Pavimento pelvico: il parto può danneggiarlo

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 28/08/2017 Aggiornato il 28/08/2017

Tre mesi dopo il parto un terzo delle neomamme ha problemi al perineo. Ma parlarne per le donne è difficile. Ecco come rieducare il pavimento pelvico

Pavimento pelvico: il parto può danneggiarlo

Il pavimento pelvico o perineo o diaframma pelvico è la fascia di muscoli e legamenti che sostiene gli organi contenuti nell’addome: vescica, utero, intestino. Uno studio condotto dall’Ospedale Buzzi di Milano su 1.293 neomamme ha evidenziato che a tre mesi dal parto circa un terzo delle donne è interessata da problemi che hanno una relazione con il pavimento pelvico: incontinenza urinaria e dolore durante i rapporti sessuali.

Che cosa succede nei nove mesi

Nel corso della gravidanza il perineo viene sottoposto a una crescente pressione, dovuta alla presenza del bambino nell’utero, che può indebolirlo, rendendolo meno resistente ai traumi che può subire durante il parto: lacerazioni, uso della ventosa, passaggio difficoltoso del bambino. L’episiotomia, che è il piccolo taglio che a volte viene effettuato all’imbocco della vagina per favorire la fase espulsiva, può perfino contribuire a comprometterne l’efficienza originaria.   

Ancora un tabù per molte

Per quanto strano possa sembrare, le neomamme provano imbarazzo a rivolgersi al ginecologo per chiedere aiuto sia per l’incontinenza urinaria, sia per l’impossibilità di riprendere una vita sessuale normale, quindi spesso si rassegnano a convivere con le nuove difficoltà, non di rado nella convinzione (sbagliata) che i nuovi problemi siano un tributo necessario da versare in cambio della maternità. Invece le soluzioni esistono ed è opportuno ricorrervi il prima possibile, per garantirsi una buona qualità della vita.

Rivolgersi a ostetrica e ginecologo

In primo luogo, è bene parlare con l’ostetrica o con il ginecologo della situazione, per avere indicazioni sicure sul da farsi. Allo stesso tempo, si possono attuare due pratiche, che sono utili non solo per recuperare un perineo efficiente nel post parto, ma anche per fortificarlo durante la gravidanza. La prima consiste nel contrarre più e più volte la zona, come se si dovesse trattenere la pipì. L’esercizio va ripetuto tutti i giorni, più volte al giorno.

L’automassaggio che aiuta

Si può poi effettuare l’automassaggio perineale,  che favorisce la flessibilità e l’elasticità della muscolatura.  Basta passare più e più volte la mano ben pulita sul perineo, esercitando una ragionevole pressione, e poi entrare con il pollice nell’imboccatura della vagina ed effettuare un movimento in avanti e all’indietro, per un tratto di 3-4 centimetri. Prima di iniziare, è bene lubrificare le dita con olio di mandorle dolci o anche con un gel vaginale (si acquista in farmacia).

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Una cattiva abitudine da abbandonare assolutamente, per il benessere del perineo, è quella di non assecondare subito lo stimolo di fare pipì, ma di rimandarlo fino a quando non si può proprio più resistere. 

 

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