Allarme antibiotici in Italia: le prescrizioni sono eccessive

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 31/12/2019 Aggiornato il 31/12/2019

In Italia si prescrive fino al 50% in più di antibiotici rispetto alla media dell’Ocse. Il risultato? In sempre più persone fanno meno effetto

Allarme antibiotici in Italia: le prescrizioni sono eccessive

Nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione organizzate negli ultimi anni, l’Italia è ancora oggi uno dei primi Paesi al mondo per prescrizione di antibiotici. La conferma arriva da “Health at a glance 2019”, l’ultimo rapporto Ocse, secondo cui da noi nel 2017 sono state prescritte 28 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, contro una media pari a 18: si tratta del secondo numero più alto nell’Ocse  (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa).

Poco alcol, ma troppi farmaci

Stando ai dati dell’Ocse, gli italiani possono ritenersi molto fortunati. Infatti, l’Italia vanta la quarta più alta aspettativa di vita fra i paesi Ocse (83 anni alla nascita). Non solo. Nel nostro Paese sono poche le persone che muoiono prematuramente e la maggior parte della popolazione ha stili di vita sani. Il consumo di alcol è basso e meno del 6% dei cittadini valuta la propria salute “non buona”, rispetto a una media Ocse dell’8,7%. Nonostante ciò, il ricorso agli antibiotici è davvero elevato. Addirittura ci sono individui che si auto-prescrivono una cura antibiotica, pretendendo che il medico prescriva loro questi farmaci al minimo accenno di mal di gola o prendendo gli antibiotici che hanno in casa non appena stanno poco bene, anche se magari in origine i medicinali erano stati dati per tutt’altra ragione.

Medici responsabili

Anche i medici hanno la loro parte di responsabilità. “I medici non hanno la cultura della prescrizione mirata dell’antibiotico. Il farmaco viene eprescritto senza un’accurata ricerca della cause. Quando si trovano davanti il paziente per maggior sicurezza danno l’antibiotico. Senza capire la reale esigenza della persona” conferma Maurizio Sanguinetti, primario di Microbiologia della Fondazione del Policlinico Gemelli di Roma.

Aumenta la farmaco-resistenza

Purtroppo la prescrizione eccessiva e scorretta di antibiotici è molto pericolosa perché favorisce la comparsa di una resistenza a questi farmaci. Il risultato è che sempre più persone non rispondono alla loro azione e sviluppano infezioni difficili da trattare. Non a caso, l’Italia presenta tassi di infezione associati all’assistenza sanitaria (Iaas) superiori alla media, con quasi il 6% dei pazienti ricoverati che hanno almeno una Iaas. Ecco perché è fondamentale che tanto le persone quanto i medici di base prestino maggiore attenzione all’uso e alla prescrizione di questi farmaci.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Gli antibiotici, per riuscire ad attaccare il microrganismo responsabile dell’infezione in corso e sconfiggerlo, hanno bisogno di tempo. Ecco perché, in genere, la cura dura almeno qualche giorno: è fondamentale non interromperla prima, anche se ci si sente meglio e i sintomi sono migliorati. Essenziale anche rispettare le dosi prescritte e gli orari di assunzione.

 

Fonti / Bibliografia

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