Ammalati di selfite

Stefania Lupi
A cura di Stefania Lupi
Pubblicato il 02/02/2018 Aggiornato il 08/08/2018

Le nuove tecnologie ci portano in dote anche nuove malattie. L’ultima è la selfite, ossia l’ossessione da selfie: può essere cronica, acuta o borderline. Per riconoscerla basta un test

Ammalati di selfite

Confessiamolo: almeno una volta ognuno di noi ha ceduto alla tentazione di farsi un selfie e postarlo sui social media. Ma questo, nell’era digital, non deve stupire. Sentire perennemente il bisogno di farsi autoscatti , invece, può rivelare la presenza di problema: una patologia psicologica, la selfite. Si tratta di un disturbo compulsivo e ossessivo che porta le persone a farsi continuamente dei selfie. La conferma arriva da uno studio della Nottingham Trent University  che ha coinvolto 400 persone in India, Paese con il maggior numero di utenti Facebook. La selfite può manifestarsi in diverse forme: cronica (la forma più grave), acuta e borderline.

C’è selfite e selfite

Il disturbo si definisce cronico quando vi è un incontrollabile bisogno di scattare foto a se stessi, 24 ore su 24, postandole su Facebook e Instagram più di sei volte al giorno; è, invece, borderline se si scattano selfie almeno tre volte al giorno, anche senza pubblicarli sui social media, mentre la forma acuta si manifesta quando si fanno molti autoscatti e si postano tutti online.   Per scoprire di quale selfite si soffre, basta eseguire un test. Il punteggio ottenuto aiuta a identificare la categoria cui si appartiene.

Come affrontare il problema

Quando ci si rende conto di provare un senso di disagio per non aver potuto postare una foto o una sorta di “pressione interna” non controllabile a farlo, superando i due-tre selfie al giorno pubblicati, allora ci si dovrebbe preoccupare. Perché quasi certamente si soffre di una forma di selfite. Purtroppo non esiste una cura specifica. Questa condizione patologica può, però, essere affrontata attraverso tecniche di psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale già impiegate nelle sindromi ossessivo-compulsive.

 

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Chi soffre di selfite è quasi sempre una persona molta insicura e con un scarsa autostima e non – come si sarebbe portati a pensare – un narcisista ed egocentrico.

 

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Sbadigli nel sonno: è normale che accada?

Durante il sonno, lo sbadiglio non è immediatamente giustificabile. Per comprendere perché un bimbo sbadiglia dormendo, occorre prendere in considerazione vari aspetti.   »

Nonni che baciano sulla bocca il bambino: che grande sbaglio!

Il bacio sulla bocca è un gesto che appartiene al mondo degli adulti, quindi è sbagliato che i nonni se lo scambino con i nipotini. A maggior ragione se la mamma lo ha vietato.   »

Cosa deve mangiare a un anno di vita?

Le più recenti linee guida suggeriscono che dallo svezzamento in avanti il bambino dovrebbe mangiare gli stessi pasti del resto della famiglia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti