Ansia e stress: la mindfulness non sempre funziona

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 08/10/2020 Aggiornato il 08/10/2020

Non è affatto detto che la mindfulness sia la panacea contro ansia e stress. A volte la meditazione fa cilecca

Ansia e stress: la mindfulness non sempre funziona

Meditazione e mindfulness. Diventate di gran moda soprattutto durante il periodo del lockdown, le tecniche di rilassamento e visualizzazione vengono considerate la panacea a tutti i mali della mente: depressione, ansia e stress in testa. Ma non è proprio così. Secondo la prima revisione sistematica sull’argomento, circa una persona su 12 che prova la meditazione si trova a dover fare i conti con un effetto negativo indesiderato, di solito un peggioramento della depressione o dell’ansia o addirittura l’insorgenza di queste condizioni per la prima volta.

La ricerca controcorrente

La ricerca dell’Università di Coventry nel Regno Unito ha dimostrato che nella maggior parte dei casi la meditazione funziona bene nell’allontanare ansia e stress, ma il suo potere terapeutico è in ogni caso sovrastimato e non di certo universale. Esistono molti tipi di meditazione, ma uno dei più popolari è la mindfulness, una parola inglese che significa consapevolezza e che sta a indicare una pratica in cui si insegna alle persone a prestare attenzione al momento presente, concentrandosi sui propri pensieri e sentimenti, sul respiro e sul corpo per conseguire un stato mentale di rilassatezza indispensabile per il benessere e la serenità.

Non sempre funziona

Nel Regno Unito viene raccomandata da diversi organismi del Servizio sanitario nazionale per ridurre le ricadute della depressione nelle persone che hanno presentato più volte questo problema, anche come efficace alternativa ai farmaci che presentano spesso effetti collaterali. Purtroppo, però, ci sono state segnalazioni di persone che hanno visto peggiorare la propria condizione mentale dopo le pratiche di meditazione, anche se non è chiaro quale ne sia la ragione. Sono ben 55 gli studi al riguardo e i ricercatori sono riusciti a calcolare che circa l’8% di coloro che si sono dedicati alla meditazione hanno riscontrato effetti negativi indesiderati che vanno da un aumento dell’ansia fino agli attacchi di panico. E non mancano casi di psicosi e pensieri di suicidio.

Evitare il fai-da-te

Il fai da te non è mai del tutto consigliabile perché manca della possibilità di un confronto costruttivo e positivo con professionisti in grado di dare sostegno nei momenti di bisogno.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Approcciare qualsiasi tecnica di rilassamento, compresa la meditazione, in modo graduale e soprattutto sotto la guida di persone esperte con le quali confrontarsi al primo accenno di situazioni poco gradevoli.

 

Fonti / Bibliografia

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