

Risolvere l’incontinenza dopo il parto è possibile, cercando di riprendere il peso forma e, se necessario, eseguendo con regolarità esercizi specifici che migliorano il tono del pavimento pelvico. Nel caso il disturbo non migliori entro due mesi dopo il parto, è bene parlarne con il medico.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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