Balbuzie: in arrivo una nuova cura

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 20/07/2018 Aggiornato il 31/07/2018

Si chiama MRM-S l’innovativa terapia che può cambiare la vita al milione di italiani che soffrono di balbuzie

Balbuzie: in arrivo una nuova cura

La balbuzie è un disturbo del linguaggio che condiziona la vita di un milione di italiani. Un innovativo metodo per la rieducazione a un linguaggio fluente, il MRM-S, è oggetto di un progetto di ricerca per la sua validazione scientifica. L’8% della popolazione mondiale ha sofferto almeno una volta nella vita di balbuzie. Nella maggior parte dei casi, la difficoltà nel prodursi in un discorso fluente viene superata. Ma per il restante 1,5% della popolazione la balbuzie resta un problema senza soluzione. Gli italiani balbuzienti sono ben un milione, di cui 150.000 minorenni. Spesso questo disturbo resta confinato all’infanzia, con una regressione spontanea entro i sei anni.

Conseguenze da non sottovalutare

Le cause della balbuzie sono per certi versi ancora oscure, ma si pensa a un malfunzionamento del meccanismo di monitoraggio del processo di produzione del linguaggio. Come spiegato da Giovanni Muscarà, ex balbuziente e fondatore del Vivavoce Institute, la balbuzie influenza negativamente la quotidianità di chi ne soffre, comportando frustrazione, vergogna, paura e riducendo il livello di autostima. Se si analizzano poi i dati relativi all’età scolare, che evidenziano come chi soffre di balbuzie sia tre volte più rischio di essere oggetto di bullismo, è facile comprendere come si sia dinnanzi a un problema molto serio.

Due scuole di pensiero

Ma la balbuzie può essere superata e curata. Due sono le scuole di pensiero. La prima vede la balbuzie come conseguenza di un trauma infantile o di uno stato emotivo alterato e lavora sui vissuti emotivi derivanti dal trauma. La seconda opera invece sui blocchi della balbuzie, con tecniche compensative come l’allungamento dei suoni e l’iper-articolazione, spesso servendosi del canto.

Un metodo innovativo

Come sottolineato da Pasquale Anthony della Rosa, direttore scientifico del Vivavoce Research Institute, ricercatore e dottore in Psicologia che collabora con la Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, il MRM-S è un metodo innovativo in corso di validazione scientifica che si basa su un approccio multidisciplinare. Seguendo un percorso cognitivo-comportamentale, ha l’obiettivo di migliorare la performance articolatoria del linguaggio. Si lavora secondo l’apprendimento e la pratica di schemi motori a livello fonatorio, respiratorio e articolatorio, per affrontare con meno stress e ansia le situazioni quotidiane e superare la balbuzie.

Risultati incoraggianti

I primi risultati dimostrano l’effetto positivo sul controllo attentivo generale con ripercussioni positive anche sul linguaggio. In termini linguistici, vuol dire che l’eloquio di un balbuziente può diventare più fluido perché si va a ridurre la soglia rispetto cui un balbuziente decide se una parola – e il suono a essa legato – sia quella specificatamente richiesta e quindi possa essere pronunciata. Il MRM-S prevede un lavoro di rieducazione della persona nella sua totalità e unicità, dal controllo del singolo movimento necessario a produrre un fonema, alla gestione del linguaggio in un contesto di ansia e di stress.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Il Vivavoce Institute è un centro specializzato nel trattamento rieducativo della balbuzie. Fondata a Londra nel 2011 da Giovanni Muscarà, è cresciuta all’interno di Fondazione Filarete, centro di eccellenza costituito tra gli altri da Università degli Studi di Milano e Fondazione Cariplo. Il progetto ha visto poi la creazione a Milano del primo centro d’eccellenza per il trattamento rieducativo della balbuzie Vivavoce Institute, sede centrale di una realtà che opera anche a Roma, Bologna, Caserta e Catania.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti