Raptus di follia omicida, perché avviene e come si manifesta

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 21/07/2023 Aggiornato il 24/07/2023

Proviamo a capire con l'aiuto degli esperti che cosa è il raptus di follia che può portare una mamma a compiere un gesto inconsulto nei confronti del proprio bambino

Il raptus di follia può colpire chiunque e pertanto non è prevenibile, le mamme con depressione post partum sono però più a rischio

Il raptus di follia è una manifestazione improvvisa e abnorme, durante la quale una persona non è padrona delle proprie emozioni ed è portata a compiere atti anche terribili, come l’aggressione e l’assassinio di persone care. Di recente l’uccisione di un bambino di un anno da parte della propria mamma ha lasciato sgomenti. In realtà, secondo gli esperti in questo caso non si è trattato di un raptus di follia, ma di una seria depressione di tipo psicotico emersa nel periodo perinatale.

Raptus follia omicida, può succedere a tutti?

Teoricamente, nessuno può considerarsi immune da un raptus violento, anche in assenza di un disagio emotivo manifesto. “Il raptus è per definizione un atto imprevedibile e, pertanto, in assenza di un disturbo psicopatologico rilevante, non si può prevenire”, avvertono le psichiatre Nicoletta Giacchetti e Franca Aceti del servizio di Psicopatologia Perinatale del Policlinico Umberto I di Roma. “Possono essere soggette a questa manifestazione anche le persone più insospettabili, apparentemente controllate, estremamente rigorose”.

Come si manifesta il raptus?

Il raptus di follia si verifica sotto la spinta di emozioni non integrate, dissociate. Esplode all’improvviso, è una manifestazione in cui l’individuo perde il contatto con la realtà e non si rende conto, sul momento, di ciò che sta mettendo in atto. Talvolta, inoltre, non ne ha nemmeno alcun ricordo. 

Ci sono segnali che fanno presagire il raptus di follia?

“Purtroppo il raptus di follia non ha segnali premonitori che permettano di intervenire” aggiungono le dottoresse. “Questo rende difficile prevederli e anche spiegarli. È possibile, in un secondo momento, solo provare a fare delle ipotesi attraverso un’attenta ricostruzione anamnestica, clinica e personologica”. Nel caso degli infanticidi l’atto violento non è necessariamente riconducibile a un raptus, ma può essere l’espressione di un grave disturbo mentale di tipo psicotico, come per esempio la depressione delirante, in cui prevalgono vissuti di colpa, di rovina, di fallimento. In questo caso, i segnali ci sono e non vanno sottovalutati.

Come capire se è depressione post partum

Anche la depressione dopo il parto, quando è molto seria, può quindi portare a compiere azioni che possono essere confuse con il raptus. Si tratta, però, di due problemi diversi. Ecco perché.

  • Il maternity blues è una situazione molto comune, una lieve tristezza o labilità dell’umore che si allevia nel giro di pochi giorni.
  • La depressione post partum può perdurare a lungo, oltre un anno dopo la nascita del bambino. Colpisce circa il 10-15 per cento delle neomamme ed è difficile da riconoscere e accettare anche dalla donna che spesso si sente in colpa per essere infelice dopo la nascita del bambino, anche se molto desiderato. È caratterizzata da apatia, tristezza, facilità al pianto, sensazione di inadeguatezza verso gli impegni che il ruolo di mamma comporta.
  •  La psicosi puerperale è la manifestazione più seria, anche se per fortuna è molto rara. È caratterizzata da uno stato confusionale in cui l’umore è particolarmente labile e dove possono emergere vissuti di ostilità e persecutori, anche nei confronti del neonato. In alcuni casi le donne con psicosi sono soggette ad allucinazioni e hanno l’impressione di udire voci a carattere imperativo.

È necessario pertanto riconoscere tempestivamente i segnali di un disagio emotivo nel periodo perinatale (gravidanza e post partum) e chiedere aiuto a figure professionali esperte.

 

 

 
 
 

In sintesi

Il raptus di follia è un evento imprevedibile e al di fuori della razionalità, che può capitare a chiunque. Non ha segnali premonitori, contrariamente alla depressione post partum grave, che si manifesta con tristezza, pianto, senso di inadeguatezza.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti