Trombosi post parto: sintomi e cosa fare

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 13/01/2026 Aggiornato il 13/01/2026

Sintomi come dolore e gonfiore a una gamba non vanno mai sottovalutati, anche se sembrano dovuti al normale recupero.

Trombosi post parto

La trombosi post parto è una condizione abbastanza comune che può comparire nelle settimane successive alla nascita del bebè, quando l’organismo della donna è più predisposto alla formazione di coaguli di sangue.

Il rischio aumenta in presenza di fattori come taglio cesareo, immobilità, obesità, fumo o precedenti episodi trombotici.

I sintomi possono essere sfumati e facilmente confusi con i fastidi del post parto. È importante allora non sottovalutare segnali come gonfiore improvviso a una gamba, dolore persistente, sensazione di calore e arrossamento.

Nei casi più seri possono comparire difficoltà respiratorie, dolore toracico e accelerazione del battito cardiaco. In caso di sospetto, è fondamentale rivolgersi subito al medico. Il trattamento si basa soprattutto sull’uso dell’eparina, un anticoagulante sicuro anche durante l’allattamento.

Cosa accade 

Per trombosi si intende una rottura del delicato equilibrio che normalmente sussiste fra la fluidità e la densità del sangue. Come conseguenza il sangue finisce per coagularsi in un punto e in un momento in cui non avrebbe dovuto farlo, formando un trombo, ossia un coagulo che può arrivare a bloccare o rallentare la circolazione.

Nei casi più gravi, il trombo si può frammentare liberando emboli che possono raggiungere i polmoni, dando luogo a una embolia polmonare. Il post parto rappresenta un momento particolarmente a rischio da questo punto di vista. Tutta colpa delle modificazioni fisiologiche cui va incontro l’organismo della donna, che possono favorire la formazione di trombi. 

I rischi post parto

Durante la gravidanza e il puerperio (i quaranta giorni dopo il parto) il rischio di tromboembolismo venoso aumenta di 5-10 volte rispetto all’età fertile. Si tratta, infatti, di due periodi caratterizzati dalla presenza di tutta una serie di fattori che predispongono alla formazione di trombi, fra cui:

  • l’incremento della stasi venosa e delle difficoltà di circolazione
  • l’alterazione dei fattori della coagulazione per favorire uno stato pro coagulativo, necessario per limitare il rischio di emorragie
  • la perdita di elasticità delle pareti delle vene
  • la progressiva compressione della vena cava inferiore (che porta il sangue venoso dalle gambe al cuore) e dei vasi venosi pelvici da parte dall’utero
  • l’aumento delle pressioni nell’addome
  • il contatto fra le sostanze liberate dalla placenta e il sangue al momento del parto
  • il disordine nella circolazione sanguigna creato dal travaglio
  • le lesioni vascolari che si verificano durante la nascita del piccolo.

Principali fattori di rischio

Alcuni fattori possono aumentare ulteriormente la probabilità di sviluppare la patologia.

  • Taglio cesareo, soprattutto se d’urgenza
  • Storia personale o familiare di trombosi
  • Immobilità prolungata prima e dopo il parto
  • Età materna superiore ai 35 anni
  • Fumo di sigaretta
  • Gravidanza gemellare o multipla
  • Preeclampsia
  • Parto pretermine
  • Obesità
  • Procedure chirurgiche in gravidanza
  • Altre malattie, come diabete pre gestazionale, malattie infiammatorie intestinali e infezioni urinarie
  • Infezioni o emorragie post parto.

Sintomi

I sintomi della trombosi post parto possono essere inizialmente sfumati e facilmente confusi con i normali disturbi del puerperio. Tuttavia, esistono alcuni segnali specifici che possono far nascere dei sospetti e che non andrebbero mai ignorati.

Sintomi della trombosi venosa profonda

  • Gonfiore improvviso di una gamba, in particolare la sinistra
  • Dolore persistente a polpaccio, coscia, fianco, glutei o regione lombare
  • Sensazione di calore e tensione
  • Arrossamento o cambiamento di colore della pelle
  • Cambiamento del dolore durante la deambulazione

Sintomi dell’embolia polmonare

  • Difficoltà respiratoria improvvisa
  • Dolore toracico acuto
  • Tosse, talvolta con tracce di sangue
  • Battito cardiaco accelerato
  • Sensazione di svenimento o forte ansia
  • Aumento della frequenza respiratoria

Cosa fare

Se si sospetta la presenza di una trombosi post parto è necessario contattare il medico e nei casi più urgenti andare immediatamente al pronto soccorso. Evitare di massaggiare l’arto dolente e di sforzarlo. Non sottovalutare il dolore o il gonfiore, anche se lievi.

La diagnosi si basa innanzitutto su una valutazione clinica accurata e su un’attenta anamnesi, ossia un colloquio approfondito con la donna per conoscere la sua storia clinica personale e famigliare. Possono essere necessari anche alcuni esami, come un ecocolordoppler degli arti inferiori, esami del sangue specifici, TC (Tac) o altri esami di imaging in caso di sospetta embolia polmonare. Una diagnosi precoce consente di iniziare rapidamente il trattamento e ridurre il rischio di complicanze.

Eparina

L’eparina a basso peso molecolare è il trattamento di riferimento per la prevenzione e la cura della trombosi post parto. Si tratta, infatti, di un farmaco che riduce la formazione e la crescita dei coaguli e ha un profilo di sicurezza elevato. È anche compatibile con l’allattamento. In genere, si utilizza tramite iniezioni sottocutanee quotidiane a un dosaggio personalizzato. La durata del trattamento è variabile.

In alcuni casi, si potrebbe consigliare l’utilizzo di un altro anticoagulante, il warfarin, anch’esso compatibile con l’allattamento. Ovviamente la terapia deve essere sempre prescritta e monitorata da uno specialista. Spesso, è raccomandato anche tenere il più possibile gli arti inferiori sollevati e utilizzare calze a compressione graduata per ridurre l’edema.

Consigli di prevenzione

  • Muoversi il prima possibile dopo il parto.
  • Evitare lunghi periodi di immobilità.
  • Mantenere una corretta idratazione.
  • Utilizzare calze elastiche se prescritte.
  • Seguire scrupolosamente le indicazioni mediche.
 
 
 

In breve

La trombosi post parto è una condizione che può insorgere nelle settimane dopo il parto a causa di alcuni fattori che favoriscono la formazione di coaguli di sangue. I sintomi principali sono gonfiore e dolore a una gamba; nei casi più gravi possono comparire difficoltà respiratorie. Una diagnosi tempestiva e il trattamento con eparina, sicura anche in allattamento, aiutano a prevenire complicanze.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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