Multitasking? No grazie!

Laura de Laurentiis A cura di Laura de Laurentiis Pubblicato il 12/02/2018 Aggiornato il 09/08/2018

Fare più cose contemporaneamente fa male alla memoria, alla creatività e all’attenzione. Ecco le conseguenze del multitasking

Multitasking? No grazie!

Nell’immaginario collettivo è ben radicata l’idea che essere impegnati contemporaneamente su più fronti aiuti il cervello a mantenersi attivo, sostenga la memoria, consenta di conservare a lungo la vivacità intellettuale. Niente di più sbagliato: un gruppo di ricercatori dell’Università della California di Los Angeles ha effettuato uno studio da cui è emerso che essere multitasking, ossia fare più cose insieme, come per esempio, telefonare e allo stesso tempo, leggere la posta sul pc e magari pure rispondere, così come essere continuamente interrotti e invitati a fare altro, mentre si sta svolgendo un determinato lavoro, influisce in modo negativo sulla creatività, intralcia la possibilità di concentrarsi, indebolisce la memoria, peggiora le prestazioni professionali.

La ricerca su un gruppo di studenti

Lo studio, che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science, ha preso in esame circa 200 studenti, suddivisi in 4 gruppi. I partecipanti sono stati invitati a memorizzare 120 parole, divise in 6 sequenze di 20 parole ciascuna, che apparivano su uno schermo per tre secondi. Ogni parola era associata a un numero (da uno a dieci) e le parole con il numero più alto erano quelle indicate come più rilevanti da memorizzare.  Il primo gruppo poteva visualizzare le parole senza interferenze, il secondo doveva ascoltare una voce che leggeva i numeri associati alle parole e, allo stesso tempo, cliccare su una barra spaziatrice ogni tre numeri dispari. Il terzo gruppo, mentre guardava lo schermo, doveva ascoltare canzoni famose, al quarto era richiesto di osservare le parole sentendo musiche inedite. Dopo il passaggio delle prime 20 parole, ai partecipanti è stato chiesto di indicare quante ne avevano memorizzate. Da qui si è potuto rilevare che il primo gruppo ricordava lo stesso numero di parole del gruppo che aveva ascoltato la musica, mentre gli studenti del secondo gruppo ne aveva memorizzate meno.  Il dato che ha suscitato particolare interesse nei ricercatori è che tutti i ragazzi, esposti o no a distrazioni, hanno ricordato le parole più importanti.

Meglio non esagerare

Quanto osservato nel corso della ricerca ha fornito una conferma di quello che intuitivamente le persone multitasking già sanno: il cervello riesce a distinguere tra le tante attività svolte in contemporanea qual è la più rilevante, su cui bisogna focalizzare l’attenzione senza distrarsi. Va detto però, che un cervello costantemente in overdose di attività a lungo andare è destinato a perdere colpi. Meglio dunque non esagerare col multitasking e preferire l’arte del “fare una cosa alla volta”, che paga in termini di risultati e non affatica la mente, con gli svantaggi che ne possono conseguire.   

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Smettere di occuparsi di più cose nello stesso momento può evitare la comparsa degli attacchi di mal di testa di cui non si conosce bene l’origine, ma su cui lo stress agisce da fattore favorente.  

 

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