Alcol: fattore di rischio per il tumore al seno

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 09/05/2016 Aggiornato il 09/05/2016

Alcuni ricercatori americani hanno evidenziato la pericolosità dell'alcol nella formazione del tumore al seno. Agirebbe su un gene

Alcol: fattore di rischio per il tumore al seno

Consumare alcol favorirebbe lo sviluppo del cancro al seno. È quanto emerge da un recente studio  dell’Università di Houston, negli Stati Uniti, pubblicato dalla rivista scientifica Plos One. Le bevande alcoliche stimolerebbero un gene chiamato BRAF che, a sua volta, aumenterebbe in modo significativo il rischio di manifestare un tumore del seno.

I geni sensibili all’alcol

Gli effetti dell’alcol sull’organismo sono di vario genere. Un bicchiere di buon vino può far bene alla salute, ma è stato più volte sottolineato come le bevande alcoliche siano dannose per alcuni organi, in particolare fegato, stomaco, reni, cuore, oltre al sistema nervoso centrale. Diversi studi recenti hanno confermano anche il ruolo negativo dell’alcol nella formazione di alcuni tipi di cancro, specie quelli a carico del sistema digerente. Inoltre, è stato fornito un quadro più chiaro del rapporto tra la sostanza e il cancro, evidenziando, il ruolo che alcuni geni ricoprono nel rendere un individuo più o meno sensibile agli effetti tossici dell’etanolo. Ora, una nuova ricerca punta ancora il dito contro l’alcol che avrebbe la capacità di innescare un gene associato a un maggior rischio di sviluppare anche il cancro al seno.

Che cosa succede

La scoperta è stata fatta dai ricercatori dell’Università di Houston. Secondo gli esperti, l’alcol aumenterebbe l’espressione del gene BRAF e questi agirebbe in modo tale da aumentare il rischio di sviluppare un tumore del seno. Come se ciò non bastasse, il gene BRAF migliora l’azione degli estrogeni nel guidare la crescita delle cellule del cancro al seno e diminuisce gli effetti del farmaco mirato agli ormoni. Di conseguenza, consumare bevande alcoliche aumenta le probabilità che le cellule tumorali proliferino indisturbate, non rispondendo efficacemente alla terapia . “I malati di cancro potrebbero prendere in considerazione i potenziali effetti dannosi del consumo di alcol sui trattamenti e modificare di conseguenza le loro abitudini” ha osservato Chin-Yo Lin, uno degli autori dello studio.

Una relazione pericolosa

Un altro studio condotto per conto dell’Organizzazione mondiale della sanità già nel 2002 aveva  evidenziato che circa 390 mila casi di cancro erano attribuibili, in qualche modo, al consumo di alcol (il 3,6 per cento di tutti i tumori) e che il 3,5 per cento dei decessi per cause tumorali era ugualmente da riferire a questa sostanza. Il nuovo studio americano conferma la pericolosità delle bevande alcoliche e rende consapevoli le donne dei rischi che corrono consumando alcol, soprattutto in modo eccessivo. “Vogliamo offrire alle donne maggiori informazioni per aiutarle a bilanciare meglio il consumo di bevande alcoliche con i potenziali rischi per la salute” hanno sottolineato i ricercatori. Insomma, meglio fare attenzione quando si desidera bere. La moderazione è la giusta regola, anche se in alcuni casi, bere acqua, spremute e centrifughe è sicuramente la scelta più azzeccata.   

 

 

 
 
 

In breve

I SUGGERIMENTI DELL’AMERICAN CANCER SOCIETY

1) Consumare un bicchiere di vino al giorno per le donne e due per gli uomini.

2) I superalcolici sono da eliminare o comunque da consumare raramente.

3) È bene conoscere sempre il tasso alcolico di ciò che si sta bevendo.

4) Quel che conta di più è la quantità totale di alcol che si consuma nella vita, più che le singole ubriacature.

5) La mescolanza di alcol e fumo potenzia gli effetti cancerogeni delle due sostanze.

 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti