Alcol: è allarme rosso a causa della pandemia

Luce Ranucci A cura di Luce Ranucci Pubblicato il 23/02/2021 Aggiornato il 23/02/2021

È una conseguenza grave ma ancora poco conosciuta di questa pandemia: l’aumento del consumo di alcol, per l’ansia, lo stress e anche l’isolamento sociale. È allarme

Alcol: è allarme rosso a causa della pandemia

È ormai confermato che vi è stato un aumento del consumo di alcol in questi ultimi periodi. Studi diversi di vari ricercatori confermano, infatti, quanto l’alcol risulti essere una risposta (errata) ma comune a eventi o periodi di solitudine e stress, come quelli che possono seguire a delle catastrofi, a degli attacchi terroristici o alla pandemia come quella da Covid-19. Al punto da far gridare all’allarme.

Le conferme scientifiche

L’aumento del consumo di alcol durante i primi mesi della pandemia è stato provato anche da un nuovo studio condotto da ricercatori del McLean Hospital (Belmont, Massachusetts).    Nel loro studio, pubblicato sul Journal of General Internal Medicine,   i ricercatori hanno esaminato anche i modi i potenziali per ridurre il consumo di alcol durante periodi molto stressanti come quello contemporaneo, come maggiore attenzione al fenomeno da parte delle istituzioni e cure anche telematiche.

Pandemia e consumo di alcol

Secondo gli studiosi, dato che la pandemia da Covid-19 in corso è un evento che dura di più nel tempo rispetto ad altri eventi catastrofici come può essere un terremoto o un attacco terroristico, il consumo di alcol potrebbe risultare ancora maggiore nel caso di questa pandemia.
Inoltre, il consumo di bevande alcoliche potrebbe aumentare ancora di più a causa degli isolamenti sociali forzati a cui diverse fasce della popolazione devono andare incontro.

Il parere dello psicologo

“Ci auguriamo che si riesca a richiamare l’attenzione sugli effetti della pandemia sull’uso di alcol e offrire approcci mitiganti a questo problema di salute pubblica non riconosciuto”, spiega la dottoressa Dawn E. Sugarman,  psicologa del Center of Excellence in Alcohol, Drugs, and Addiction del McLean Hospital ed una delle autrici dello studio. I ricercatori credono che ci dovrebbe essere uno sforzo maggiore da parte delle istituzioni per quanto riguarda l’educazione e la gestione personale dello stress e dell’ansia(). Inoltre ci dovrebbero essere maggiori sforzi da parte delle stesse istituzioni, in particolar modo quelle sanitarie, per quanto riguarda lo screening dei disturbi derivanti dall’abuso di alcol. L’accesso a tali cure potrebbe essere fornito, almeno inizialmente, anche tramite servizi di telemedicina o tramite Internet.

 
 
 

Da sapere!

Durante l’emergenza sanitaria per Covid-19, l’isolamento sociale e il marcato stress psicologico  a cui è sottoposta l’intera popolazione possono favorire l’incremento del consumo di alcolici in differenti modalità, con multipli risvolti negativi nella gestione clinica e socio-sanitaria dei pazienti a maggior rischio di intraprendere comportamenti non salutari.    

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Utero setto: operare o no prima di una gravidanza?

17/05/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

La tendenza di oggi è di non intervenire sempre e comunque in caso di utero setto, ma solo in determinate condizioni.  »

Gravidanza e dubbi sulla vitamina D

17/05/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vitamina D, anche se assunta in dosi superiori al fabbisogno, non provoca danni al feto.   »

Embrione che non si vede alla quinta settimana

16/04/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Fare un'ecografia troppo presto (prima della settima settimana) non serve a nulla e, in più, è causa di grandi spaventi che ci si potrebbe risparmiare se solo si avesse un po' di pazienza.  »

Fai la tua domanda agli specialisti