Guardo una donna magrissima e non mi piaccio più!

Laura de Laurentiis A cura di Laura de Laurentiis Pubblicato il 17/07/2018 Aggiornato il 31/07/2018

Vedere il corpo di una donna magrissima è per (quasi?) tutte fonte di frustrazione. Lo ha dimostrato un team di ricercatori inglesi con due ricerche diverse

Guardo una donna magrissima e non mi piaccio più!

Una donna magrissima crea invidia. In tutte. Anche le donne che hanno un peso assolutamente normale e, quindi, nulla da invidiare a nessuno almeno sul fronte “silhouette”, vedendo foto di figure femminili più magre di loro avvertono un senso di insoddisfazione nei confronti del proprio corpo. Lo ha evidenziato uno studio condotto da un team di ricercatori di diverse istituzioni nel Regno Unito, pubblicato dalla rivista Royal Society Open Science.

Due esperimenti diversi

La ricerca aveva come tema centrale l’immagine corporea, che spesso costituisce un elemento critico per le donne (e non di rado anche per gli uomini) influenzando, in bene o in male, la fiducia e la sicurezza di sé. Gli esperimenti condotti sono stati due. Il primo ha preso in esame 90 giovani donne con un peso nella norma le quali, dopo essere state suddivise in tre gruppi, su richiesta degli studiosi hanno osservato con attenzione fotografie di altre donne di varie corporature. In realtà, le donne ritratte erano sempre le stesse, ma la loro immagine era stata manipolata allo scopo di modificare le loro linea, rendendola più o meno snella. Il secondo esperimento è stato uguale al primo, con un’unica differenza: vi hanno partecipato solo le donne che in precedenza si erano dichiarate insoddisfatte del loro corpo.

Le immagini di donne magrissime fanno male

Da entrambi gli esperimenti è emerso che tutte le partecipanti, sovrappeso o normopeso, erano più critiche nei confronti dei loro corpi dopo aver visto le foto di donne molto magre, ma non dopo aver esaminato immagini di figure femminili con un peso nella norma o superiore alla norma.

Attenzione alla pubblicità

Di conseguenza, secondo quanto affermato dai ricercatori, chi fa pubblicità utilizzando foto di una donna magrissima contribuisce al poco apprezzamento delle donne verso il proprio corpo. Sempre a detta degli studiosi, optare per modelli di peso normale probabilmente aiuterebbe le donne ad accettare di più il proprio corpo e, anche, a sviluppare un rapporto più equilibrato e sano con il cibo, a tutto vantaggio della diminuzione del rischio di andare incontro all’obesità.

 

 

 
 
 

Una curiosità

STRANO MA VERO

Nel 1931 Mussolini diede vita a una massiccia campagna contro la magrezza delle donne, ordinando alle riviste di non pubblicare immagini di figure femminile longilinee, senza fianchi né seno. Il modello che voleva promuovere era quello della donna giunonica.  

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Bimbo che si sveglia piangendo: cosa può essere?

22/02/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

A fronte di un improvviso cambiamento nei ritmi del sonno è opportuno prima di tutto escludere la presenza di un disturbo fisico.   »

Sull’intervallo tra due vaccini vivi attenuati

22/02/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La somministrazione di due vaccini vivi attenuati a una distanza inferiore alle 4 settimane può compromettere l'efficacia del secondo vaccino.  »

Iperattivita e prodotti omeopatici

16/02/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

L'iperattività (se di iperattività si tratta davvero) è segno di una malattia seria, non si può pensare di affrontarla con il fai-da-te.   »

Fai la tua domanda agli specialisti